martedì 14 giugno 2016

Gocce d'inchiostro: Madame Bovary - Gustave Flaubert

La bellezza di alcuni romanzi celano talvolta qualcosa di speciale, quando le loro storie aleggiano ancora nell'aria e l'anima non è ancora del tutto satura, quando la distinzione fra finzione e realtà non è poi così netta. E' in questi momenti che mi scopro, involontariamente, a compiere profonde riflessioni su tutto quello che leggo e per cui mi piace leggere certi tipi di storie. Madame Bovary ne è un esempio e, come una prigioniera confinata nel proprio spazio, ho seguito Emma come un ombra. Per qualche giorno è stata un'altra delle mie compagne di viaggio lasciate sola nell'immensità del cosmo, che mi ha impedito di andare da nessun'altra parte. Non mollandola nemmeno per un istante.






Titolo: Madame Bovary
Autore: Gustave Flaubert
Casa editrice: Oscar Mondadori
Prezzo: 10, 50€
N° di pagine: 464
Trama: Emma Bovary, moglie insoddisfatta di un mite medico di campagna, cerca un senso alla sua monotona esistenza in una serie di sfortunate vicende sentimentali.
La recensione:

L'amore doveva arrivare di colpo, con schianti e folgorazioni, uragano celeste che si abbatte sulla vita, la sconvolge, ghermisce le volontà come foglie e precipita il cuore negli abissi.

I miei ricordi nei riguardi di questa storia,  l'insoddisfazione e la malinconia della protagonista - così palpabili da potersi perdere in un certo smarrimento - come pure la soggezione che circonda Emma come un aura lucente alla quale la sua giovane età le impedì di estirpare, non tormentarono la cittadella invisibile della mia coscienza nel corso di questi anni quanto la memoria frammentaria di sporadici giorni all'insegna del tedio e di ciò che ne conseguì. Non tanto il modo con cui la povera Emma aveva escogitato un piano per accomiatarsi, due gocce di un liquido scuro e pericoloso, quanto i dettagli salienti della sua storia. Un passato di cui sapevo ben poco, il desiderio di ricavare dalle cose un qualche profitto personale rifiutando tutto ciò che il suo cuore considerava inutile. Qualunque cosa da cui non era possibile fare immediato consumo, per via del suo temperamento più sentimentale che artistico, alla ricerca di emozioni e di non paesaggi.
Quando arrivai in Francia mancavano ancora più di dieci minuti a mezzanotte, ma la fragile Emma era già lì e, come un relitto dimenticato persino da alcuna manifestazione divina, mi aspettava. Nonostante fosse buio pesto e trovarsi in una zona bucolica e infangata non desse l'immagine che mi aspettavo. Eppure, non ci volle molto per individuarla; è stato davvero impossibile non sentirla. Emma, il suo forte stato di malessere che mutava d'aspetto come le nuvole che turbinano nel vento. Le parole, le occasioni, l'ardire: lo avvertivo intensamente. La sua vita era fredda come una soffitta con la finestra esposta a nord, la noia era come un piccolo fastidiosissimo tarlo che la divorava e che, come un ragno silenzioso, tesseva la sua tela nell'ombra, in ogni angolo del suo cuore.
Non si vedono tutti i giorni eroine dall'aria così stanca e afflitta, racchiuse nei propri dolori e nella loro solitudine, nei romanzi che solitamente leggo. Sarà stato il suo aspetto, la sua condizione di penitente e adultera, a meno che non avessi già fatto la conoscenza di altre ragazze come lei! Emma era convinta di possedere quella meravigliosa passione che planerà come un grande uccello dalle piume rosse nello splendore dei cieli poetici. Credendo di vivere in uno stato di torpore che fosse molto simile alla felicità. Una luce intensa negli occhi, come se aspettasse un miracolo.
Quando ascoltai la sua storia non ricordavo esattamente a cosa andavo incontro. Avevo a disposizione un quadro prettamente realistico, con lo sfondo di un gruppo di volti umani in cui il viso della protagonista si stagliava isolato, e tuttavia lontano.
L'esistenza di vaghi abissi, un languore come un mormorio dell'anima, profondo, continuo, che sovrasta quello delle voci, è stato quello che ho avvertito intensamente. Ogni cosa sembrava immersa in una cupa atmosfera, che fluttuava vagamente sulla superficie. Il dolore s'inabissava nel suo animo come un dolce ululato - causato da tanta insoddisfazione, dal brusco arresto di una prolungata vibrazione; il fantasticare su ciò che non tornerà più; la stanchezza che assale dopo ogni fatto compiuto. Vita, morte e speranza, trascesa in una dimensione più universale, che rappresenta la semplicità e la potenza dell'Innocenza contro il Male.
Un vecchio lampadario dalla luce fioca, appeso sul soffitto sulla mia testa, illuminava tutte queste scene del mondo che mi sfilavano davanti una dopo l'altra nel silenzio delle mie riflessioni, al rumore lontano di qualche macchina a diesel, ancora in circolazione nel cuore della notte. Uno spazio vuoto riempito da gruppi di anime tormentate e sole che, di volta in volta, hanno avuto bisogno di sogni, azioni, passioni più pure e godimenti furiosi, lanciandosi in ogni sorta di pazzia, fantasia.
Per un po' sono rimasta a bocca aperta. L'egocentrica Emma non sembrava fosse consapevole della solitudine del suo animo che la tormentava. Addentrandomi in un labirinto oscuro e profondo, dove è stato quasi impossibile scorgerne la luce, mi ha permesso di condividere pienamente questa storia che, Flaubert, si portava dentro. Una storia che passa oltre gli ingranaggi dell'amore, le implausibilità dell'intreccio, diretto e schietto, in cui pervade una certa malinconia. Nelle lande deserte del mio cuore, speravo che la luce di un mero sprazzo di luce rischiarasse, prima o poi, le tenebre di questa tormentata ragazza. Una porta doveva aprirsi ed invitare ad entrare: assistere ai continui tormenti del cuore umano, alle punizioni quasi sempre inflitte.
Personaggi ritratti non come figurine ritagliabili isolamente ma come soggetti in carne e ossa, divenuti famigliari ai miei occhi, per qualche giorno hanno lasciato dietro un segno profondo che ha avuto una sua importanza. Pupazzi virtuosi, egoistici, contriti e dannati, che hanno accompagnato la mia avanzata lenta, fra campi aridi e ingialliti.
Madame Bovary è esattamente il genere di romanzo che desideravo leggere da tempo, e che ho letto quasi come una sorta di allegoria. La scissione fra principio di innocenza e peccato, scritte in quelle che non sono altro pagine di vita di una giovane contessa realmente esistita. Veritiero, romantico, getta una spettrale aria di malinconia, pervadendo i sensi in una lenta agonia. Ed, radicato nel territorio dell'immaginazione urbana e negli spazi urbani, è un tributo peccaminoso e dannoso che rende quasi ingiustificati a non poter rinfacciare a denti stretti il male subito. Condividendo anche le mie emozioni, su uno spazio immutato conforme al ceto sociale e al linguaggio parlato, attraverso Emma sono potuta entrare in contatto con diversi meccanismi: la famiglia, la sincerità, la fedeltà, il matrimonio.
Racconto di una donna fragile e tormentata, timorosa del futuro e del senso della vita, trascinante, realistico, affascinante e alquanto tragico, Madame Bovary è uno straordinario intreccio di tradimenti, peccati, azioni inviolate e violate. Un impasto di pensieri, ricordi indelebili di una giovane donna rievocati dal tempo davanti agli occhi del mondo.

Gli istinti più nobili, le simpatie più pure sono oggetto di persecuzione, di calunnia, e se finalmente si trovano due povere anime, tutto è organizzato perché non possono congiungersi. Ma loro ci proveranno, sbatteranno le ali, si chiameranno. E presto o tardi, dopo sei mesi o dieci anni, finiranno col riunirsi, si ameranno, perché è il destino che lo esige, perché sono nate l'una per l'altra.

Valutazione d'inchiostro: 4

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