sabato, novembre 28, 2020

Gocce d'inchiostro: Gideon. La nona - Tamsyn Muir

I romanzi a cui solitamente mi approccio sono romanzi che in un modo o nell’altro mi soddisfano, la maggior parte dei casi, grandi o piccini, più solenni o di semplice lettura che circolano nel panorama letterario e che si insinuano nel cuore dei lettori, persino in quelli dei più cinici, appena usciti da un mondo incantato o realistico e tattile e solerti e dediti alla lettura come un bisogno assolutamente necessario. Generalmente tendo ad avere un certo intuito, quando decido di imbattermi in una nuova lettura. Romanzi di narrativa contemporanea e classici, perlopiù, che è quel santuario magico che amo rifugiarmi, ma ogni tanto mi piace albergare in luoghi in cui fanno da sfondo ambientazioni fantasy più chiassosi del previsto, e Gideon La nona fu una di queste. Una schiera di negromanti sadici e volgari che seguono un progetto da cui non se ne riconosce l’origine, l’assurdità che il tutto è avvolto in una patina di perenne confusione che conferisce abilità e professionalità da parte della sua autrice, una perla rara in un panorama letterario via via sempre più uguale a se stesso, avvincente, spudorato, ferocemente sarcastico e innovativo il cui approccio non si è rivelato estremamente positivo come credevo, ma troppo confusionario e poco nitido per conferirmi l’appropriata idea di << piaciuto >> o << non piaciuto >>. Concluso il romanzo, e riposto sullo scaffale ho galleggiato per qualche altro giorno in una piscina perenne di misteri e interrogativi vari… non riesco ancora a dare un giudizio, e forse solo il tempo saprà conferirmi la risposta più adatta.

Titolo: Gideon. La nona
Autore: Tamsyn Muir
Casa editrice: Oscar Vault
Prezzo: 22 €
N° di pagine: 456
Trama: Allevata da ostili monache calcificate, valletti vetusti e un’infinità di scheletri, Gideon è pronta ad abbandonare una vita di schiavitù – nell’aldiquà – e una da cadavere rianimato – nell’aldilà. Prenderà la sua spada, le sue scarpe e le sue riviste zozze e si preparerà a un’audace fuga. Ma la nemesi della sua infanzia non la lascerà di certo andare senza chiederle qualcosa in cambio. Harrowhark Nonagesimus, Reverenda Figlia della Nona Casa e prodigio della magia ossea, è stata convocata. L’Imperatore ha invitato tutti gli eredi delle sue fedeli Case a prendere parte a un torneo all’ultimo sangue fatto di astuzia e abilità. Se Harrowhark avrà successo, diventerà un’onnipotente servitrice immortale della Resurrezione; ma nessun necromante può ambire all’ascensione senza un paladino. Senza la spada di Gideon, Harrow fallirà e la Nona Casa morirà. Chiaro, ci sono sempre cose che è meglio se restano defunte.


La recensione:

Sapevo che ciò che avrei letto sarebbe stato lontano da quei canoni imprescindibili di << modernità >> o << normalità >>. Non solo si premurava ad una guerra fra negromanti, schiere di carcasse di cadaveri imperscrutabili che sono derivati da un nulla, il nulla più assoluto, le terribili perplessità di una ragazza come tante ma che possiede la particolarità di attendere il momento più adatto per scappare e ottenere la libertà tanto agognata quanto desiderata. Ma finchè la sua gente, una guerra infame sarebbe andata avanti, avrebbe rivoltato contro qualunque forma di salvezza o sopravvivenza, Gideon La nona ha messo in dubbio la mia stabilità mentale ed emotiva, non costringendomi ad accaparrarmi di una sua copia con una certa urgenza, ma costringendomi a leggerlo quasi come una psicopatica che, mi ha suggerito la mia vocina interiore, non era particolarmente salutare. Certe scelte, però, nonostante appaiono come delle semplici follie mi fanno un gran bene, poiché scebro di difetti o degli ennesimi clichè avevo obiettato che una lettura di questo tipo non si sarebbe rivelata come l’ennesimo capolavoro. Anzi, quasi un errore fastidioso, esagerato con una buona dose di miscellanee di svariato genere ma fondamentalmente strepitoso, originale e avvincente per un progetto la cui origine è ancora parecchio nebulosa, che a fine lettura non mi ha lasciata completamente soddisfatta. Si, alla fine è stata una lettura che mi è piaciuta. Ma avvolta in un grande e prorompente MA… Un’offuscante nebbia in cui la coscienza si è completamente persa, la voce, il tono del romanzo piuttosto vivace, intransigente, volgare, spudorato e schietto che denota una certa padronanza su di sé, schiere di guerrieri fatti esclusivamente di ossa le cui spade scintillanti grondano ancora sangue di poveri innocenti. Soprattutto quella di Gideon, la quale era particolarmente conscia che il suo era una missione che avrebbe potuto/ sarà un’altra cosa, ma la cui autrice non svela alcunchè.
Una particolarità di questo romanzo, al di fuori del suo spirito machiavellico che mi ha donato nient’altro che sensazioni altalenanti, confusionarie, complesse perché non dotato di una sua forma ma in cui l’incubo scivola irrimediabilmente su tutto ciò da cui è possibile attingere. L’occasione di miscelare svariati generi letterari gli ha contribuito un certo estro nel panorama degli young adult, soprattutto in me che ha alimentato la fiamma della curiosità, che all’inizio mi aveva recato nient’altro che frustrazione. Smarrimento, intorpimento, angoscia per l’enorme distanza che mi aveva separato e mediante il quale Gideon si agitava per la presenza perenne della sua compagna Harrowhark e le innumerevoli difficoltà o prove belliche che dovranno affrontare, se non che, quando l’epilogo avrebbe enunciato l’esodo delle loro sorti momentanee ero già atterrata in questo nuovo mondo riducendo le perplessità iniziali ma accrescendo un forte bisogno di sapere. La risposta sorprendente che aspettavo e che mi è stata fornita con precipitosità e forte impatto.
Il pensiero di tuffarmi in tutto ciò all’inizio mi aveva entusiasmato. La trama, una protagonista coraggiosa, forte, tendenzialmente spudorata e schietta che mi è stata presentata dimostra come la sua autrice sia dotata di un anima capace e intelligente. Intraprendente e sperimentale. E se i suoi lettori non avrebbero approvato i suoi metodi è chiaro il suo infischiarsene spudoratamente. Gideon bisogna leggerlo proprio come appare: pronta a vivere qualunque tentativo esplicativo.
A dispetto di altri romanzi del genere, mostra una nuova faccia, una sorprendente costruzione letteraria nettamente straordinaria per il suo essere ibrido e, a quanto pare, inadatta per i miei gusti. Beh, a discapito di altri romanzi del genere, questo romanzo mi è piaciuto, come confidavo accadesse, e con tutte le batoste che stiamo vivendo non escludo la possibilità che legga il volume successivo. Io, che amo i romanzi con la R maiuscola, ero consapevole non si trattasse di un capolavoro ma nemmeno che la sua anima fosse oscura, sporca che non denota nulla di memorabile ma commensurabile, che proroga la sua esistenza nella mia vita di lettrice. Il mondo esoterico, necromantico e dell’occulto risiedette silenziosamente nelle maglie di una società sorretta da qualcosa di estremamente sconosciuto, confuso, conflittuale, enigmatico che nemmeno il più intelligente o scaltro di turno avrebbe potuto interpretare. Un romanzo dunque intelligente, originale, ma troppo poco lucido. Marcio fino al midollo, di cui ho fatto parte solo in buona parte, avvolto in una cupa atmosfera che si è appiccicata alla mia anima come una patina trasparente, accatastata in pagine e pagine di situazioni scritte magnificamente e che si sono intersecati in luridi passaggi. Lungo una strada in cui la stessa Gideon, affiancata dalla sua << amica >>, dovrà comprendere i vari motivi per cui ne sarà coinvolta, insufficienti da tanti punti di vista, tranne che per la caratterizzazione dei personaggi che sfociano nella lotta prolungata per la sopravvivenza. Violata dal forte senso di autoconservazione, assolutamente irrilevante per monumentare la sua importanza in un romanzo la cui stessa presenza si sarebbe rivelata innocua.
Una storia che pompa qualcosa di oscuro, inzuppato di magia ed esoterismo, che anneriscono completamente la sua anima, e quella dei personaggi e che, in soldoni, ti inducono a restare in un luogo che mi ha incuriosita tantissimo. Attratta in inganno, restio ai colori, alla gente, così nebuloso, ineffabile ma estremamente avvincente in cui non ci si eleva al mondo con forme sofisticate di letteratura, a questo mondo sinistro e misterioso ma ingigantisce qualcosa che non ha un vero e proprio concetto di fondo, con opprimente insistenza, esplicato da qualcosa che ho avvertito con un certo disagio.

Valutazione d’inchiostro: 3 e mezzo

8 commenti:

  1. Sembrava interessante, mi spiace non ti sia piaciuto fino in fondo, ma grazie per la recensione

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  2. Hola.
    No conocía el libro y por el momento no creo que lo lea, tengo demasiados pendientes, pero gracias por la reseña.
    Por cierto, acabo de encontrar tu blog y me quedo por aquí. Te invito a pasarte por el mio.
    Nos leemos.

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  3. Boa noite Gresi. Só essa capa já assusta e despertar a curiosidade de ler esse livro. Bom domingo.

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  4. a me questo libro è piaciuto tantissimo!

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