Una delle cose più belle di questo terrificante periodo sono le
letture, organizzate a seconda del mio umore, delle mie predisposizioni, dei
miei progetti, due mesi di piacevolissime scoperte, viaggi avvincenti
dall’inizio di marzo sino a fine aprile, ovvero il massimo divertimento che ho
potuto concedermi dopo aver preso consapevolezza che sarei rimasta lontana da
tutto, da tutti, da ogni cosa, e questo sarebbe stato quel giusto compenso che
ha coperto queste settimane monotone e ripetitive. Fra questi immancabili
scoperte, ci sono stati romanzi che mi hanno concesso l’opportunità di
immergermi il più possibile e inevitabilmente in mondi straordinari e
indimenticabili che hanno padroneggiato sulla mia coscienza, come il fulcro
fondamentale per il quale si muovono le cose. Tra questi, due letture che mi
hanno piacevolmente stupito, una di uno scrittore la cui conoscenza avevo
approfondito qualche anno fa, e un'altra che fu quel ponte che collegò un mondo
inesplorato e mai visto. Per me, fu la prima volta de Il barone rampante e di
Niente, con un repentino viaggio di attaccare discorso con gente che legge
libri, conversa con personaggi fantastici o eccentrici, osservano il mondo con
occhi diversi a dispetto del prossimo, in pagine che sono un guazzabuglio di
idee strambe, assurde o divertenti che avranno sfogo nella coscienza del prossimo,
perpetuate con pazienza e parsimonia.
Titolo: Il barone rampante
Autore: Italo Calvino
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 11 €
N° di pagine: 240
Trama: Il 15 giugno del 1767 il baroncino Cosimo Piovasco di Rondò
decide di salire su un albero del suo giardino e da lì non scenderà per il
resto della sua vita. Quello che all’apparenza sembra un capriccio per evitare
di mangiarsi su un piatto di lumache preparato dalla sorella Battista si
tramuta in un gesto ribelle che rivoluzionerà la sua intera esistenza. Né
minacce di castighi né promesse di perdono gli faranno cambiare idea e tutti i
suoi famigliari dovranno alla fine rassegnarsi e accettare la sua scelta
assurda quanto incomprensibile. Sugli alberi, Cosimo vivrà giorni liberi, all’insegna
dell’avventura e dell’intraprendenza, imparerà a badare a se stesso e ad amare
e proteggere la natura che lo circonda, e non mancheranno certo amicizie
stravaganti.

