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venerdì, agosto 16, 2024

Gocce d'inchiostro: I nostri antenati - Italo Calvino

Certe cose che gli scrittori ripongono in semplici risme di carta, checchè siano frutto di fantasie o richiami di anime che in un momento imprecisato si sono prese per mano sono diapositive, fotografie, se così vogliamo chiamarli trovano sfogo nella letteratura, in questo caso nel surrogato imprescindibilmente poetico e romanzesco di un poema cavalleresco che operarono in me, in chi legge, non togliendo però niente di cattivo o malvagio, quanto trascinando nel suo ventre fecondo una miriade di oggetti, facoltà o persone che non hanno una loro distinzione ( l’uomo moderno o preistorico che è simbolo di un sistema rinascimentale o moderno), pullula di realizzazione: l’autore con rammarico e vergogna ricorda una civiltà al tramonto condotta dall’incongruenza della vita ( avidità, possesso).

Titolo: I nostri antenati

Autore: Italo Calvino

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 15 €

N° di pagine: 482

Trama: «Raccolgo in questo volume tre storie che ho scritto nel decennio '50-60 e che hanno in comune il fatto di essere inverosimili e di svolgersi in epoche lontane e in paesi immaginari. Ho voluto farne una trilogia d'esperienze sul come realizzarsi esseri umani: nel Cavaliere inesistente la conquista dell'essere, nel Visconte dimezzato l'aspirazione a una completezza al di là delle mutilazioni imposte dalla società, nel Barone rampante una via verso una completezza non individualistica da raggiungere attraverso la fedeltà a un'autodeterminazione individuale: tre gradi d'approccio alla libertà. E nello stesso tempo ho voluto che fossero tre storie, come si dice, "aperte", che innanzi tutto stiano in piedi come storie, per la logica del succedersi delle loro immagini, ma che comincino la loro vera vita nell'imprevedibile gioco d'interrogazioni e risposte suscitate nel lettore. Vorrei che potessero essere guardate come un albero genealogico degli antenati dell'uomo contemporaneo, in cui ogni volto cela qualche tratto delle persone che ci sono intorno, di voi, di me stesso.»

martedì, aprile 30, 2024

Gocce d'inchiostro: Se una notte d'inverno un viaggiatore - Italo Calvino

Le storie messe in scena mediante un autore onnisciente, un autore che si fa onnipresente e straordinario vengono divorate nel giro di qualche giorno. Succede quasi sempre quando poi il romanzo, il suo autore mi piacciono tantissimo. Capitò che questo romanzo, che lessi già altre volte, qualche anno fa, rappresentava questo momento di cui vi facevo cenno: trapelano quasi sempre parole che mi hanno aiutata nel momento del bisogno. Pilastro della produzione calviniana che, a mio avviso, bisognerebbe leggere almeno una volta nella vita, Se una notte d’inverno un viaggiatore è un 'opera sensazionale e travolgente sull'immediato quanto benefico potere che cela talvolta la parola scritta, la cui natura invisibile e sconosciuta trascina in un limbo letterario illuminato sospeso fra due oscurità: quella del fascino di chi legge e quello invisibile della cittadella che alberga la mente dell'autore.

Spettatrice di qualcosa che non avevo ancora visto, il mio pensiero, le mie prime impressioni indelebili come un tatuaggio, in uno spessore di piombo fitto e opaco in cui sono potuta passare inosservata e spedita.


 Titolo: Se una notte d'inverno un viaggiatore

Autore: Italo Calvino

Casa editrice: Oscar Mondadori

Prezzo: 14 €

N° di pagine: 267

Trama: Un viaggiatore, una piccola stazione, una valigia da consegnare a una misteriosa persona... Da questa premessa si possono snodare innumerevoli vicende, ma sono dieci quelle che l'autore propone in questo sorprendente e godibilissimo romanzo. "E' un romanzo sul piacere di leggere romanzi: protagonista è il lettore, che per dieci volte comincia a leggere un libro che per vicissitudini estranee alla sua volontà non riesce a finire. Ho dovuto dunque scrivere l'inizio di dieci romanzi d'autori immaginari, tutti in qualche modo diversi da me e diversi tra loro." (Italo Calvino)

martedì, aprile 02, 2024

Gocce d'inchiostro: Perchè leggere i classici? - Italo Calvino

Il destino di ogni lettore, credo, sia alla fine quello di ritrovarsi. Non le innumerevoli letture compiute, non questa la grande priorità del momento. Quanto il priorato a portare a un buon fine il suo bagaglio di conoscenze intraprese, assorbite in anni e anni di letture vissute, così da poter confrontarsi col mondo esterno e riconoscere le sue << qualità >>. Ma quando ci si imbatte nella lettura dei classici c’è davvero qualcosa da dire? Bisogna spendere così tanto tempo prezioso pur di scrivere l’ennesimo parere?

Mi pongo queste domande, ora che ho concluso l’ennesimo capolavoro di Italo Calvino, ascoltando i suoi reportage letterari, quando era ancora in vita, e a sentir quella che pareva il mondo fosse ormai in mano a questo nuovo mondo, onnipresente, saggio e giusto governo: il diritto di giudicare. Il diritto di giudicare, classificare un testo, checchè si tratti di un classico checchè si tratti di un'opera di narrativa che interferiscono e interferivano nella mia vita, nel mio processo di lettura, i cui elementi riguardano anche alcuni che si concatenano con la mia vita. Quali? In primis quel momento culminante in cui mi innamorai della letteratura classica e il mio forte desiderio di sapere da cosa e perchè derivi uno specifico elemento.  Una cosa che sicuramente questa raccolta di saggi ha fatto. Silenziosamente ha operato come una magia, con la sua presenza e la sua voce altisonante dando ed accrescendo fiducia, aprendosi a nuove frontiere, reintrodotto la logica del classico come rappresentazione visiva, aneddoti di costumi letterari e il momento di congiunzione fra chi legge e chi scrive, che hanno come oggetto pareri autocritici, interventi ascrivibili che tengono il filo di un legame indissolubile e perpetuo.

Titolo: Perchè leggere i classici

Autore: Italo Calvino

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 15 €

N° di pagine: 360

Trama: «Il leggere per la prima volta un grande libro in età matura è un piacere straordinario: diverso (ma non si può dire maggiore o minore) rispetto a quello d'averlo letto in gioventù. La gioventù comunica alla lettura come a ogni altra esperienza un particolare sapore e una particolare importanza; mentre in maturità si apprezzano (si dovrebbero apprezzare) molti dettagli e livelli e significati in più. Ci dovrebbe essere un tempo nella vita adulta dedicato a rivisitare le letture più importanti della gioventù. Se i libri sono rimasti gli stessi (ma anch'essi cambiano, nella luce d'una prospettiva storica mutata) noi siamo certamente cambiati, e l'incontro è un avvenimento tutto nuovo.»

domenica, aprile 26, 2020

Gocce d'inchiostro: Il barone rampante - Italo Calvino e Niente - Janne Teller

Una delle cose più belle di questo terrificante periodo sono le letture, organizzate a seconda del mio umore, delle mie predisposizioni, dei miei progetti, due mesi di piacevolissime scoperte, viaggi avvincenti dall’inizio di marzo sino a fine aprile, ovvero il massimo divertimento che ho potuto concedermi dopo aver preso consapevolezza che sarei rimasta lontana da tutto, da tutti, da ogni cosa, e questo sarebbe stato quel giusto compenso che ha coperto queste settimane monotone e ripetitive. Fra questi immancabili scoperte, ci sono stati romanzi che mi hanno concesso l’opportunità di immergermi il più possibile e inevitabilmente in mondi straordinari e indimenticabili che hanno padroneggiato sulla mia coscienza, come il fulcro fondamentale per il quale si muovono le cose. Tra questi, due letture che mi hanno piacevolmente stupito, una di uno scrittore la cui conoscenza avevo approfondito qualche anno fa, e un'altra che fu quel ponte che collegò un mondo inesplorato e mai visto. Per me, fu la prima volta de Il barone rampante e di Niente, con un repentino viaggio di attaccare discorso con gente che legge libri, conversa con personaggi fantastici o eccentrici, osservano il mondo con occhi diversi a dispetto del prossimo, in pagine che sono un guazzabuglio di idee strambe, assurde o divertenti che avranno sfogo nella coscienza del prossimo, perpetuate con pazienza e parsimonia.

Titolo: Il barone rampante
Autore: Italo Calvino
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 11 €
N° di pagine: 240
Trama: Il 15 giugno del 1767 il baroncino Cosimo Piovasco di Rondò decide di salire su un albero del suo giardino e da lì non scenderà per il resto della sua vita. Quello che all’apparenza sembra un capriccio per evitare di mangiarsi su un piatto di lumache preparato dalla sorella Battista si tramuta in un gesto ribelle che rivoluzionerà la sua intera esistenza. Né minacce di castighi né promesse di perdono gli faranno cambiare idea e tutti i suoi famigliari dovranno alla fine rassegnarsi e accettare la sua scelta assurda quanto incomprensibile. Sugli alberi, Cosimo vivrà giorni liberi, all’insegna dell’avventura e dell’intraprendenza, imparerà a badare a se stesso e ad amare e proteggere la natura che lo circonda, e non mancheranno certo amicizie stravaganti.
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