Dopo tantissimo tempo fui testimone dello stato di rinascita che incorre la giovane Lucy, una rinascita spirituale, apoplettica, un'ira della forza così enorme e devastante da farci solo augurare che niente e nessuno avrebbe intaccato la sua integrità, però che soddisfazione vederla rivolta contro qualunque forma di convenzione, contrazione, lei così come tante altre eroine della letteratura classica meritava quella brutale rinascita, e quanto è stato bello vedere Lucy attingere a tutto ciò che avrebbero reso la sua figura non più rinchiusa fra le solide barriere di una cella bensì di fluttuare come le pare e piace. Una grande e magnifico esempio di redenzione ma anche intraprendenza, un buon auspicio per il secolo che sarebbe successo, e quando lessi di lei non credevo che alle donne fosse negato tutto questo. Gli anni, la lettura mi hanno insegnato come certi idiomi, certi preconcetti erano un avvertimento, una carezza, ed Edward Forster proiettò in queste pagine il coraggio e l'autocontrollo di figure inizialmente dubbiose successivamente intrepide che respingono qualunque forza di potere, qualunque protesta conduca a guardarsi non con gli occhi degli altri bensì con quelli di se stessi.
Titolo: Camera con vista
Autore: Edward Forster
Casa editrice: Oscar Mondadori
Prezzo: 13 €
N°di pagine: 280
Trama: Lucy Honeychurch, una giovane inglese attenta alle convenzioni sociali della borghesia vittoriana ma costretta a fare i conti con i propri sentimenti. George Emerson, agnostico e anticonformista, capace di "vedere" attraverso le perplessità e di percepire la realtà nascosta dietro le apparenze.


