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domenica, agosto 16, 2026

Lisa Simpson books

Ho trascorso la mia vita leggendo fiabe infinite di amori interminabili. Intramontabili, rassicuranti, passionali, capaci di offuscare giornate perennemente grigie, sfolgorando e sfavillando il mio cuore come una dolce litania. Impennate amorose, spaventose ossessioni e possessioni, promesse ad una libertà che vengono messe alla prova prima o poi hanno dato forma a un graziosissimo disegno, un motivo memorabile ricco di sogni e fantasticherie. Così intenso che potrebbe diventare velenoso, causando talvolta una grande infelicità da cui tuttavia ho ricavato un certo conforto. Come per me, anche per Lisa Simpson, figura illustre di una delle famiglie americane più amate nell’ultimo secolo, i libri, la letteratura hanno cucito due lembi rossi che strisciavano l'uno verso l'altro, come due amanti in preda a una forza d'attrazione superiore, riempito il suo animo di una meravigliosa melodia, sentimenti che non hanno mai avuto una sua collocazione precisa. Stracci di un anima sognatrice e romantica, derivati dal nulla. Formati ruotando attorno al niente, come nuvole bianche che vagano nel cielo. E quest’oggi, questo nostro inconsapevole incontro,

mi ha spinta a varcare la soglia del suo mondo. Facendovi parte, e cogliendo l’essenza di ogni cosa, nella redenzion o nella beatitudine eterna, redimendo a suo modo la sua famiglia da peccati inflitti alle loro povere membra perrchè dettati da stoltezza, irrazionalità, raggiungimento di forme di libertà che pur quanto immaginifiche, evidenzia come in tutto questo vi è ancora spazio per la compassione, il conforto, la comprensione..

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Titolo: Anne di Green Gables

Autore: Lucy Moud Montgomery

Casa editrice: Oscar Vault

Prezzo: 28 €

N° di pagine: 816

Trama: È dura per Matthew e Marilla, fratello e sorella di mezza età, gestire una fattoria sull'Isola del Principe Edoardo, in Canada. Così decidono di adottare un orfano che li aiuti nel lavoro dei campi ma al posto di un robusto ragazzo l'istituto invia loro una gracile ragazzina dai capelli rossi. Inizia così la vita di Anne a Green Gables, al centro di una serie amatissima di romanzi che la accompagneranno dall'infanzia fino all'età adulta.

sabato, agosto 08, 2026

Rory Gilmore's books 3°

Ogni volta che siedo alla scrivani per redigere l’ennesima lista di libri, questa volta però relativa a quei romanzi, quei 339 che io e Rory Gilmore abbiamo letto, immancabilmente penso che quello della letteratura è un'arte in cui si possono raccogliere tutte le ossa che si vuole, costruire la parte più splendida di un mondo fosco e tetro, comporre una melodia che produca qualcosa di vivo.

Una storia che, in un certo senso, non appartiene a questo mondo e che mediante un battesimo magico, riesce a mettere in contatto questo mondo con quello dell'altro. Coi romanzi di cui avrò il piacere di parlarvi oggi, di mostrarvi, non ho potuto fare a meno di pormi questo tipo di riflessione. Dovuta da una speciale predisposizione a scuotere e a scricchiolare nella mia anima, come tanti altri in precedenza. Planando lentamente fra le stanze polverose della mia coscienza, dopo una sfilza di letture di vario tipo, popolando le mie nottate miti. Le mie e quelle di Rory :p

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Titolo: Fahreneit 451

Autore: Ray Bradbhuri

Casa editrice: Oscar Mondadori

Prezzo:12, 50 €

N° di pagine: 180

Trama: Morgan fa il pompiere in un mondo in cui ai pompieri non è richiesto di spegnere gli incendi, ma di accenderli: armati di lanciafiamme, fanno irruzione nelle case dei sovversivi che conservano libri e li bruciano. Così vuole fa legge. Montag però non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi, una moglie che gli è indifferente e un lavoro di routine. Finché, dall'incontro con una ragazza sconosciuta, inizia per lui la scoperta di un sentimento e di una vita diversa, un mondo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della imperante società tecnologica.

venerdì, luglio 17, 2026

Gocce d'inchiostro: Amarsi - Elizabeth Jane Howard

Non ci volle molto che osservassi l’andirivieni di tutta questa gente che mi si era avvicinata, io mi ero spinta forse un pò troppo oltre, con devozione, inchinandomi ai loro piedi, toccando ogni lembo di pelle così esposta, nuda ai miei occhi. Le commedie americane firmate da un’autrice come Elizabeth Jane Howard suscitano quasi sempre infinite possibilità. Una fra queste, quella che ognuno delle sue storie lasci qualcosa: un solco profondo che solo il tempo avrebbe marginato. Amarsi, come le intemperie di un tempo crudele ed egoistico, resiste alle vessazioni di cuori deboli, fragili il cui passato è un filo rosso reciso da qualcuno di sconosciuto e diabolico, ma che il suo processo di assimilamento è stato davvero una cassaforte di antica saggezza, come altri romanzi che hanno esplicato in passato, che alla lunga sarebbe stato interessante coglierne ogni frammento. Dedicarsi amorevolmente alle cure di un cuore pulsante, giovane ma già oggetto di rimostranze poco affettive che anziché curare lo spirito lo annichiliscono fu esattamente quel compito prefissato dalla sua autrice per incorrere in una rinascita. In un processo di liberazione, catarsi dal quale la Howard attinse da ogni fonte di saggezza che cercava. Aggiungendo che l’essere legati a qualcosa o qualcuno non è una forma incorruttibile di dipendenza, quanto espressione che può mantenere la sua originalità, la sua forza nella spontaneità, nello sfolgorante certezza di un futuro incerto ma plausibile.


Titolo: Amarsi

Autore: Elizabeth Jane Howard

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 20 €

N° di pagine: 528

Trama: Per Persephone Plover, figlia anglo-greca di genitori distanti e negligenti, i giorni dell'infanzia sono ormai lontani; a vent'anni, reduce da una storia d'amore finita male, deve fare i conti con le difficoltà del mondo adulto e la sua unica ancora di salvezza è l'amata zia Florence, con la quale vive in una bella villetta londinese. Nel frattempo Jack Curtis – un milionario fattosi da sé – ha acquistato Melton House, una sontuosa tenuta di campagna, e ha deciso di assumere Florence, curatrice di giardini, perché si occupi di sistemare il parco. Fresco di divorzio, l'uomo si invaghisce di Persephone e fa sì che la ragazza segua la zia e si stabilisca insieme a lei a casa sua. Nelle vicinanze vivono i fratelli Musgrove, Thomas e Mary, che vorrebbero rientrare in possesso della tenuta, originariamente appartenuta ai loro genitori, ma faticano a riprendersi dopo la tragica morte di Celia, moglie di Thomas. Ai due si aggiunge Francis, il fratello di Celia, pittore di scarso successo rifugiatosi anche lui fuori città in attesa di capire quale sarà il suo futuro. Ognuno ha una ferita da cui guarire e ognuno, a modo suo, ha bisogno d'amore. Le loro strade si incroceranno e si ingarbuglieranno non senza complicazioni, finché tutti troveranno ciò che cercavano… o forse qualcosa di molto diverso.

martedì, luglio 07, 2026

Rory Gilmore's books 2°

Nel momento in cui mi chiedono di abbracciare qualche sfida di lettura, il mio temperamento forte e coraggioso non ci pensa due volte a spingermi fra i pericoli più avversi. Accomiatarsi dalla mia casa, dal mio luogo natio, mediante un’impennata, l’ennesima, folle o razionale, che avrebbe brillato sullo sfondo con prepotenza e impetuosità, quella inconsueta felicità che avrei apprezzato così a fondo, sottolineando come dal sacrificio ne derivano tante cose. Una ragazza come tante altre, una mia coetanea, con la sua indimenticabile storia, quando ero adolescente, assieme a sua mamma e alla sua passione sconfinata per i libri, aveva avuto il potere di farmi sentire l'ebbrezza di sentimenti forti e intensi, rendendomi partecipe alla bellezza di un film proiettato sulle pagine, comune ma appassionante, che, invece di resistergli mi costrinse ad abbandonarmi completamente ad esso.

Ero rimasta incastrata nel momento culminante. E sapevo che, se mi fossi inoltrata sempre più a fondo, non avrei più potuto fare ritorno. Ma quando si è trattenuti da qualcosa di sconosciuto, bello e inspiegabile nulla ha più importanza se non rimanerne saldi.

Forse ero in balia di un sogno? Un sogno benefico e tranquillo? Eppure ogni cosa sembrava reale. Anche Rory Gilmore amava intensamente i libri. Lei mi avrebbe capito. E il suo amore per la parola scritta sarebbe perpetuato nel tempo, fino a divenire così fastidiosissimo da divorarla da dentro, lasciandola struggere per qualcosa che non ha mai avuto eppure desidera ardentemente. La sua anima perennemente in fuga da qualcosa è sfuggita alla mia comprensione. Non ha detto molto. Era quasi del tutto vuota, inappagata. Eppure i libri, la parola scritta avrebbero lenito, curato ogni cosa. In questa seconda parte, quei romanzi della celebre sfida dei libri di Rory che, nel tempo, ho letto e vissuto anche io.

Pagine bianche in cui sono stata marchiata come un segno indelebile. Sorpresa nello scoprire come i miei sentimenti, così lenti e noiosi, esposti ai venti della vita, dessero quell'impressione di stranezza che pareva regnare non solo nel cuore di Rory, ma anche nel mio.

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Titolo: Canto di Natale

Autore: Charles Dickens

Prezzo: 10 €

Casa editrice: Feltrinelli

N° di pagine: 180

Trama: Nella fredda notte che annuncia il Natale, il vecchio Scrooge, visitato dal fantasma del suo vecchio socio in affari, si trova a compiere un viaggio nel passato, nel presente e nel futuro della sua miserevole vita. Solo messo di fronte a se stesso Scrooge imparerà il valore della solidarietà. Questa è la celeberrima trama di una delle storie più raccontate e rivisitate dal cinema e dalla letteratura mondiale. Il classico di Dickens, presentato nella sua veste originale, riesce ad affascinare come sempre, e rievoca magicamente lo spirito natalizio.

venerdì, giugno 05, 2026

Rory Gilmore's books

Ho sempre attribuito ai libri, a queste semplici risme di carta, un’amore  intenso, appassionato e travolgente. Nel tempo, ancora impegnato a sanare le ferite del passato, legata come due fili ad anime che effettivamente non mi appartengono ne tantomeno mi sono appartenute, ma marchiata nel profondo, perdendo la testa per qualcosa che non tutti riescono a comprendere, figurarsi amare. Da sempre ho agognato vivere frai libri, sfuggendo dalla monotonia del giorno, impazzendo per la natura fredda, distaccata e imperscrutabile di esseri così insensibili e inavvicinabili, in un miscuglio di donna potenzialmente contaminata da questa sferzata di possessività e ossessione?

Eppure, come altri lettori, prima di me, quando nacque questo amore intenso per la pagina scritta non nè ricordo le motivazioni, ma le sue emozioni. Ciò che una pagina colorata mi diede, forma e colore, tenendomi stretta al loro abbraccio forte e caldo, consumandomi da dentro, fino a farmi rinascere.

Anche Rory Gilmore ha colto, dai libri, scaturire quella melodia che è scivolata nei ricordi luminosi della sua memoria. La madre, giovanissima, arrestata ad una stazione di cui resterà impelagata per qualche tempo, diverrà il centro del suo universo, a cui affinacherà il piacere di vivere di lettura e scrittura come cogliendo immagini che, al di là di ogni significato si staccano dallo sfondo, come un sogno. Possiedono una bellezza straordinaria, una semplicità assoluta e originale. Ho seguito con passione le vicissitudini di queste giovani ragazze americane, specialmente quando ero più giovane, dopo aver studiato, sfornati dal genio intellettivo di una donna che, inconsapevolmente o no, lasciò una traccia, un segno nella sabbia del tempo. Specialmente nei cuori dei più giovani, di quei lettori che, divorando avidamente un libro dopo un’altro, hanno seguito di pari passo Rory e le sue impennate letterarie tentando di stare al suo passo o avvicinarle, anche se di poco. Leggendo tanto e avendo già accumulato un discreto numero di letture, ecco la mia di lista di romanzi che ci accomuna. Molti di questi ancora da scoprire, vivere, altri che hanno rischiarato le tenebre del mio inconscio. Ispezionando nuovi mondi; osservando galleggiare nuove immagini come miraggi sull'acqua.


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Titolo: Alice nel paese delle meraviglie

Autore: Lewis Carrol

Casa editrice: Feltrinelli

Prezzo: 8 €

N° di pagine: 222

Trama: «Si può leggere di primo acchito, senza pause, o comunque indifferenti alle interruzioni; poiché da qualsiasi punto si ricominci la lettura, è come riprendere la storia da un punto fermo, senza nessi da ricordare con quanto precede. Ogni pagina è un inizio: per l'episodio che segue, per il personaggio che viene introdotto, per la situazione in cui Alice si trova. [...] L'invito al lettore è di seguire Alice nel suo viaggio fantasioso così come le piccole Liddell l'hanno seguito in barca, lungo il Tamigi, il 4 luglio del 1865. Rinunciare a cercare troppo astrusi significati ha un grande effetto liberatorio; alla luce di quello che ancora una volta il saggio Re di Quadri sentenzia nell'ultimo capitolo: "Se non c'è nessun significato... questo, sapete, ci risparmia un mondo di guai, perché non abbiamo più bisogno di cercarne uno".» (dalla Prefazione di Luigi Lunari).

domenica, maggio 24, 2026

Un atlante storico della cultura contadina 4°

Queste opere, perlopiù attuali, realistici, che mi hanno accompagnata in una serata estremamente tediosa con quella particolare aura di identità e rispetto che trasmettono le sue pagine, mi ha resa spettatrice di uno spettacolo in cui ho potuto identificarmi, popolato da personaggi descritti come anime perdute che lentamente scorgono la luce. Insoddisfatti, non sempre consapevoli della loro triste condizione. Percependo il mondo in una nuova dimensione, e adattandosi il più velocemente possibile colmando, anche se in minima parte, quel senso di vuoto delle loro esistenze.

Leggere di loro, di questi testi, di una fetta di popolazione prostrata dal dolore e dalla miseria, è stato quasi come camminare inconsapevolmente senza rendersi conto che quello sprazzo di luce che credevamo di scorgere fra le tenebre non c'è più. 

La solitudine, l'inappagamento, il bisogno irrinunciabile di condivisione, sono onnipresenti, così come l'incessante desiderio di scovare una strada quando non si era certi di scorgere una meta. Tematiche queste a cui è stato impossibile non esserne travolti. Non provare emozioni forti o deboli.

Riferimento esplicito all'attività individuale di chiunque, sprazzi di una vita passata, lontana, racconti estremamente veritieri di situazioni di svariato genere. Riflessioni e idee sul mondo circostante che caratterizzano la vita di molti e che, fra situazioni e circostanze diverse, attraverso una sorta di indagine accurata, restituiscono quei sceneggiati di vita che pretendono libertà e una forza vitale che non possono essere racchiusi nei confini del senso comune.

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Titolo: Pian della tortilla

Autore: John Steinbeck

Casa editrice: Bompiani

Prezzo: 11 €

N° di pagine: 263

Trama: << Pian della Tortilla >> è il quartiere di Monterey in cui vivono i paisanos, un luogo dove sopravvivere è il fine primario. Discendenti dei primi californiani, formano una colonia di gente povera ma felice, di perdigiorno amorali ma intimamente inconscienti nelle cui vene si intreccia sngue messicano, indio e spagnolo. Tra questi vive Danny, che ha ereditato due case e vive con sette paisanos cui ha concesso il diritto di dimorare nelle sue proprietà. Le giornate passano tra bevute e corteggiamenti, truffe ed espedienti, mentre il lavoro viene considerato l’ultima risorsa per procurarsi i mezzi di sussistenza.

martedì, marzo 31, 2026

Gocce d'inchiostro: Giacinta - Luigi Capuana

Decisi di avventurarmi fra le pagine di questo classico della letteratura italiana con la certezza che il romanzo di Capuana si distaccasse dai miei gusti di lettrice: non fu propriamente così! Una ragazzina, che si crede donna, piange disperata per ciò che le ha riservato il Fato crudele. Approfittando delll'ennesima sfida indetta su Facebook, avevo deciso di recarmi in questo posto con diffidenza. Avevo ciò che più mi serviva, il mio immancabile blocnotes, i miei appunti. Capuana qui ci parla di adulterio, violenza, impossibilità di pensare e agire, ma soprattutto ci narra una storia in cui è evidente le conseguenze che un individuo incorre con le sue azioni, che se necessario, si è costretti ad arrangiarsi. Poi sarei arrivata io, che non mi sono propriamente sentita unanime e ospitale al mondo ritratto da Capuana, responsabile e consapevole di ciò che avrei visto, ma affascinata da questo caso clinico, una massa contorta di nervi e cuore, da cui è stato possibile riconoscere quel conflitto, quell'imprescindibile lotta fra necessità di amare e il rifiuto di scovare il piacere.

Titolo: Giacinta
Autore: Luigi Capuana
Casa editrice: Oscar Mondadori
Prezzo: 9 €
N° di pagine: 274
Trama: Non era piú una bambina; aveva già sedici anni. Le confidenze di qualche amica le avevano aperto un po' gli occhi. La sua fanciullezza abbandonata le si aggravava sul cuore terribilmente, coi piú vivi particolari, rimescolandola tutta. E quando le passava dinanzi agli occhi l'immagine di Beppe, con quel testone nero e quelle pupille nere che l'avevano tenuta cosí sottomessa, sentiva vibrare per tutto il corpo una sensazione strana, d'inesplicabile tenerezza verso quell'unico amico della sua infanzia che l'aveva tanto divertita e le aveva voluto un po' di bene! E i baci di quelle labbra carnose le rifiorivano, caldi, per un istante, sulle gote insieme colle carezze delle ruvide mani di lui.

martedì, marzo 17, 2026

Amori di carta: Charles Dickens

I primi otto giorni del mese giungono quasi sempre all'improvviso. Pare giungano inavvertitamente, insieme a un marasma turbolento di eventi gonfiati dalla calura estiva, e la sera si stendeno sulla città oscurata come una notte mentale registrabile in tutta la nazione, un silenzioso e malevole rabbuimento, inseparabile dalla freschezza della piena stagione estiva. Anche questa volta avrei dovuto inventarmi qualcosa su una nuova voce del XIX secolo. Gli spiriti che abitano la mia coscienza si radunano a confabulare nei corridoi con aria solenne, custondendo storie, segreti inconfessabili. I mesi scorsi parlare di qualcuno era stato alquanto semplice, quasi come l'aria che respiro. Durante il sopraggiungersi della stagione primaverile mi sono sorpresa distratta, impreparata, e una mattina in particolare, con gravi difficolta su chi questa volta impiegare del tempo.

Stavo per sprofondare nella malinconia, nella tristezza. Le mie idee sembravano si fossero esaurite poco alla volta, impercettibilmente, giorno dopo giorno. Un caso, al principio, un evento che di primo acchito mi aveva inorgoglioto, mentre adesso attecchito. Bisognava pur fare qualcosa! La rubrica di quest'oggi propone solo otto di quegli autori la cui produzione letteraria è stata dura, profonda, numerosa, una sorta di squilibrio dell'anima, una temerarietà quasi inavvicinabile, la tranquillità dei sensi che non mostra più alcunché.

lunedì, marzo 09, 2026

Un atlante storico della cultura contadina 3°

Ah, i classici! Meravigliosi, non credete?!? Uno spaccato di vita in cui chiunque può identificarsi, i cui personaggi e tematiche offrono una storia indipendente e chiusa a se stessa. Con vasti richiami all'amore, al dolore, alla diversità, alla solitudine, all'insoddisfazione. Un mondo splendido e visionario in cui spesso non desidero nient’altro che viverci, accomunati da una dimensione molto simile alla nostra, evanescente e quasi lontana da superare ogni sospetto e curiosità. Dinanzi alla loro essenza, con mistero, silenzio, gesti o sguardi repentini, il mio sguardo, il mio cuore, sfavilla.

Nella letteratura classica, i protagonisti principali sono una fetta di popolo, un gruppo o etnia le cui condizioni misere o riprovevoli infondono o meno speranza per una rinascita. Quest’oggi, in questo post, non voglio togliere né tantomeno aggiungere niente che è stato detto o scritto, in passato, da autori intramontabili, inavvicinabili, ma aggiungere però delle piccole postille. Queste postille sono in riferimento a quei testi moderni, che, in questo carosello di tentazioni letterarie, accostate ai classici, tentano di rievocare il passato, ma non così bene e non a sufficienza di come faccia un classico per eccellenza.

 Sebbene il sapore, l’odore, quel sentore di vecchio sfumato al nuovo possa sembrare familiare, ma non vero. Ma che donano comunque opportunità per lasciare un piccolo segno del loro passaggio.


Titolo: La casa degli spiriti

Autore: Isabel Allende

Prezzo: 9,50 €

Casa editrice: Feltrinelli

Numero di pagine: 364

Trama: Una saga familiare del nostro secolo in cui si rispecchiano la storia e il destino di tutto un popolo, quello cileno, nei racconti delle donne di una importante e stravagante famiglia. Un grande affresco che per fascino ed emozione può ricordare al lettore, nell'ambito della narrativa sudamericana, soltanto "Cent'anni di solitudine" di Garcia Màrquez.

sabato, dicembre 13, 2025

Gocce d'inchiostro: Estremi rimedi - Thomas Hardy

Che cosa bellissima leggere Thomas Hardy! Non la persona più entusiastica del mondo, ma è abbastanza profondo, romantico che è quasi sempre una bellissima scoperta. Esatto, perché la goccia che ha fatto traboccare il vaso è l'amore che io nutro nei suoi riguardi, da quant'è che ho fatto la conoscenza della sua dolce ma indifesa Tess. Con qualche eccezione, ho amato il suo amore incondizionato nei riguardi del tenebroso Angel. L'amore concepito da Hardy è di una bellezza e una intensità dell'animo inabissale.
Così sono stata 'educata' ogniqualvolta mi approccio a una nuova opera. E anche con Estremi rimedi è accaduta la medesima cosa. Sono giunta qui senza sapere nulla di ciò che questa nuova opera mi avrebbe riservato. Questa opera possiede un che di acerbo da renderla imperfetta, ma non cela la grandezza di un autore che parla al tuo cuore da miglia e miglia di distanza. Non sapendo come, né perché. Ma fornendo una prospettiva alquanto bellissima di ciò che è l'amore, assoluto, intransigente e necessario.


Titolo: Estremi rimedi
Autore: Thomas Hardy
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18 €
N°di pagine: 540
Trama: Le sfortunate vicende di una giovane donna, Cytherea Graye, sono il tema portante del romanzo. Già orfana di madre, Cytherea perde anche il padre e rimane da sola con il fratello Owen; insieme decidono di trasferirsi in un'altra città, per trovare una casa e un lavoro e ricominciare da capo. Qui conoscono Edward Springrove, di cui Cytherea si innamora, corrisposta. Dopo vari tentativi falliti, la ricerca di un lavoro va a buon fine anche per lei e viene assunta come dama di compagnia presso una ricca signora che scoprirà poi essere il grande e sfortunato amore che suo padre aveva avuto i gioventù. Proprio durante il soggiorno in casa della signora, Cytherea viene a sapere che non lontano da lì vive la famiglia del suo amato Edward, che però è già fidanzato con un'altra donna. Delusa e sconcertata decide di dimenticarlo. È a questo punto che entra in scena un personaggio misterioso, Manston, inspiegabilmente spalleggiato e protetto dalla signora, che si intuisce debba avere con lui un legame segreto e molto speciale. Dopo un lungo e poco chiaro corteggiamento Cytherea acconsente, suo malgrado, a sposarlo, ma sarà solo per scoprire - per fortuna prima che il matrimonio avvenga - che la prima moglie di Manston non è affatto morta e che il fidanzamento di Edward è stato sciolto e lui è finalmente libero. 

lunedì, dicembre 01, 2025

Gocce d'inchiostro: I frutti di Jalna - Mazo De La Roche

Questa ennesima fatica letteraria della mia amata Mazo De La Roche è quel genere di storia a cui mi piace attribuirgli l'umoristico aggettivo di "particolare". Era piuttosto evidente che non si trattasse di una storia del tutto "normale", così come era evidente che non si sarebbe trattato di un romanzo d’amore che non avrebbe fatto faville.

Perché avrebbe decretato, per il momento, perlomeno, il punto finale a un pellegrinaggio di vita che, nonostante tutto, rappresenta un caso a parte. Un surreale dramma in cui fanno da sfondo vicende per nulla sconosciute, una prova letteraria dinanzi alle soglie morali del tempo, zeppo di personaggi che vanno e vengono.

Rincantucciata buona buona dentro le sue viscere, ho avvertito la De Roche dare forma ai suoi personaggi e, solo quando ogni cosa volse al termine, ho bevuto il tutto come tè dolce e bollente. Arrivando dritto dritto nel mio stomaco, acquietando il mio spirito.



Titolo: I frutti di Jalna

Autore: Mazo De La Roche

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 19, 50 €

N° di pagine: 414

Trama: Wakefield, ormai maggiorenne, lavora in un’officina ed è fidanzato con Pauline; il piccolo di casa finora non ha mai lasciato Jalna, ma i cambiamenti arrivano per tutti, prima o poi: a un passo dalle nozze, il ragazzo sorprende la famiglia con una decisione davvero radicale. L’ennesimo grattacapo per Renny, il quale, costantemente tormentato dalle sorti del parentado e dalle molte incombenze domestiche, dovrà affrontare un problema ben più grave: Alayne scoprirà di essere stata tradita, e di lui e dei Whiteoak non vorrà più saperne. Ma lasciarsi Jalna alle spalle è difficile: lo sa bene Finch, ormai concertista di successo, che rientra da Parigi insieme alla moglie Sarah. I due, però, faticano a trovare un equilibrio: lui è stremato e incolpa lei di tutto il suo malessere. La crisi della coppia ha strascichi pericolosi e minaccia di compromettere la stabilità dell’intera famiglia. Ancora una volta il nucleo rischia di sfaldarsi e i Whiteoak temono di perdere la proprietà, e con essa il proprio futuro e il proprio passato: riusciranno a salvaguardare l’amata tenuta per le nuove generazioni?

venerdì, novembre 07, 2025

Gocce d'inchiostro: Lombra - Edward Carey

Ho indugiato per qualche tempo prima di chiedere e spiegare i motivi per cui ho tralasciato questa lettura; ero giunta dinanzi alle soglie di Foulshman esaminando ciò che avevo intorno. Il freddo pungente, una coltre oppressiva che attanaglia nella sua morsa, il sentirsi guasti, sbagliati come quando si lascia marcire la roba nella spazzatura. Heap house e i suoi abitanti erano scomparsi; i minuti, le ore passavano velocemente e andavano a sfumare senza dare alcuna importanza. Londra era divenuta una fabbrica fuligginosa che macinava anime spezzate, derelitti speranzosi nel scovare una via d’uscita quando non c’era alcuna via d’uscita.
Lombra è il terzo capitolo di una trilogia che apparentemente non mi aveva entusiasmato, ma che, a suo dire, avrebbe conquistato milioni di lettori. Sorgendo dalle remote montagne di rifiuti e fetori, ho ripreso questo viaggio invaghita di qualcosa e qualcuno di cui non ne conoscevo l’epilogo. Ma questa è stata una lettura particolare e indimenticabile in piena regola, e nel momento in cui riconobbi il piccolo Clod, in mezzo a queste carcasse, mi diressi nella sua direzione per unirmi a loro.


Titolo: Lombra
Autore: Edward Carey
Casa editrice: Bompiani
Prezzo: 20 €
N° di pagine: 485
Trama: Dopo essersi lasciati alle spalle i resti ancora fumanti di Foulshman, gli Iremonger si sono dispersi per tutta Londra. Hanno bisogno di una nuova casa e sono determinati a trovarla. Strane cose cominciano ad accadere in tutta la città: persone care che spariscono nel nulla, oggetti bizzarri mai visti prima e un’inquietante oscurità che sembra voler ingoiare la luce del giorno. La Polizia ha spiegato le forze, ma saprà fronteggiare i temuti Iremonger? E quale sarà il ruolo di Clod: ribelle o figliol prodiigo? La storia della dinastia Iremonger, edificata sui rifiuti, sta per concludersi.

martedì, settembre 16, 2025

Gocce d'inchiostro: Il gioco della vita - Mazo De La Roche

Chi mi legge sa che talvolta io e il mio blog ospitiamo letture già vissute e la loro anima che la maggior parte dei casi mi sorprende, lasciano un segno del loro passaggio che in un momento particolare della mia vita si sono incrociati con la mia anima. Fra i libri, nei meandri della letteratura, diciamocelo, ce la spassiamo con incoscienza e foga, ma per quanto mi riguarda l’ho sempre fatto con una certa attenzione, una certa discrezione per i dettagli, la qualità della scrittura o la natura della storia che mi donano la possibilità naturale di riconoscere se quel romanzo o lettura sia valida o meno.
Nel mese di giugno, per caso o non, ho avuto l’occasione di ospitare Mazo De La Roche. Donna dallo sguardo attento e pronunciato che, agli occhi del mondo, ci propinò in chiave romanzata la storia della sua famiglia con nient'altro che il desiderio di essere ascoltata. Bussando alla porta del mio cantuccio personale con una storia semplice ma reale, tangibile, quel poco e abbastanza per scorgere la sua anima. Semplice ma introspettiva che è una miscela disomogenea di svariati generi, i cui valori come la famiglia, l’amicizia, la solidarietà per salvaguardare se stessa e chi la circonda, ricucirà ben o male lo strappo che si aprì tanti anni fa, quando la De La Roche era una ragazzina e la vita la strappò dall’abbraccio caldo e confortevole dei suoi genitori. Perché anche se a guarire le sue ferite ancora sanguinanti sarà la letteratura, la parola scritta - nel romanzo, la nonna - non basta poiché un simile dolore svanisca. Ma certi dolori non svaniscono. Più che altro vengono definiti come delle sfide a cui soppiantare certe situazioni, e non è stato un caso che la vita le procurerà conseguenze e ripercussioni che le si rivolteranno contro. Divenire una milizia, un tentativo coraggioso di dare voce a chi non ha mai avuto una sua voce, dal quale sembra una semplice casualità dimostra come mi sono trovata dinanzi a qualcosa che aveva del potenziale. Qualcosa che tiene conto di ciò che talvolta ci riserva la vita, non sapendo se vivere o morire sia la scelta più adatta, isolata dal mondo, chiusa nel buio dell’incomprensione e della solitudine, avviata lungo una strada di cui se ne conosce l’inizio ma non la sua fine.   

Titolo: Il gioco della vita
Autore: Mazo De La Roche
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18
N° di pagine: 300
Trama: È trascorso un anno da quando abbiamo lasciato la turbolenta Jalna. Eden è scomparso e non si hanno più notizie di lui, Alayne è tornata a New York, Pheasant ha avuto un figlio da Piers e lo ha chiamato Maurice, come suo padre. Ritroviamo la famiglia riunita attorno al tavolo davanti a un invitante soufflé al formaggio e una bottiglia di rum di quelle buone per gli uomini. Manca solo Adeline. La nonna ormai passa la maggior parte del tempo a letto: quello stesso letto che è stato testimone di concepimenti, nascite e addii, e che ora sembra attendere un commiato. Difficile credere che la complicata trama tessuta da Adeline nelle stanze di Jalna possa squarciarsi. Ma una preoccupazione domina su tutte: a chi andrà l’eredità? Per tenere tutti in pugno, la furbissima nonna ha dichiarato che sarà destinata a una sola persona. Così, fra gelosie e sospetti reciproci, scatta la rincorsa all’ingente patrimonio: finirà forse nelle mani di Renny, per cui tutte le donne, nonna compresa, perdono la testa? O il fortunato sarà Nicholas, il più anziano, il figlio preferito? O l’adorabile piccolo Wakefield? Nel frattempo, il giovane Finch ha ben altro a cui pensare e coltiva in gran segreto la sua passione per le arti nell’attesa di entrare finalmente a far parte del gruppo degli uomini Whiteoak, mentre Renny non riesce a dimenticare l’affascinante Alayne, che tornerà a rimescolare le carte.

lunedì, agosto 11, 2025

Gocce d'inchiostro: Il collegio delle piccole donne - Henry Handel Richardson

Penso che ogni storia sia viva. Non perché hanno un suo battito, ma perché sono in grado di respirare. Ci poniamo delle domande, che talvolta fingiamo di eludere, a cui non sempre troviamo le risposte che stiamo cercando.

La storia di Laura, protagonista di un testo che ci è pervenuto mediante questa recente pubblicazione, è quel genere di storia di stampo classico che non mi ha colta del tutto impreparata, poichè leggendo tanti classici sapevo a cosa andavo incontro. Ma a cui ho pensato di buttarmi a capofitto in questi giorni di primavera, dettata dall'immaginazione deliziosamente piacevole, romantica di una giovane donna, piccola grande eroina che, come una delle figlie delle Alcott, sarebbe riemersa come un'immagine nitida e ben definita.

Uno di quei posti in cui desidero vivere, e dove mi sono recata sul finire del mese di aprile, insediamento letterario, profondo, drammatico, introspettivo, poco emozionante ma realistico, che si stanziò dinanzi a me come uno splendido e luminoso sole. Si bada a ciò che avviene attorno, ma ci si sorprende di ciò che accade attorno. E, in uno spaccato di vita forse della stessa autrice, ecco come la sua autrice ha scavato e costruito un posticino tutto suo in cui ho potuto rifugiarmi.Un cantuccio in cui stivai, ammassai le mie supposizioni, confidai i miei più intimi segreti sotto una terra arida, incolta ma ricca di sentimento e ambizioni, che risalgono alle origini delle Piccole donne.


Titolo: Il collegio delle piccole donne

Autore: Henry Handell Richardson

Casa editrice: Garzanti

Prezzo: 17 €

N° di pagine: 256

Trama: 1890. Laura conosce un solo modo per essere libera, ed è scrivere. Nonostante ciò, fatica a trovare le parole con cui iniziare la lettera per la sorellina Pin. Poi, dopo aver preso un respiro, si fa coraggio e le racconta la propria vita al Ladies' College di Melbourne, dove la madre l'ha iscritta perché le fosse impartita l'educazione di una vera signora. Laura non è la figlia modello che lei vorrebbe. Non le interessano vestiti e gioielli; preferisce perdersi tra i fiori del giardino e le pagine di un romanzo. La madre spera che il collegio le dia la disciplina di cui ha bisogno per debuttare in società. Ma quella decisione è l'inizio di un incubo per Laura. Tra le mura della scuola, si sente giudicata dalle compagne e dalle insegnanti, sempre pronte a criticarla per gli abiti dimessi e le dita sporche di inchiostro. Non mancano mai di farla sentire diversa, stupida, sbagliata. Eppure, Laura non si arrende e cerca rifugio nell'unico luogo che la fa sentire al sicuro: la biblioteca. Lì ha inizio una contro educazione rispetto a quella che vorrebbero imporle in aula. Ancora non lo sa, ma è la strada giusta per capire chi è veramente. Perché l'indipendenza passa attraverso gli atti di ribellione di ogni giovane donna. Come tante scrittrici di inizio Novecento, Ethel Richardson ha dovuto firmare i suoi romanzi con uno pseudonimo maschile per essere pubblicata. Con questo stratagemma ha raggiunto il successo ed è diventata una delle autrici australiane più amate, tanto da essere candidata al Premio Nobel per la Letteratura nel 1939.

giovedì, agosto 07, 2025

Gocce d'inchiostro: Jalna - Mazo De La Roche

Solo qualche giorno fa osservavo Jalna col cuore colmo di un’indicibile speranza. Dopo che avevo conosciuto Elizabeth Jane Howard, la conoscenza de La Roche mi sembrava appropriata; avevo proseguito il percorso delle mie letture con la certezza che potesse ammaliarmi, affascinarmi, domandomi dubbiosa se alla fine il polverone che aveva scatenato fosse concreto. Perfino nel momento in cui decisi di avventurarmi nella brughiera inglese e incolta di Jalna non avevo ancora deciso, e indugiai parecchi minuti sotto la luce del portico assediata da falene e farfalle, nel tentativo di scegliere la meno disastrosa delle alternative.
I casi erano due: entrare subito, affrontando qualunque cosa il Caso mi riservasse. O offrire una spiegazione valida per cui il romanzo non si fosse rivelato attinente ai miei gusti.
Con ogni probabilità, La Roche si è confermata un’autrice alquanto valida e questo suo romanzo una certezza meravigliosamente descritta in pensieri semplici e articolati, trapelando nient’altro quelle che sono state sin da subito le sue intenzioni: realizzare dal nulla un classico che richiama costantemente il passato.
A tal proposito ho amato questo romanzo e tutti i suoi personaggi, tentata da ognuno di loro, intestardita a svelare misteri e segreti. Di tutte le sensazioni precedenti, non mi ero preparata ad amarlo così tanto! E, come ogni classico di questo nome, non posso che invitarvi caldamente alla sua lettura.

Titolo: Jalna 
Autore: Mazo De La Roche 
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 384
Trama: I Whiteoak, numerosa famiglia di origini inglesi, risiedono a Jalna, grande tenuta nell’Ontario che deve il suo nome alla città indiana dove i due capostipiti, il capitano Philip Whiteoak e la moglie Adeline, si sono conosciuti. Molto tempo è trascorso da quel fatidico primo incontro. Oggi – siamo negli anni Venti – l'indomita Adeline, ormai nonna e vedova, tiene le fila di tutta la famiglia mentre aspetta con ansia di festeggiare il suo centesimo compleanno insieme ai figli e ai nipoti: a partire dal piccolo Wakefield, scaltro come pochi, infallibile nell’escogitare trucchi per non studiare e sgraffignare fette di torta, fino al maggiore, Renny, il capofamiglia, grande seduttore che nasconde un animo sensibile. La vita a Jalna scorre tranquilla, fino a quando due nuore appena acquisite arrivano a scombussolarne gli equilibri: la giovanissima Pheasant, figlia illegittima del vicino, il cui ingresso in famiglia è accolto come un oltraggio, e la deliziosa Alayne, americana in carriera che, al contrario, con la sua grazia ammalierà tutti, specialmente gli uomini di casa.
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