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domenica, luglio 10, 2022

Sette gocce in sette giorni: romanzi vissuti in una settimana 2°

Vado avanti, nel mio percorso ideato qualche anno fa, in coincidenza della pandemia a dire il vero, e giungo in un momento della mia vita in cui di romanzi ancora da leggere e vivere ne rimangono pochi. La pila della vergogna decresce sempre più, e quanto è entusiasmante debellare da una lista di letture l’ennesima opera che, in una manciata di ore o giorni, ha scandito momenti di vita che si sono intrecciati alla mia. Zeppi di sentimenti, di eventi che sciorinano forme archetipe di modernità, graffiando il mio animo come solo poche cose riescono a fare. Tutta una serie di cose cui sono avvezza. Un guazzabuglio di sensazioni cui sono abituata, conoscenze che non mi sono poi così nuove, per esempio, molto meglio di quel che credevo.

Ed ecco che l’ennesima situazione accadde con l'approccio a sette letture che divorai nel giro di una settimana, che nei gorni trascorsi dal nostro ultimo incontro, mi indusse ad analizzarne le differenze. Evidenziare quegli << effetti >> di una così breve permanenza, riflettendo molto sui registi stilistici che i suoi autori hanno adoperato per raccontare, raccontarsi, distinguendosi nel bel mezzo di un coro di voci, suoni e ombre. Un’ampia gamma di generi e stili a tema classico di cui questi sette romanzi spiccano per il gusto per il passato estremamente poetico, quieto, illusorio e prorompente in cui la visione tormentata della vita non sarebbe possibile se non approvata dal cuore. Lo spirito di una ragazza avrebbe planato sopra la rovina della materia, e il crollo dei mondi recato con se tutta la sua selvaggia dolcezza e audacia, aggrappandosi alla bellezza dei sogni perché dimentichi delle cose più rivelanti della vita.


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Titolo: La ragazza delle storie
Autore: Lucy Moud Montgomery
Casa editrice: Flower
Prezzo: 9, 90 €
N° di pagine: 250
Trama: Una mattina di maggio, Beverley e Felix lasciano Toronto per raggiungere l'Isola del Principe Edoardo e trascorrere alcuni mesi ospiti dello zio Alec e della zia Janet. Nel corso del lungo viaggio in treno, l'emozione dei due giovani fratelli è accresciuta dall'impazienza di arrivare finalmente in quella terra ricca di fascino che il padre ha descritto loro accuratamente e alla quale sentono di appartenere pur non avendola mai vista. Ad attenderli ci sono la vecchia fattoria immersa nella natura rigogliosa, il frutteto dei King e gli abeti rossi, i compagni di giochi e la cugina Sara Stanley. Nota a tutti come la Ragazza delle storie, Sara si rivelerà un'abile e irresistibile narratrice e i suoi mirabili racconti accompagneranno le avventure del giovane gruppo. L'esperienza di quei mesi sarà meravigliosa. I ragazzi conosceranno la dolcezza delle gioie semplici, la bellezza dell'alba, il sogno del mezzogiorno, la pace delle notti spensierate. Ascolteranno la pioggia d'argento sui campi verdeggianti, le tempeste tra gli alberi, le foglie sussurranti. Sperimenteranno la fratellanza con il vento e le stelle in gioiosa compagnia.

sabato, novembre 27, 2021

Gocce d'inchiostro: La piccola Fadette - George Sand

Mi fece sorridere il fatto che anche questa lettura, in un periodo davvero ricco e appassionante per le letture, perché inaspettato ma bellissimo, non riuscì ad attirare prima la mia attenzione se non adesso, non sfuggendo all’arroganza, all’inerzia del tempo e a tutto ciò che esso avrebbe comportato. Che cosa ci sarebbe da dire, se non che mi pento per aver atteso così a lungo a leggere un romanzo come questo? Sebben accolsi l’anno con la lettura di un altro romanzo dell’autrice, Nanon, che mi piacque moltissimo e cui tutt’ora tesso ancora le lodi, mi avrebbe davvero irretito, appassionato, conquistato non chiedendo nient’altro che un briciolo del tuo tempo, della tua attenzione, interessata soprattutto agli eventi che avrebbero sconvolto la vita della sua protagonista, la piccola Fadette. Si, perché sebbene la cornice narrativa sia davvero interessante – proiettata all’alba delle prime rivoluzioni napoleoniche -  la mia anima non ha potuto non elevarsi al di sopra di tutto, fra armoniche benefattrici che pervadono lo spirito con un certo sollievo, con qualche segno di eloquenza, ma afflitti dall’impossibilità di essere liberi e amare la natura così com’è riposandoci fra le forti braccia della poesia. Respirare queste pagine, esserci mi ha davvero divertito, emozionato, interessata soprattutto all’assetto emotivo, naturalistico delle cose, che come la sua autrice traspare dalla piccola Fadette, che avrà certo svolto un ruolo essenziale, provato un’infinità di sensazioni, uno sbocco sul mondo che l’hanno resa la donna anticonformista che tutti conobbero. 

Titolo: La piccola Fadette
Autore: George Sand
Casa editrice: Neri Pozza
Prezzo: €12
N° di pagine: 240
Trama: Un’oscura credenza vuole che due fratelli gemelli non possano vivere insieme senza danneggiarsi a vicenda, e che spesso solo la morte di uno dei due possa garantire all’altro di crescere bene. Così, quando nella famiglia Barbeau nascono i gemelli Landry e Sylvinet, la levatrice non esita a mettere in guardia i genitori: occorrerà impedire che i due fratelli passino troppo tempo insieme, per far si che non si affezionino troppo l’uno all’altro e non diventino, emulandosi a vicenda, ancora più identici di quanto già non siano. Ma il consiglio viene presto accantonato e i gemelli, col tempo, diventano inseparabili e pressochè identici. Anni dopo, quando sono oramai adolescenti, il padre decide che Landry, il più forte e maturo dei due, dovrà andare a servizio presso la tenuta dei Caillaud, in un borgo vicino. Landry si rassegna all’idea di dover partire da casa. Sylvinet, il più fragile, non riesce tuttavia ad accettare che le loro vite debbano prendere strade diverse. Il suo affetto per Landry è così esclusivo e morboso che, quando il fratello lontano da casa si invaghisce della piccola Fadette, una ragazzina del borgo della Cosse. Sylvinet è divorato dalla gelosia. La Fadette è una piccola vagabonda che gli abitanti del borgo giudicano con un po' di disprezzo – la considerano brutta, sporca e dispettosa tanto da soprannominarla << il grillo >> - e un po' di timore, soprattutto per via di quelle voci che corrono sul conto della nonna, un’esperta guaritrice le cui pratiche sono viste come un incrocio di sapere e stregoneria. La ragazza, invece, benchè sia capace di rispondere per le rime a chi la provoca con malizia, ha un carattere mite e generoso: non avendo nulla, si accontenta di poco per essere felice, insegna ai suoi coetanei i rimedi per curare ferite e malanni e rispetta tutte le creature, soprattutto quelle che considera brutte come lei. Ecco allora dipanarsi i fili di una triplice educazione sentimentale in cui gli inquieti desideri di Landry, Sylvinet e della piccola Fadette si scontrano con i pregiudizi di un mondo in cui << quando due o tre persone ne perseguitano un’altra, tutti vogliono immischiarsi, scagliarle la pietra addosso e parlar male di quest’ultima senza nemmeno sapere il perché >>.

mercoledì, gennaio 13, 2021

Gocce d'inchiostro: Nanon - George Sand

Di George Sand non ho mai sentito parlare più di tanto. La letteratura francese è l’ultimo dei miei pensieri, ma non perché non mi piaccia. Semplicemente perché non mi coinvolge né ammalia come quella inglese, vittoriana, persino americana, di cui è corredata da un bellissimo corredo di opere che sembra quasi impossibile non leggere e riporre speranze assolutamente indecifrabili. La letteratura vittoriana, i classici ottocenteschi hanno sempre funto da beneficio alla mia anima semplice e appassionata, rispondendo nient’altro che ai miei bisogni, permettendomi di trascorrere quasi tutto il tempo soggiornando per molto più tempo di quel che credevo. Fino ad allora, non credevo di dover prestare ascolto agli incauti sussulti di un cuore giovane, ingenuo ma dolce che mediante la risacca disomogenea dei ricordi estrapola senza alcuna autoironia – piuttosto tragicamente e sentimentalmente – figure soggette al predominio di valori più forti, la cui anima è sempre stata sottratta ad ogni privazione, rinuncia, sacrifici, isolata dal mondo intero, da un paradiso mancato irraggiungibile e alieno. Fino ad allora, della piccola Nanon non ne sapevo nemmeno l’esistenza né tantomeno di ciò che avrei dovuto aspettarmi dalla lettura di queste pagine. Il mio cuore, durante il corso della lettura, ha preso una strada tutta sua, spingendomi ancora di più ad amarne ogni pagina e al fervore del periodo storico in cui è proiettato, non riuscendo più a simulare moti di compassione o affetto nei suoi riguardi, non comprendo ancora perché abbia procrastinato per così tanto tempo. Accettare questa storia, la storia che la Sand si portò dentro non risponde esclusivamente alle << necessità >> dei suoi protagonisti, bensì è una critica piuttosto curata indirizzata a questioni politiche, passioni che avrebbero soppiantato ogni cosa, catapultandoci inevitabilmente in una dimensione urbana implicita e più complessa, simile tuttavia a quella ritratta in altri romanzi.

Titolo: Nanon
Autore: George Sand
Casa editrice: RBA
Prezzo:10€
N° di pagine: 300
Trama: Romanzo storico che narra le vicende di un’umile contadina intrecciata alle vicissitudini politiche della Rivoluzione francese, Nanon adotta lo sguardo ingenuo ed entusiasta di una bambina avida di sapere, che si affaccia alla vita facendo leva sui primi rudimenti di conoscenza urgentemente reclamati, riuscendo così ad appropriarsi del suo destino grazie all’istruzione. Parallelamente alla sorte della protagonista, si snoda il sofferto percorso di instaurazione della prima Repubblica, afflitta da sospetti tradimenti e viltà che scatenano la spietata repressione giacobina, un evento di cui il romanzo offre una vibrante testimonianza per voce dei suoi personaggi. 

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