Una
TBR lunga e infinita, programmata e stabilita come un documento di Word, con i
suoi algoritmi e previsioni, credo che non potrà mai rispecchiare ciò che prova
un lettore o un autore nel momento in cui decide di approcciarsi ad un libro. A
me piace fare TBR. Mi piace vedere che, il mese appena entrato, sarà all’insegna
di letture mastodontiche, sconosciute e che hanno atteso o attenderanno per
tutto questo tempo. Ma mi piace anche essere presa di sorpresa dal Fato. Se Dio
mi premura a deliziarmi di qualcosa di inaspettato ma bello in cui mi sarei
potuta immergere quando avrei ritenuto più adatto, penso sia questa la vera
magia che celano certe letture. Di magia, però, questo romanzo non ne esplica. Perlomeno
non nel vero e proprio senso letterario del termine, e recentemente tale tesi
ho potuto avvalorarla con la lettura di questo bellissimo romanzo. Io che avrei
letto e amato un romanzo di Anne Rice?!? Chi l’avrebbe mai detto! Eppure, è in
una frazione di tempo apparentemente normale che sono stata avvolta da un manto
d’insoddisfazione e silenzio che fischiano ancora nelle mie orecchie, così
pregni di paure e ansie represse in cui l’ira è una forma insita sotto superficie.
Un segno del Destino ad anticiparmi Halloween? Forse, ma che ha funzionato alla
grande. Perché è una lettura che mi ha ammaliato tantissimo. Trasmette quel
senso di magia, di mistero in un mondo illuminato in cui figure assetate di
sangue si muovono avanti e indietro nel loro mantello nero di fronte ad un
pubblico sbigottito, con l’eleganza di una grande pantera, fra sussurri e gridolini.
Infervorata dalla luce potente che ha invaso il mio spirito, immobilizzandomi,
inquietandomi psicologicamente, influendo come una sorta di guida cui ho abbracciato
con un certo entusiasmo.
Autore: Anne Rice
Casa Editrice: Longanesi
Prezzo: 18,60 €
N° di pagine: 363
Trama: Una stanza buia. Un registratore acceso. Un giornalista. E un vampiro. Da quasi due secoli, ormai, Louis De Pointe Du Lac non è più un uomo; è una creatura della notte, e ha tutta la notte a disposizione per convincere Daniel, il giornalista, che la storia che gli sta raccontando è vera. Così come è vero il suo volto, tanto pallido ed esangue da sembrare trasparente, di una bellezza soprannaturale e per sempre cristallizzata. Louis racconta di come abbia ricevuto il dono ( o forse la maledizione?) della vita eterna proprio quando non desiderava altro che la morte. È il 1971, è un’altra New Orleans, e Luois, in seguito al suicidio dell’amatissimo fratello, vorrebbe soltanto seguirne il destino. Ma la seduzione del dono oscuro è potente, specialmente se ha i modi, la voce e l’aspetto di Lestat. Sensuale e affascinante, crudele e allo stesso tempo capace di profonda commozione, Lestat ha bisogno di Louis tanto quanto Louis ha bisogno di lui. Quando infine, dopo anni di scorribande notture, Louis sta per decidersi ad abbandonare Lestat, questi gli fa il regalo più grande: Claudia. Una bambina di appena cinque anni, in fin di vita, che solo il dono oscuro può salvare. L’unico peccato che il sacrilego e irrilevante Lestat non si può permettere: creare una vampira di soli cinque anni. Una vampira bambina, che non crescerà mai. E sarà l’inizio della fine.

