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martedì, ottobre 28, 2025

Brividi e sussurri: la paura travestita di bianco e nero 7 °

Quando si conclude un mese, generalmente, si tirano le somme. Si stila una lista, infinita e anche un pò esagerata, di testi che si desidera leggere, rileggere, vivere e vivere nuovamente. Naturalmente ciò accade sempre, perlomeno da quant’è che ho costruito le fondamenta di questo piccolo salotto letterario, quel paradiso terrestre in cui posso stanziare come mi pare e piace, per quanto tempo desideri, ed infatti, nel tempo, negli anni, ho potuto farlo. Di libri, di letteratura non smetterò mai di parlare, poiché è della stessa che vivo e smettere equivarrebbe a smorzare il respiro, troncare una piccola vita. E dunque, cosa possiede di speciale questo ennesimo post, da pormi questi quesiti? Semplice… In vista di Halloween, giorno che concilia con la fine del mese, questo post non potrà non emettere un certo vagito l’ultimo o penultimo giorno del mese,e, come feci in tanti altri anni, anche quest’anno promulgo questa idea di conciliare il periodo più spaventoso dell’anno con la lettura, la scrittura, i libri in generale, godendo così della loro compagnia per qualche altro momento. Quasi tutti, romanzi che ho riletto più volte e che mi hanno soddisfatta come credevo; ribadisco, quasi tutti. Ma, nell’insieme, piccole accortezze che rivelano quei mostri di intelligenza da cui si ottengono sempre innumerevoli informazioni, sensazioni che travolgono o sconvolgono nel loro piccolo splendido fragore.

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Stupefacente, spontaneo, oscuro, è un altalena di gesti sconsiderati e folli che tormentano il nostro animo di paura, angoscia crescente. Il flusso sinuoso della storia scorre, silenziosamente, in un paesaggio famigliare di cui, qualche mese fa, avevo fatto perdere spontaneamente le mie tracce in cui spicca la figura evanescente di un uomo solo e quasi incompreso che cammina inconsapevolmente senza fermarsi lungo il tragitto della morte.


Titolo: Follia profonda

Autore: Wulf Dorn

Prezzo: 17, 60 €

Casa editrice: Corbaccio

Trama: Un mazzo di bellissime rose rosse senza biglietto. Un inquietante disegno sotto il tergicristallo dell'auto.. Lo psichiatra Jan Forstner è l'oggetto delle attenzioni insistenti di una sconosciuta. All'inizio pensa si tratti semplicemente dei sentimenti innocui di una paziente. Ma quando un amico giornalista, che stava per fargli delle rivelazioni sconcertanti che lo riguardano da vicino, viene trovato barbaramente ucciso, Forstner comincia a temere di essere il bersaglio finale di una pazza omicida. Una stalker che non si ferma davanti a nulla pur di ottenere ciò che vuole. E ciò che vuole è lui, Jan, per sempre....

giovedì, aprile 17, 2025

Gocce d'inchiostro: Il filo avvelenato - Laura Purcell

La mente, quel centro operativo che come una gigantesca metropoli, detiene gruppi di anime che si affastellano nella lotteria della vita, è quasi sempre un filo sottilissimo che inevitabilmente guida ogni essere umano. Forse scrivere << guida>> è un eufemismo: ciò che svolge la mente è un processo che ha a che fare con i gesti, le parole, alcuni volontari, altri no, in cui ognuno andavano a ritirare un manipolo di esperienze mediante cui tenta di adornarsi per comprendere meglio se stessi o la realtà. Sul finire dell’ottocento, numerosi furono i testi, le letture, le ricerche attuate in relazione al cervello. Da sempre oggetto di studio, da sempre simbolo di rivolta per chi invece preferiva affidarsi ad altro. Basta guardarsi attorno, tutt’ora, purtroppo, in epoca moderna, per comprendere come quando si parla di cervello, di mente, ci sarebbe da fare un discorso un po più ampio. Ognuno ragiona con la propria testa, ognuno possiede una visione particolarissima del mondo e se si accrescono le nostre vedute mediante un certo rendimento culturale, è possibile organizzare qualcosa in cui la conoscenza può spingersi oltre. Forse, quello che ritrae questo romanzo, secondo romanzo che leggo di questa autrice, era una tematica simile. Perlomeno, questo, doveva essere l’intento della sua autrice, che fece della mente, specialmente del tema della frenologia, la linfa vitale di queste pagine, così seducenti, all’inizio, impantanate in una cortina di insoddisfazione e malessere dalla metà fino alla fine. Il risultato? Una famiglia che fu divisa dalle << nobili >> gesta di una pazza, cavia di un’abile dottoressa di frenologia che non solo tenterà di studiare ogni parte del corpo, ma persino lo spirito. Un filo invisibile che aveva acceso il mio interesse, reciso dalla natura di questa malattia, il suo legame intrinseco con la protagonista e i tentativi innumerevoli di poterne uscire salvi o indenni da cui non ne sono ancora convinta di averne subito il fascino.


Titolo: Il filo avvelenato

Autore: Laura Purcell

Casa editrice: Oscar Vault

Prezzo: 20 €

N° di pagine: 420

Trama: Gran Bretagna, prima metà dell'ottocento. Dorothea Truelove è giovane, bella e ricca. Ruth Butterham è giovane, ma povera e consumata da un segreto oscuro e terribile. Un segreto che rischia di condurla alla forca. I loro destini si incrociano alla Oakgate Prison, dove Ruth è rinchiusa in attesa di processo per omicidio e dove Dorothea si dedica ad attività caritatevoli; soprattutto, qui la ragazza trova il luogo ideale per mettere alla prova le neonate teorie della frenologia – secondo cui la forma del cranio di una persona spiega i suoi peggiori crimini – che tanto la appassionano. L'incontro con Ruth fa però sorgere in lei nuovi dubbi, che nessuna scienza è in grado di risolvere: è davvero possibile uccidere una persona usando solo ago e filo? La storia che la prigioniera ha da raccontare – una storia di amarezze e tradimenti, di abiti belli da morire – scuoterà la fede di Dorothea nella razionalità e nel potere della redenzione.

lunedì, marzo 24, 2025

Gocce d'inchiostro: Guida al trattamento dei vampiri per giovani casalinghe - Grady Hendrix

Il Maine sa essere splendido di notte..Non trovate? Quei piccoli sobborghi in cui sono rintanati gruppi di anime che abbiamo letto o visto, in qualche serie televisiva o letteraria, strade serpeggianti che si svuotano nel momento in cui sopraggiunge il crepuscolo, e le fiaccole dei lampioni che si accendevano quando la notte sopraggiungeva, conferendo un chè di spettrale. Un’inquietudine che i romanzi del Re ci hanno fatto conoscere, toccare con il palmo delle nostre mani, ma a cui si torna quasi sempre, a distanza di poco o molto, in una fredda e ostile immersione.

Giungendo nel piccolo paesino in cui sono capitata, quando decisi di leggere questo testo, fui sulle prime travolta da una specie di esperienza spirituale in cui il mio essere si fosse discostato dal corpo, avesse lasciato questo piccolo contenitore e trovato un posto nel paesino che stava prendendo vita, nella mia testa. Non fu difficile trovare un posto in quanto ogni cosa, questi piccoli sobborghi, la paura che serpeggiava in ogni angolo, risucchiata a tal punto da dimenticare cosa e chi mi circondava. Collezionando così innumerevoli momenti in cui a muoversi era qualcosa di forte e indefinito, che non si incaponirà sulle figure pure dei fanciulli, quanto su gruppi di casalinghe che colmano la loro sete di conoscenza e pettegolezzi mediante la lettura di romanzi. E, nel giro di una manciata di giorni, costruito un isolotto di magia in cui il tempo sembrava essere sospeso, la realtà cozzava con i ricordi che lacerano da dentro, costruendo quel filo invisibile che ha riempito il mio cuore. Avrei continuato a lungo, avrei letto altre mille pagine, se fosse stato necessario. Non avrei voluto abbandonare tutto questo, ma, alla fine, ho dovuto accettare di essere giunta alla fine di un qualcosa a cui non ci sarà un effettivo rimedio – crescerà dentro la nostra anima, si espanderà come un tumore, fagociterà le nostre fragili membra -, e resteremo colpiti dall’idea che un semplice essere  aveva mosso le paure di chiunque.


Titolo: Guida al trattamento dei vampiri per giovani casalinghe

Autore: Grady Hendrix

Casa editrice: Oscar Vault

Prezzo: 14 €

N° di pagine: 464
Trama: 

Difficile la vita di Patricia Campbell: divisa tra un marito troppo impegnato col lavoro, i figli e l'anziana suocera, la sua unica oasi felice è un gruppo di lettura di libri true crime. Un giorno al gruppo si unisce James Harris, bello, misterioso e sensibile, che fa sentire alla donna cose ormai non provate da anni. Eppure c'è qualcosa di strano in lui: non ha un conto in banca, non esce durante il giorno e la suocera di Patricia sostiene di averlo conosciuto da ragazza. Quando alcuni bambini scompaiono senza che la polizia faccia nulla, Patricia e le amiche sospettano che James sia un serial killer. Sono loro ad aver letto troppi libri true crime o quello che si aggira nelle loro case è un mostro vero?

domenica, febbraio 16, 2025

Gocce d'inchiostro: A certain hunger - Chelsea G Summers

Il 2024, l’anno che ci siamo lasciati alle spalle, è stato davvero indimenticabile e insensato sotto ogni punto di vista. Le mie letture, i romanzi, immancabili e onnipresenti, scandirono giornate di tedio e solitudine che non credevo di poter avvertire maggiormente. L’affetto della mia famiglia, dei miei cari ha irrimediabilmente colmato questa mancanza. Ma mentre la cerchia famigliare conferisce un chè di sostentamento alla tua anima semplice, la lettura è sempre stata quell’attività necessaria e indispensabile per la mia vita. Non ricordo un momento della mia infanzia in cui non ho avuto il naso infilato fra le pagine di qualche romanzo. Mentre il mondo proseguiva il suo lento percorso e nuovi eventi scandagliano ere o momenti che si conserveranno per sempre, la mia passione per la lettura non ha mai cessato di esistere. L’aria densa di curiosità, novità intellettuali che perfino i lettori più ostici abbracciano con un certo fervore sembrano possedere una parvenza tutta loro, e ovunque un elemento o appiglio che si espande ai miei piedi. Negli ultimi tempi, fra le tante novità editoriali, A centurian Hunger cadde sul mio personalissimo mondo col fragore di eventi che richiamano antichi miti, poemi solenni e classici, di cui inevitabilmente mi sono fatta investire costringendomi ad impelagarmi in una vicenda amorosa che sotto certi aspetti ha dell’incredibile. Oltrepassa i limiti del possibile, vive in un mondo nuovo di zecca, folle e antico dove ogni cosa è permesso, non premurandosi a scoprire il sesso nel vero e proprio senso della parola ma fissando il periglioso sortilegio delle donne vittime di violenza che covano irrimediabilmente il desiderio di poter essere salvate, redente.


Titolo: A certain hunger

Autore: Chelsea G Summers

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 19 €

N° di pagine: 300

Trama: Dorothy Daniels, critica gastronomica, ama profondamente il suo lavoro. Precisa, puntigliosa, brillante, ha una tale padronanza dell'arte culinaria che potrebbe senza dubbio preparare piatti più ispirati rispetto a quelli di cui scrive. Adora il cibo, e altrettanto adora il sesso. Nonostante gli sforzi per trovare un compagno alla sua altezza, si è adattata alla grande alla vita da single e viaggia continuamente tra Manhattan e l'Italia, assaggiando il meglio di entrambe. Ma c'è qualcosa in Dorothy che la rende diversa da chiunque altro, e ora è pronta a raccontare la propria storia: dall'infanzia apparentemente incantata fino all'apice della carriera non ha mai rinunciato a soddisfare il suo gusto raffinato... anche a costo di infilare un punteruolo da ghiaccio nella gola del suo amante. Attenzione, però: alla fine della storia potreste trovarvi a chiedervi che sapore avrebbe il vostro fidanzato saltato in padella con funghi e scalogno, sfumato con due dita di vino rosso.

giovedì, ottobre 03, 2024

Gocce d'inchiostro: La contessa nera - Rebecca Johns

Se la mia vita finisse in questo istante non penso potrei essere più soddisfatta di così! Questo per dire che la mia vita, nei primi giorni di settembre è rimasta saldamente legata a quella di una giovane donna che nella fine del Seicento si muoverà fra schiere di uomini egoisti e crudeli, creature inviolate persino da Dio e, soprattutto, imprigionata in una gigantesca torre. Quella di oggi è la mia opinione riguardo una lettura di cui non sono più avvezza ma che, un po ' tediosa al principio, seducente e ammaliatrice subito dopo, mi ha guardata come se volesse dirmi qualcosa … E alla fine qualcosa mi ha detto, ed io non ho potuto non essere più incuriosita. Non scrivo << entusiasta>> in quanto l’esordio della Johns rivela non poche pecche. Eppure il fragore confuso dei miei pensieri, di idee che cozzano l'uno contro l'altra, in progressivo allontanamento dalla realtà circostante, dimostrarono come di questa donna e della sua “fama “ conoscevo ben poco e che una manciata di giorni in sua compagnia ha infuso in me un certo rispetto, una certa devozione nel percorrere un cammino a ritroso, sino alla fine.

Titolo: La contessa nera
Autore: Rebecca Johns

Casa editrice: Garzanti

Prezzo: 18, 60€

N° di pagine: 360
Trama: Ungheria, 1611. L'alba illumina l'imponente castello di Csejthe. Nella torre più alta, una donna completamente vestita di nero è sveglia da ore. Murata viva in una stanza fino alla morte: così ha decretato il conte palatino. Ma la contessa Erzsébet Bàthory non ha nessuna intenzione di accettare supinamente il destino che le viene imposto. Non l'ha mai fatto nella sua vita. Ha solo sei anni quando, nella sua dimora tra i freddi monti della Transilvania, assiste ad atti di violenza indicibili. Neanche quando, appena adolescente, è costretta a sposare l'algido e violento Ferenc Nàdasdy. Un uomo sempre lontano, più interessato alla guerra e alle scorribande che a lei. Erzsébet è sola, la responsabilità dei figli e dell'ordine nel castello di Sàrvàr è tutta sulle sue spalle. Spetta a lei gestire alleanze politiche e lotte di potere. Lotte sanguinose, piene di sotterfugi e tranelli, che fanno emergere la parte più oscura della contessa, un'anima nera. Strane voci iniziano a spargersi sul suo conto. Sparizioni di serve torturate e uccise, nobildonne svanite nel nulla. Chi è davvero la donna imprigionata tra le gelide pietre di Csejthe? È solo vittima di una cospirazione per toglierle il potere? O il male è l'unico modo per Erzsébet di sopravvivere in un mondo dominato dagli uomini? La contessa nera si ispira alla figura della prima serial killer della storia, Erzsébet Bàthory, la contessa sanguinaria. Padrona spietata, torturatrice di centinaia di giovani donne, assassina crudele.

martedì, settembre 17, 2024

Gocce d'inchiostro: Dolores Claiborne - Stephen King

Sempre per una sfida indetta su Facebook, l'ennesima, prima di salutare questo primo mese dell'anno ho accolto nel mio cantuccio personale Stephen King. Ma più che accoglierlo ho salutato un caro amico in quanto la mia prima lettura di uno dei suoi romanzi risale a qualche anno fa.
Il romanzo che recensirò quest'oggi invece mi ha impedito di circondami di voci amiche, mi ha permesso di camminare da sola in una vasta ala di tribunale, ascoltare la confessione di una giovane e impaurita donna, e lasciata sedurre dalla storia folle e ingarbugliata di Miss Vera Claiborne.
Se siete curiosi di scoprire cosa celino dunque queste pagine, non esitate a buttarvi nella mischia! King è davvero il maestro dell'horror. E presto o tardi altre sue opere affolleranno gli scaffali strapieni della mia libreria.

Titolo: Dolores Claiborne
Autore: Stephen King
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Prezzo: 9, 90 €
N° di pagine: 267
Trama: Raccontata in prima persona la tormentata vicenda e insieme la confessione di Dolores Claiborne, una donna di fatica del Maine: la misteriosa scomparsa del diabolico marito, le angherie inflittele da una proprietaria terriera senza cuore, le violenze subite dalla giovane figlia e inoltre una sorpresa finale, in puro stile King.

venerdì, aprile 26, 2024

Gocce d'inchiostro: Povere creature - Alasdair Gray

<< Presto, presto! Anche io avrei dovuto leggere questo romanzo, prima che la trasposizione cinematografica approdasse nelle sale cinematografiche. Forza, altrimenti avrei rischiato di incorrere in qualche brutto e spiacevole spoiler >>. Queste parole hanno echeggiato nelle stanze buie e polverose del mio animo con la medesima frequenza di qualcosa di stabile e necessario. La lettrice che riposa in me odia dover essere impreparata: non avrebbe voluto sapere nè conoscere alcunchè nei riguardi di questa storia, e preannunciava quel momento in cui avrebbe potuto sedersi comodamente nella sua poltrona preferita, aprire il romanzo da una finestra virtuale del suo Kobo, infilare il naso fra le soglie di un mondo che in una manciata di giorni era divenuto simile al mio. A questo processo infatti non ho dovuto attendere che una manciata di settimane, il tempo che il romanzo fosse disponibile in versione digitale negli store online, e a ciò ne seguì un processo di lettura che mi ha sottratto nemmeno quarantotto ore, tanto intensa era la sensazione che mi fossi imbarcata in un luogo da cui non avrei più voluto uscirne. Effettivamente Povere creature, con in copertina il viso sfigurato della bella attrice Emma Stone, mi era stato consegnato esattamente come è: un prodotto commerciale che per qualche tempo ha fatto parlare parecchio di sé. E a cui io ho deciso di abbracciare invitata da un autore un po stempiato ma erudito, propinandoci un’incursione semplificata del reale in cui non si chiederà consolazione mediante la stessa letteratura quanto pungolando continuamente l’arte come forma consistente e definitiva.

Titolo: Povere creature
Autore: Alasdair Gray
Casa editrice: Safarà Editore
Prezzo: 22 €
N° di pagine: 408

Trama: Chi è veramente Bella Baxter, giovane donna ritrovata nelle fredde acque del Clyde nella Glasgow tardovittoriana e riconsegnata alla vita grazie agli oscuri esperimenti di Godwin Baxter, tormentato genio della chirurgia? Sarà arduo, quasi impossibile, dare una risposta, perché Bella è molto più della donna che è stata: oggetto di folli passioni amorose, la vedremo attraversare la sua epoca passando per salotti austeri, casinò decadenti e bordelli parigini, con lo stupore di chi per la prima volta vede il mondo nella sua prodigiosa follia, incarnando – con il medesimo desiderio che desta al suo passaggio – i più alti ideali umani, senza mai smettere di suscitare scandalo per l’oltraggio più grave di tutti: vivere un’esistenza radicalmente libera. Da questo romanzo, il film di Yorgos Lanthimos prodotto da Searchlight pictures.

martedì, ottobre 31, 2023

Gocce d'inchiostro: L'esorcista - William Peter Blatty

Le vicende da cui fu tratto il romanzo di William Peter Blatty, poi trasposto e portato sul grande schermo, sarebbe divenuto un cult della modernità. Un emblema per quegli amanti del genere e non, nonostante i temi, i dilemmi morali cui ci si sente intrappolati, tartassati, terreno ricchissimo di nozioni, elementi che forniscono un chè di pericoloso, forme di degrado non nel vero e proprio senso del termine quanto un dirupo morale che risucchia in un marasmo di dolore, orrore, oppressione, ostracismo, ammantato tuttavia da strane forme di ammaliamento. Indubbiamente dovevo leggere questo capolavoro, perchè altri non si tratta, e necessitavo a fine lettura di sedermi alla scrivania e riporre nero su bianco i miei più profondi desideri. Il mio corpo ancora in balia di certi eventi, le mie narici ancora invase da un puzzo insopportabile, un freddo pungente o un gelo che scava persino nella nostra anima, mentre tutt’attorno i rumori esterni svanivano, un urlo lancinante proveniente dal profondo dell’anima, tramutata in una risata roca, gutturale, in un guaito orribile, carico di astio, rabbia e frustrazione. Un contatto, non proprio umano, che sarebbe diventato simbolico in quasi cinquant’anni dalla sua esistenza.
Titolo: L’esorcista
Autore: William Peter Blatty
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 14 €
N° di pagine: 452
Trama: Che cosa succede alla piccola Regan, trasformatasi in un mostro blasfemo che urla oscenità e frasi sconnesse? Sua madre, la famosa diva del cinema Chris MacNeil, non riesce a capirlo. Né ci riescono i medici e gli psichiatri né la polizia. Forse solo un esorcista può dare una risposta. Ma la Chiesa impone cautela, esige prove, chiede tempo. Intanto la casa risuona di colpi, i mobili si spostano da soli, un uomo muore con il collo spezzato, il fragile corpo di Regan sembra cedere alla tempesta che lo sconquassa. E lo scontro tra l'uomo di Dio e gli spiriti del Male sembra ormai inevitabile.

giovedì, settembre 22, 2022

Gocce d'inchiostro: Drive in. La trilogia - Joe R Lansdale

Doveva essere una lettura che avrei vissuto esclusivamente per partecipare all’ennesima sfida indetta su Facebook. Dovevo leggere questo romanzo perché così era stato stabilito, e siccome languiva sui miei scaffali da qualche tempo quale migliore occasione se non questa per sentirsi pronta a valicare i confini di una storia che, in un bellissimo connubio fra scrittura e letteratura, mi avrebbe buttata giù con generico fervore in un vortice di attività contraddittorie. Quando questo romanzo approdò nel mio cerchio personale, lo iniziai i primi giorni di agosto e lo terminai qualche giorno dopo, senza che nessuno mi rivelasse niente e dichiarasse alcunchè, non credevo che ciò che avrei riscontrato fra le sue pagine fosse qualcosa di completamente diverso da ciò che mi ero immaginata. Non che la storia tendenzialmente non mi entusiasmasse, ma divertente, appassionante, folle, assolutamente folle, il cui tono coinvolgente, amichevole, quasi derisorio funse da espediente per vivere l’ennesimo straordinario viaggio che parlasse di libri e scrittura, quanto una confessione lanciata dalla soglia morale del protagonista, che vagando come un anima lungo il sentiero insidioso della vita, si pose dinanzi a disamine dei meriti equivalenti e opposti a una vita quasi sempre uguale a se stessa, insapore e incolore su cui l’autore gli diede una certa verve. Un’apparizione dunque straordinaria che si è rivelato assolutamente appassionante, un piccolo Inferno che ha una sua delirante forma, sostanza in cui quei poveri viandanti che fanno di queste storie la loro linfa vitale avessero compiuto un passo lungo << la giusta direzione >>. Opera radicalmente diversa da ciò che avevo immaginato, per sensibilità e tecnica narrativa, che non brilla di emozioni e sentimenti, seppur profondamente umano, ma sostenitrice di forme di sublimità e efficienza che disgraziatamente non otterranno mai ma sono un esame attento sull’identità dell’individuo e il suo modo di relazionarsi col prossimo.

Titolo: Drive in. La trilogia
Autore: John Lansdale
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 17 €
N° di pagine: 546
Trama: Immaginate il più grande drive-in mai esistito: l'Orbit. Siamo in Texas, è un venerdì sera e l'Orbit è stipato di gente che sgomita per popcorn e coca-cola, pregustando la Grande Nottata Horror. Ma sul più bello, il drive-in stesso si trasforma in un film dell'orrore: gli spettatori diventano gli involontari ed esterrefatti protagonisti di un incubo orchestrato dal mostruoso Re del Popcorn, sintesi delle peggiori conseguenze dell'ossessione al consumo. E se in "Drive-in 2" vediamo i personaggi sopravvissuti aggirarsi in un paesaggio irriconoscibile, "La notte del drive-in 3" ci catapulterà definitivamente in un microcosmo ancora più delirante, un mondo di misteriose e inclassificabili meraviglie, in cui ci si imbatte in inondazioni di proporzioni bibliche, in un pesce gatto che aspira a ingoiarsi la balena di Giona e in una schiera di creature oscure, di una malvagità paragonabile solo a quella dell'essere umano al suo peggio.

venerdì, marzo 04, 2022

Gocce d'inchiostro: Quattro dopo mezzanotte - Stephen King

Siccome da quant’è che Mucchio d’ossa è approdato in questo mancato Paradiso terrestre il mio interesse nei riguardi di Stephen King è cresciuto a dismisura, quasi io non me ne sia resa conto, accettai di lasciarmi andare dal Caso e leggere qualunque cosa avessi davanti che avesse scritto l’autore. Fu così, che nel partecipare all’ennesima sfida di lettura, seguì una settimana intensa di lavoro e frenesia varia scandita tuttavia dalla lettura di questi quattro racconti, che per qualche momento mi indussero a domandarmi se fosse moderato, comprensibile trovarsi nel Maine, senza alcun preavviso, ora che avevo compilato la mia ennesima lista di libri. Ma, cavolo, il bello dell’essere organizzati è quello di perseguire una strada e non guardarsi indietro, nemmeno una volta. Se ti va, puoi infrangere qualche regola ma devi essere tu a decidere. Per questo motivo sono stata entusiasta di aver accolto nel mio cantuccio personale un librone come questo, così mastodontico, appassionante, interessante, che mi è piaciuto molto nonostante non me lo sarei mai aspettata. Ed io impalata e intrappolata su una poltrona morbida e calda, non ho avuto alcun potere checchè lasciarmi trasportare dalla voce grugnosa del suo autore in cui menti contrastanti quali la paura, una miscela disomogenea di pensieri assunsero svariate forme, prevalsero nel momento in cui meno me lo sarei aspettata in uno stato di sospensione mentale che lascia quasi inebetiti.


Titolo: Quattro dopo mezzanotte
Autore: Stephen King
Casa editrice: Pickwick
Prezzo: 12, 90 €
N° di pagine: 848
Trama: Passata la mezzanotte qualcosa succede al tempo: si piega, si allunga, si assottiglia, torna indietro o si spezza… e talvolta la realtà subisce le stesse distorsioni. E che cosa mai accade all’osservatore sbigottito quando la finestra che separa la realtà dall’irrealtà s’infrange e le schegge di vetro schizzano ovunque tutt’intorno? Seguendo il ritmico, inesorabile ticchettio dell’orologio, King presenta quattro incubi.

lunedì, novembre 01, 2021

Gocce d'inchiostro: Intervista col vampiro - Anne Rice

Una TBR lunga e infinita, programmata e stabilita come un documento di Word, con i suoi algoritmi e previsioni, credo che non potrà mai rispecchiare ciò che prova un lettore o un autore nel momento in cui decide di approcciarsi ad un libro. A me piace fare TBR. Mi piace vedere che, il mese appena entrato, sarà all’insegna di letture mastodontiche, sconosciute e che hanno atteso o attenderanno per tutto questo tempo. Ma mi piace anche essere presa di sorpresa dal Fato. Se Dio mi premura a deliziarmi di qualcosa di inaspettato ma bello in cui mi sarei potuta immergere quando avrei ritenuto più adatto, penso sia questa la vera magia che celano certe letture. Di magia, però, questo romanzo non ne esplica. Perlomeno non nel vero e proprio senso letterario del termine, e recentemente tale tesi ho potuto avvalorarla con la lettura di questo bellissimo romanzo. Io che avrei letto e amato un romanzo di Anne Rice?!? Chi l’avrebbe mai detto! Eppure, è in una frazione di tempo apparentemente normale che sono stata avvolta da un manto d’insoddisfazione e silenzio che fischiano ancora nelle mie orecchie, così pregni di paure e ansie represse in cui l’ira è una forma insita sotto superficie. Un segno del Destino ad anticiparmi Halloween? Forse, ma che ha funzionato alla grande. Perché è una lettura che mi ha ammaliato tantissimo. Trasmette quel senso di magia, di mistero in un mondo illuminato in cui figure assetate di sangue si muovono avanti e indietro nel loro mantello nero di fronte ad un pubblico sbigottito, con l’eleganza di una grande pantera, fra sussurri e gridolini. Infervorata dalla luce potente che ha invaso il mio spirito, immobilizzandomi, inquietandomi psicologicamente, influendo come una sorta di guida cui ho abbracciato con un certo entusiasmo.


 

Titolo: Intervista col vampiro
Autore: Anne Rice
Casa Editrice: Longanesi
Prezzo: 18,60 €
N° di pagine: 363
Trama: Una stanza buia. Un registratore acceso. Un giornalista. E un vampiro. Da quasi due secoli, ormai, Louis De Pointe Du Lac non è più un uomo; è una creatura della notte, e ha tutta la notte a disposizione per convincere Daniel, il giornalista, che la storia che gli sta raccontando è vera. Così come è vero il suo volto, tanto pallido ed esangue da sembrare trasparente, di una bellezza soprannaturale e per sempre cristallizzata. Louis racconta di come abbia ricevuto il dono ( o forse la maledizione?) della vita eterna proprio quando non desiderava altro che la morte. È il 1971, è un’altra New Orleans, e Luois, in seguito al suicidio dell’amatissimo fratello, vorrebbe soltanto seguirne il destino. Ma la seduzione del dono oscuro è potente, specialmente se ha i modi, la voce e l’aspetto di Lestat. Sensuale e affascinante, crudele e allo stesso tempo capace di profonda commozione, Lestat ha bisogno di Louis tanto quanto Louis ha bisogno di lui. Quando infine, dopo anni di scorribande notture, Louis sta per decidersi ad abbandonare Lestat, questi gli fa il regalo più grande: Claudia. Una bambina di appena cinque anni, in fin di vita, che solo il dono oscuro può salvare. L’unico peccato che il sacrilego e irrilevante Lestat non si può permettere: creare una vampira di soli cinque anni. Una vampira bambina, che non crescerà mai. E sarà l’inizio della fine.

venerdì, ottobre 08, 2021

Una porta tra le parole: Malignant

La paura, mi dico sempre fra me e me, è qualcosa che è generata dalla suggestione, da episodi di vita che ci sembrano o appaiono anormali, diversi, strani e non ci sono motivazioni per cui è così. Ogni tanto mi piace riporre i miei amati libri sugli scaffali e dedicarmi completamente alla visione di un bel film. Checchè esso sia una commedia romantica o un horror ha poca importanza, ma ciò che più mi interessa è che quel film in questione mi avrebbe tenuto compagnia. Questa volta mi avrebbe raccontato la storia di una giovane donna, portata in una grande casa in compagnia del suo fidanzato con un segreto sconcertante e stupefacente che avrebbe sconvolto del tutto il suo universo personale.

Ho accolto la chiamata di questo film senza che io me ne fossi accorta. Si tratta di una parte inconscia che è in me, che così come con i libri, mi induce a leggere o vedere cose, che in un momento particolare della mia vita si rivelano adatte. Non c’è da pagare alcun dazio, alcun compenso. Mi siedo comodamente nel mio letto o nella mia poltrona preferita, e nell’immediato vengo risucchiata da un vortice di emozioni altalenanti, che prevalgono solo quando ne resto soddisfatta. Una fortuna, mi dico, ma quando si dice assecondare l’istinto… e poi non avevo niente da perdere, a curiosare nell’anima di qualcosa o qualcuno che per me era ancora sconosciuto, senza lasciarmi dietro alcun rimasuglio di ingratitudine.
Dalla finestra luminosa di un file, sul finire del mese di settembre, fu così che estrapolai l’ultima trasposizione cinematografica di un regista le cui orme ho seguito sporadicamente ma con interesse, i cui film più noti quali Insidius, The Nun, The conjuring sono davvero un cult per chi ama questa tipologia di film. E, senza credere in alcunchè, ecco che Malignant si prese possesso della mia anima, non mollandomi per un istante fin quando il suo gesto di tenermi stretta a se fu talmente palese da desiderare che non finisse più. Una donna tormentata dal suo passato e dai segreti crudeli e violenti di un entità di cui non ne conosce la natura, omicidi truculenti e un po' splutter, l’amore famigliare e sentimentale che tuttavia non riesce a sollevarla da questo peso che grava sulla sua anima come quello di una condanna.


Malignant racconta la sua esperienza sballottolandoci da un posto ad un altro, da un omicidio ad un altro con un gioco di corse, momenti apparentemente piatti sciorinati con dovizia di dettagli, che giungono con una patina di normalità ma che, alla fine, ti impongono a porti quesiti su te stesso. Sulla realtà circostante, su chi siamo effettivamente. Sono quasi sempre delle tematiche che, così come in letteratura, anche in veste cinematografica si ripetono e occhieggiano ad eventi da cui se ne ritrae un materiale piuttosto vasto. Beviamo sorsi di questa medicina, questo antidoto attraverso cui dovremmo redimerci, fin quando non ci accorgiamo che non esiste una vera e propria cura. Spiegazione? Alcuna. I film horror, ho sempre pensato, espugnano quella che è la vita. Talvolta bella ma anche crudele ed egoista.
Questa ennesima bellissima trasposizione di James Wan mette addosso più curiosità che suspense, sconvolgimento anziché terrore. Una prova cinematografica, a mio avviso, ottima e ben riuscita che forse agli amanti del genere, per chi si aspetta di trasalire dalla poltrona, non piacerà, ma che approfittando della sua esistenza, della presenza di questa nuova entità non si discosta fin quando non sarà rivelata la sua natura. Una contromagia il cui potere non scomparirà tanto facilmente, e che io ho visto con un certo interesse, dividendo con questa disgraziata donna una fetta del suo triste destino.

lunedì, agosto 09, 2021

Gocce d'inchiostro: Mucchio d'ossa - Stephen King

 Non ci sarebbe niente da dire ma l’essere qui mi procurò immediatamente un’esperienza di lettura talmente bella e incredibile che non credevo possibile. Alla fine mi sono trovata a sdraiarmi sulla mia poltrona preferita, aprire il kobo, e leggere un breve trafiletto di quello che sarebbe stato il mio compagno di viaggio per qualche giorno. Anche queste sono esperienze: quel momento in cui è l’autore a chiamarti è praticamente identico a quando si ha la predisposizione ad approcciarsi, moderna e avventuroso, con una certa dose di carattere, zeppo di ricordi o momenti estrapolati dal tempo. La cultura del re dell’horror non ha mai cessato di esistere, anche se io lo sto scoprendo a poco a poco, come sul finire dell’anno accadde con La meta oscura e ora con Mucchio d’ossa.
Nei giorni che seguirono ho dedicato gran parte del mio tempo a Stephen King, e il tema su cui si poggia o ruota mi frulla ancora per la testa: quanto effettivamente conosciamo la persona che amiamo, fino a quando non esalerà l’ultimo respiro? Michael, il protagonista, dovrà tenere conto di queste conversazioni. La scrittura però ci aiuta a catapultarci e a catapultarlo in un sogno. Essere scollegati, susseguirsi di eventi devastanti dal nostro IO. Un clamore nei confronti della vita quasi essa stessa sembra prendersi gioco di noi. Il quadro che se ne ottiene è stato abbastanza spettacolare, straordinario. Incuriosita dall’innumerevoli intenti del protagonista di rafforzare la sua identità quasi come stesse per far uscire il genio dalla lampada di Aladino. Una volta libero, crebbe assieme a noi non corrispondendo necessariamente a quella che avrei voluto maggiormente ma estremamente concreto all’idea iniziale propinati nelle prime battiture. Alla fine non ci resta che scostare il velo delle incertezze, scovare quella giusta strada che ci rende liberi, influenzata da una cultura che sino a qualche tempo fa non avrei mai creduto fosse mia, strumento per comprendere il mondo e chi ci circonda.

Titolo: Mucchio d’ossa
Autore: Stephen King
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Prezzo: 12, 90 €
N° di pagine: 624
Trama: Mike Noonan – quarant’anni, autore di best – seller – è un privilegiato: un discreto successo, un buon conto in banca, la consapevolezza di sentirsi arrivato; tutte cose che ovviamente non hanno alcun senso se l’unica persona a cui tieni un giorno esce di casa e non ritorna più, folgorata per strada dalla morte. Quattro anni dopo è uno scrittore finito, afflitto da un’esistenza vuota. È alla resa dei conti ma è anche angosciato dalla sensazione che “qualcos’altro”, oltre a lui, non sappia rassegnarsi all’ineluttabile di un’esistenza troncata, qualcosa che si fa strada nella sua mente insinuando dubbi tormentosi, procurando incubi che travalicano i limiti del reale…

giovedì, ottobre 31, 2019

Brividi e sussurri:la paura travestita di bianco e nero

La notte di Halloween, come del resto ogni anno, mi vedrà sicuramente sdraiata sul divano del mio salotto, in compagnia della famiglia più eccentrica e bizzarra di tutti i tempi: la famiglia Addams.
Ecco quello che farò anche questo ultimo giorno di ottobre. E non credo che i miei piani subiranno delle modifiche, una spericolata invasione in discoteche o locali dalle luci stroboscopiche non fanno per me 😊 Se prima non avevo pensato a realizzare un post interamente dedico a questa festa è semplicemente perché, da grande estimatrice della letteratura americana, vittoriana o contemporanea ( se non avessi affrontato decisamente la questione che Sogni d’inchiostro, da quant’è che è in vita, non ha mai parlato di questa festività) adesso non potrei parlarvi di quei romanzi incentrati su storie di fantasmi, vampiri o licantropi. Queste parole, questo mio post, dovrebbe essere l’equivalente per una forma di innovazione. Stanca nel pubblicare esclusivamente recensioni, ho deciso di dare una scossa a questo mio piccolo angolo di Paradiso! E, pian pianino, a seconda di ciò che mi concederà la vita – o meglio, le case editrici -, mi premurò ad essere presente anche in un altro tipo di partecipazione letteraria.
Quest’oggi, dunque, è la volta di libri che hanno come elemento scatenante la paura. Mucchi di carne e ossa che vagano lungo la riva dell’assurdo, ciance ampollose o situazioni ed effetti stravaganti la cui eccentricità avrebbero coperto di vergogna persino il più coriaceo, non soltanto agli occhi di chi legge ma anche di scrive. Si, è un’idea incredibilmente assurda ma che non nasconde un certo fascino. Se ci penso, è bello avvertire ogni tanto qualcosa di nuovo.
Questo post non espugna nulla di nuovo dagli altri blogger, altri post o videorecensioni effettuate. Eppure, sebbene avrei dovuto pensarci prima, quest’anno ho sentito l’esigenza di far sentire anche la mia voce. Come? Consigliandovi alcune letture che, a mio avviso, sono un brivido che scorre lungo il corpo. Alcune letture che io medesima non ho ancora effettuato, ma che rivelano, ancora una volta, la mia insaziabile curiosità nel mondo di carta e inchiostro.


Romanzo che desidero leggere da un mucchio di tempo, e che mi affascina per il suo essere crudele, cruento e orribilante. La copertina poi espugna perfettamente questa sua particolarità, e l'aura di mistero e oppressione che aleggia attorno conferiscono a mio avviso un messaggio piuttosto significativo per la visione pessimistica dell'autore. 












sabato, ottobre 20, 2018

Gocce d'inchiostro: Rosemary's baby - Ira Levin

La trama di questo libro prevedeva e prometteva una storia sconcertante, incastrara nella sfera della modernità, che inevitabilmente si era piegata ai miei gusti di lettrice. Ebbene il romanzo di cui mi premurò di parlarvi quest'oggi ha riposato per qualche tempo sul mio Kobo, appoggiato tranquillamente sulla scrivania, mentre alternavo al digitale una lettura cartacea. E la storia non è stata esattamente come immaginavo, ma ha morso ogni parvenza di bontà, semplicità, per poi uscirne quasi casto. Il genio di Ira Levin ha puntato dritto verso una nuvola nera di sbigottimento, ansia, paura, che ha sovrastato ogni cosa, lasciando nulla al caso . Fissando con sguardo vuoto ciò che l'autore ha sapientemente dipinto, in mezzo a spettri che si tengono per mano e voci sussurrate all'orecchio, provenienti chissà da dove.
Titolo: Rosemary's baby
Autore: Ira Levin
Casa editrice: Sur
Prezzo: 16, 50 €
N° di pagine: 253
Trama: Guy e Rosemary Woodhouse sono una giovane coppia di sposi. Lui è un attore, in attesa della sua grande occasione; lei sogna una normalità borghese fatta di sicurezza economica, una bella casa, tanti figli. Dopo lunghe ricerche hanno trovato un appartamento nel Bramford - uno storico palazzo nel cuore di Manhattan, circondato da un alone di prestigio sociale ma anche da sinistre leggende - e di li a poco la loro vita sembra arrivare a una svolta: Guy ottiene una parte in un importante commedia e Rosemary resta finalmente incinta del primo figlio. Ma non tutto è destinato ad andare per il verso giusto. La gravidanza di Rosemary viene turbata da premonizioni e incubi notturni, da inspiegabili dolori addominali e strani incontri, e soprattutto dall'invadenza di due vicini, troppo premurosi per non risultare sospetti.

giovedì, novembre 10, 2016

Gocce d'inchiostro: Preda - Christopher Pike

Raramente leggo romanzi spaventosi. E le poche volte che lo faccio preferisco rifugiarmi in storie dalle venature fantasy o dai risvolti romantici. 
Questi sporadici momenti, simboleggiano una parte della mia anima coraggiosa e intraprendente. Una parte del mio essere che conferma come, la lettura di un romanzo non particolarmente leggero, non sempre si rivela inappropriato ai miei gusti personali. 
Questo è accaduto con Preda, merito innegabile dell’inconsueta e suggestiva copertina e di un titolo, che in poche ma essenziali parole, descrive appieno l'essenza del romanzo. Pozzo senza fondo che cela l'eterna oscurità dello spazio. Un'avventura vivida, vivace ed esplosiva la cui fiamma è un rosso ardente che ustiona.
Titolo: Preda
Autore: Christopher Pike
Prezzo: 16 €
Casa editrice: Mondadori
N° di pagine: 406 
Trama: Alisa ha l'aspetto di una diciottenne, ma è un vampiro nato cinquemila anni fa. Da allora la sua vita è una continua lotta contro l'istinto: nutrirsi ma non divorare, dissetarsi ma non uccidere. E soprattutto non svelare il proprio segreto, che non può condividere con nessuno, essendo l'ultimo vampiro sulla Terra. Almeno così credeva, prima che il capostipite della sua stirpe tornasse dalla tomba per ucciderla. Se vorrà sopravvivere, Alisa dovrà spezzare il sottile confine che separa l'umano dalla bestia, e stringersi tra le braccia di Ray, l'unico ragazzo in grado di aiutarla. Ray ha molte ragioni per temerla, ma l'attrazione che prova per lei è più forte della paura e lo spingerà oltre il limite, dove non è più possibile tornare indietro. Perché, come lui, Alisa è una preda, e se riuscirà a fuggire dal suo cacciatore non potrà farlo dalla sete che, sempre più fatale, la divora. Una storia terrificante e sensuale, che raccoglie in un unico volume i primi tre romanzi della serie "L'ultimo vampiro".
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