Ci sono letture brevi. Ma ci sono anche letture che nel loro essere coincise sono piuttosto intense. Il romanzo di cui rivolgo quest'oggi i miei pensieri rientra nella prima categoria, e, sebbene il mio giudizio non è propriamente entusiasta è stato nei miei pensieri per poco più di qualche ora. Una storia finisce e un'altra nasce. Un processo comune, odierno, oserei dire, che talvolta mi concede lunghe digressioni, per poi tornare al punto di partenza.
Questo piccolo libriccino non ha avuto per me un esito felice, con la sua triste storia di amori e affetti perduti e poi ritrovati, solidificati dal tempo e dalla memoria, mentre io sguazzo fra forme di vita più forti e straordinarie. La storia che si porta dentro l'autrice non possiede nulla di così trascendentale da considerarla memorabile, ma, nonostante tutto, rivelatasi una breve passeggiata nel mondo orientale che mi ha aspettata nell'onda incombente del tempo, e, disgraziatamente per me, infine, nell'oblio.
Titolo: Un'estate con la Strega dell'Ovest
Autore: Kaho Nashiki
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 12€
N°di pagine: 141
Trama: Mai ha tredici anni e non vuole più andare a scuola. La madre, preoccupata, decide di mandarla in campagna dalla nonna per un pó. La nonna è una signora inglese che è arrivata in Giappone e si è sposata con un giapponese, e sia Mai sia sua madre l'hanno soprannominata la "Strega dell'Ovest". Oltre alle marmellate di fragoline di bosco, la nonna insegnerà a Mai a riconoscere le erbe medicinali, iniziando così ad addestrarla come strega. Insegna anche a Mai che la cosa più importante che deve imparare è decidere per sé stessa, sviluppare la sua forza e la sua volontà di andare fino in fondo alla decisione che prende. Mai, in qualche modo più matura, fa ritorno nella nuova casa dei genitori, che nel frattempo hanno traslocato.

