E’ uno strano post
questo, in un giorno di festa come questo, che mi vide riporre queste poche
righe, bardandomi del mio bloc notes preferito e di una eccessiva dose di
intraprendenza, una lettrice come tante che ama inerpicarsi in lande desolate
che ancora non ho esplorato. Una pila di libri dai colori sgargianti, vivaci,
accesi, il miglior regalo per un amante delle parole, fanno i conti con
propositi irragionevoli di smaltire più libri possibili nel tempo più adatto. Una
pila come questa lascia presagire tante cose, sul mio animo appassionato e
coraggioso, sui motivi che mi hanno spinta a scrivere tutto questo. I miei
sentimenti rispetto a ciò che credevo qualche anno fa sono mutati del tutto, e
se sino all’anno scorso credevo che le TBR fossero una gigantesca perdita di
tempo quello che ho ottenuto partecipando a gruppi di lettura, ignorando
qualunque remora o pregiudizio, è che talvolta sono davvero utili, specie per
chi come me ama organizzarsi. Questo mio tentativo di approcciarmici, dunque,
era partito come vaga idea ad inizio anno. Chi possiede tanti libri e di tempo
a disposizione ne ha poco, organizzare un discreto numero di letture, essere
pronti, non vagando a tentoni, è una buona cosa, alleando gli innumerevoli
tentativi in cui quel romanzo avrebbe dovuto << chiamarmi >> prima.
Tutto questo per dire, che questo mese, questo giorno di festa, che non toglie niente ad altri, compongono un nuovo <<progetto >> di lettura. Ogni mese, sino a quando non incapperò in qualche ostacolo, stilerò una lista di quelle letture che seondo me saranno gli amici fidati più adatti per allietare il mese corrente. Se adempierò a questo scopo, raggiungerò questo obiettivo, questo non lo so. Ma, per il momento, vedremo come andrà…
Tutto questo per dire, che questo mese, questo giorno di festa, che non toglie niente ad altri, compongono un nuovo <<progetto >> di lettura. Ogni mese, sino a quando non incapperò in qualche ostacolo, stilerò una lista di quelle letture che seondo me saranno gli amici fidati più adatti per allietare il mese corrente. Se adempierò a questo scopo, raggiungerò questo obiettivo, questo non lo so. Ma, per il momento, vedremo come andrà…
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Primo fra questi, un romanzo che languisce sullo scaffale da qualche mese. Un autore che amo particolarmente, un opera che – secondo il parere di molti – è un capolavoro assoluto di letteratura inglese… sarà vero?!
Titolo: Gli
ambasciatori
Autori: Henry James
Casa editrice: Elliot
Prezzo: 22 €
N° di pagine: 568
Trama: Gli ambasciatori sono persone fidate che la signora Newsome, ricca possidente di Woollett, cittadina industriale del New England, spedisce a Parigi perché riportino a casa il figlio Chad, sospettato di sprecare il suo tempo in bagordi. Il primo di questi “ambasciatori” è Lambert Strether, cinquantenne di bella presenza, intelligente e interessato alla mano della signora Newsome. Giunto a Parigi, scopre che il vero motivo che trattiene Chad dal tornare è una relazione con Madame de Vionnet. Invece di vecchia Europa e della scoppiettante capitale francese, dimenticando del tutto il motivo del viaggio e mettendo in crisi non solo il ruolo di “ambasciatore”, ma il senso stesso del suo intero percorso esistenziale. Intanto la signora Newsome, non sapendo cosa pensare, invia uno dopo l’altro nuovi ambasciatori che, puntualmente, cadono a loro volta nella rete di fascinazioni del “beau monde”, rimanendone invischiati.
Autori: Henry James
Casa editrice: Elliot
Prezzo: 22 €
N° di pagine: 568
Trama: Gli ambasciatori sono persone fidate che la signora Newsome, ricca possidente di Woollett, cittadina industriale del New England, spedisce a Parigi perché riportino a casa il figlio Chad, sospettato di sprecare il suo tempo in bagordi. Il primo di questi “ambasciatori” è Lambert Strether, cinquantenne di bella presenza, intelligente e interessato alla mano della signora Newsome. Giunto a Parigi, scopre che il vero motivo che trattiene Chad dal tornare è una relazione con Madame de Vionnet. Invece di vecchia Europa e della scoppiettante capitale francese, dimenticando del tutto il motivo del viaggio e mettendo in crisi non solo il ruolo di “ambasciatore”, ma il senso stesso del suo intero percorso esistenziale. Intanto la signora Newsome, non sapendo cosa pensare, invia uno dopo l’altro nuovi ambasciatori che, puntualmente, cadono a loro volta nella rete di fascinazioni del “beau monde”, rimanendone invischiati.


