martedì, novembre 27, 2018

Gocce d'inchiostro: La donna del ritratto - Kate Morton

I romanzi della Morton mi piacciono perché rappresentano quegli scorci perfetti che illuminano l'animo di chiunque, un barlume di passato talmente concreto da poterlo toccare. E' stato dunque per l'ennesima volta che ho avvertito una malinconia strisciante, il senso di una ricerca destinata a rimanere insoddisfatta. Mi sono lasciata contagiare dalla libertà d'espressione o di agire di alcuni personaggi, e vi ho stretto un legame così saldo che terrò stretto a vita.
In un viaggio silenzioso che scandaglia presente e passato, come la corrente di un fiume che trascina con se un mucchio di speranze e desideri, pezzi di sogni o ricordi rubati, quest'ultima fatica della Morton è il ritratto di un mondo che potrebbe fungere da balsamo per l'anima di chiunque. Un buon modo per non restare soli, non spaventarsi ma vivere.

Titolo: La donna del ritratto
Autore: Kate Morton
Casa editrice. Sperling & Kupfker
Prezzo: 19, 90 €
N° di pagine: 478
Trama: Nell'estate del 1862, un gruppo di giovani artisti si riunisce a Birchwoos Manor, una grande casa nella campagna dell'Oxfordshire, quasi protetta dentro un'ansa del Tamigi. A guidare il gruppo è Edward Radcliffe, il più appassionato e promettente di loro, un ragazzo di vent'anni, che non conosce limiti. A lui è venuta l'idea di immergersi nella natura per i successivi trenta giorni, lontano dai condizionamenti di Londra e dalla sua formalissima society, per dare libero sfogo alla creatività. E invece, alla fine di quel mese, la tragedia ha stravolto le loro esistenze: una donna è stata uccisa, un'altra è sparita nel nulla e un prezioso gioiello è scomparso. Più di centocinquanta anni dopo, Eloide Winslow, una giovane archivista di Londra, scopre per caso una borsa di cuoio nella quale si trovano due oggetti che la colpiscono profondamente: la fotografia sbiadita di una bellissima giovane donna in abiti vittoriani e l'album da disegno di un artista. Nel quale spicca lo schizzo di una grande casa protetta dall'ansa di un fiume, che a Eloide pare stranamente famigliare. Quali segreti nascone Birchwood Manor? Chi è la ragazza? Per scoprirlo, Eloide dovrà seguire una voce fuori dal tempo, dimenticata dalla storia eppure testimone di tutto: Birdie Bell, la donna del ritratto.

domenica, novembre 25, 2018

Gocce d'inchiostro: Hotel silence - Audur Ava Olafsdottir

Il mondo forse non rimpiangerà la "morte" di quest'uomo. Uomo, in un certo senso, è una parolona. Se lo dovessi definire penso lo definirei uno spiritello a cui la vita e i dispiaceri in generale l'hanno ridotto in uno scricciolo. Un relitto che naviga sulla via dell'assurdo e di cui il fantasma del passato scorre lentamente dinanzi ai nostri occhi come un paesaggio desolato. E come un paesaggio desolato, l'autrice ci parla di questa storia con una certa delicatezza, quasi una carezza per l'anima, in cui i colori hanno scolorito il cielo, esattamente come un corpo che da tanto tempo non vede il sole.

Titolo: Hotel silence
Autore: Audur Ava Olafsdottir
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 18, 50 €
N° di pagine: 188
Trama: Jònas ha quarantanove anni e un talento speciale per riparare le cose. La sua vita, però, non è facile da sistemare: ha appena divorziato, la sua ex moglie gli ha rivelato che la loro amatissima figlia in realtà non è sua, e sua madre è smarrita nelle nebbie della demenza. Tutti i suoi punti di riferimento sono svaniti all'improvviso e Jònas non sa più chi è. Nemmeno il ritrovamento dei suoi diari di gioventù, pieni di appunti su formazioni nuvolose, corpi celesti e corpi di ragazze, lo aiuta; quel giovane che era oggi gli appare come un estraneo, tutta la sua esistenza una menzogna. Comincia a pensare al suicidio, studianto attentamente tutti i possibili sistemi e tutte le variabili, da uomo pratico qual è. Non vuole però che sia sua figlia a trovare il suo corpo, e decid di andare a morire all'estero. La scelta ricade su un paese appena uscito da una terribile guerra civile e ancora disseminato di edifici distrutti e mine antiuomo. Jònas prende una stanza nel remoto Hotel Silence, dove sbarca con un solo cambio di vestiti e la sua irrinunciabile cassetta degli attrezzi. Ma l'incontro con le persone del posto e le loro ferite, in particolare con i due giovanissimi gestori dell'albergo, un fratello e una sorella sopravvissuti alla distruzione, e con il silenzioso bambino di lei, fa slittare il suo progetto giorno dopo giorno ….

venerdì, novembre 23, 2018

Gocce d'inchiostro: Abbiamo sempre vissuto nel castello - Shirley Jackson

Mi sono comportata come dovevo, desideravo leggere il romanzo che fece di Shirley Jackson una figura di spicco nel panorama della letteratura contemporanea, e ora, finalmente, sono soddisfatta di averlo fatto. Soddisfatta certo, ma non entusiasta come speravo. La letteratura horror, intesa come lo stadio della vita in cui prevalgono ansie, paure, timori, perplessità in cui non accade nulla se non nella nostra testa. Ache questo, a mio avviso, ha sollevato un enorme polverone di franteindimenti. Fra me e la Jackson, naturalmente. Un'interpretazione tutta particolare, quasi surreale. E molti romanzi di questo tipo divengono, agli occhi di chi legge, motivo di grande interesse o cessazione di curiosità. Ora che ho letto anch'io questo romanzo posso finalmente dire di aver conosciuto quest'autrice, ufficialmente. Vivendo fuori dagli schemi, dalle regole o da qualcosa che mi ha tenuta in un certo senso lontana dalla società. Detto questo, eccomi qui davanti a una pagina bianca! Eccomi qui pronta a condividere con voi le miei più vivide impressioni su questa lettura. Cinque anni fa non credo l'avrei fatto. Ma da qualche tempo a questa parte, i romanzi dell'Adelphi sortiscono quasi sempre un certo effetto su di me.

Titolo: Abbiamo sempre vissuto nel castello
Autore: Shirley Jackson
Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 182
Trama: "A Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce", con questa dedica si apre "L'incendiaria" di Stephen King. E' infatti con toni sommessi e deliziosamente sardonici che la diciottenne Mary Katherine ci racconta della grande casa avita dove vive reclusa, in uno stato di idilliaca felicità, con la bellissima sorella Constance e uno zio invalido. Non ci sarebbe nulla di strano nella loro passione per i minuti riti quotidiani, la buona cucina e il giardinaggio, se non fosse che tutti gli altri membri della famiglia Blackwood sono morti avvelenati sei anni prima, seduti a tavola, proprio lì in sala da pranzo. E quando in tanta armonia irrompe l'Estraneo (nella persona del cugino Charles ), si snoda sotto i nostri occhi, con piccoli tocchi stregoneschi, una storia sottilmente perturbante che ha le ingannevoli caratteristiche formali di una commedia.

martedì, novembre 20, 2018

Gocce d'inchiostro: Storia di Asta - Jón Kalman Stefánsson

Di norma non leggo mai romanzi israeliani, così aperti al mondo, alcuni incomprensibili alcuni meravigliosamente romantici. Il romanzo di cui vi parlerò oggi mi ha dimostrato come certe "rivelazioni" possano racchiudere al suo interno dei piccoli gioiellini. Ci si abbandona completamente a un tempo breve in cui le cose si sistemano dal buco del cielo in modo da riempire quasi tutto lo scenario, e il lato oscuro - grigio splende su di noi al punto di farci sentire speciali. Renderci un tutt'uno con la storia che si legge. Il buio si aggiunge a una vita patetica e stupida, ed il silenzio ingoia ogni cosa tranciando ogni legame. Quel filo che si pensava fosse robusto, e che nessuna forza potrà riannodare.





Titolo: Storia di Asta
Autore: Jón Kalman Stefánsson
Casa editrice: Iperborea
Prezzo: 19,5o €
N° di pagine: 480
Trama: Reykjavik, primi anni Cinquanta. In un piccolo appartamento seminterrato Sigvaldi e Helga toccano il cielo con un dito abbandonandosi alla loro giovane e travolgente passione e decidono di chiamare la figlia Asta. Asta come una grande eroina della letteratura nordica, Asta perché ast in islandese vuol dire amore. Sedici anni dopo Asta scopre il sentimento di cui porta il nome in una fattoria negli aspri Fiordi Occidentali dove trascorre l'estate. Lo impara a conoscere dalla storia tormentata tra un uomo e una donna uniti dalla solitudine e divisi dalla dura vita contadina; lo impara a capire dalla vecchia Kristin che ogni tanto, al mattino, si sveglia in un'altra epoca del suo passato e può così rimediare ai rimpianti che le ha lasciato la vita; lo vive sulla propria pelle insieme a Josef, il ragazzo che le cambierà l'esistenza. Eppure sono tutte promesse di felicità non mantenute ad avvicendarsi in questa impetuosa storia famigliare, segnata per sempre dal giorno in cui Helga si rivela uno spirito troppo libero e assetato di emozioni per non ribellarsi alla soffocante routine domestica e abbandonare marito e figlie, lasciando Asta con un'inquietudine, un'ansia di fuga, una paura di seguire fino in fondo i propri sogni.


venerdì, novembre 16, 2018

Gocce d'inchiostro: L'idiota - Elif Batuman

C'è stata una certa staticità nelle fiacche vicende della giovane Selin, uniformità con la vita dell'autrice, un senso di fluidità nelle misurate scelte linguistiche, un grande amore per la letteratura - soprattutto quella russa -, un amore infelice e quasi illusorio. La storia di per sé non è poi così male; abbastanza accettabile da conferire scorrevolezza alla lettura. Abbastanza semplice da non creare confusione o smarrimento.
Quello che può condensare il mio poco entusiasmo in poche semplici parole, a mio avviso, penso si possa riassumere in una maniera. Senza orpelli, senza fronzolli. La bellezza di queste pagine, se così si può definire uno dei pochi pregi di questa lettura, è senza dubbio l'amore dell'autrice per la letteratura e la scrittura … ma nient'altro! Il resto è un quasi monologo sul senso della solitudine, sull'importanza di essere giovani e non sapere cosa si vuole effettivamente dalla vita, centellinati su ogni singolo gesto o movimento che compirà la protagonista. Una bella scrittura pulita, ma niente di più. E il romanzo della Batuman a questo proposito non lo considero qualcosa di malvagio, ma nemmeno quel racconto che io speravo di leggere, che mi ha poco convinta.


Titolo: L'idiota
Autore: Elif Batuman
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 21 €
N° di pagine: 432
Trama: Selin ha diciotto anni e grandi aspettative, ma non è una diciottenne come tutti, o almeno così crede. Lei è la ragazza prodigio che ha letto sempre un libro più degli altri, e pensa di aver già fatto ogni esperienza possibile attraverso le pagine dei romanzi che ama. Ma al primo anno di università scoprirà che purtroppo le persone non sono personaggi e forse le certezze dei libri non sono poi così certe. Scoprirà che l'amore è di essere un'idiota, come tutti. Nel 1995, mentre il mondo impara a usare le email e a comunicare via internet, Selin è una matricola a Harvard. Per lei comunicare, con o senza internet, è sempre stato un problema. Il suo rapporto con il mondo passa soltanto attraverso i romanzi: e così tutto della vita universitaria le pare assurdo. Il cavo Ethernet della connessione di dipertimento serve per impiccarsi? Se si compra tequila per la festa, come mai anche il sale? E perché nessuno si rende conto di desiderare solo ciò che non può avere? Quando però incontra Ivan tutto cambia. E per la prima volta capisce quanto è bizzarro e doloroso il desiderio e quanto è difficile ottenere ciò che si vuole davvero.
You can replace this text by going to "Layout" and then "Page Elements" section. Edit " About "
 

Sogni d'inchiostro Template by Ipietoon Cute Blog Design and Bukit Gambang