sabato, ottobre 04, 2025

Le TBR: richiami dell'anima 53°

 Ritengo di avere un certo intuito letterario, e le storie che vorrei vivere in questo decimo dell’anno confido possano non deludere le mie aspettative. Che sollievo, penso, ogni qualvolta mi imbatto nella lettura di romanzi di autori di cui ho potuto valicare i cieli celesti, qualche tempo fa, proprio come questi. Se il seme della lettura e della scrittura ha affondato sane radici sin da quando si è ancora nella tenera età e una discreta preparazione ne ha intensificato la pratica, sono certa che si possono ottenere dei buoni risultati.

I romanzi che desidero possano affiancarmi ad ottobre rientrano in una di questo tipo di "situazioni", come mi piace definire. E se in questo sabato di inizio ottobre mi trovo qui, a porre nero su bianco le mie vivide impressioni riguardanti ciò, evidentemente in passato è accaduto qualcosa del genere che, seppur ancora non definitivamente, ho compiuto quegli sforzi necessari per far si che certe storie potessero considerarsi tali. Idonei ad essere letti e riletti.

E voi, amici lettori? Cosa leggerete? Lasciatevi sedurre dalla magia e dal potere inebriante che celano le pagine dei libri. All'inizio, vi assicuro, vi lasceranno a bocca aperta. Gente che vedendo per la prima volta voi lettori arrancare, trascinarsi in un'unica realtà che ben presto diventerà anche loro, dubitando se il mondo in cui si è destinata a vivere ha qualcosa in confronto. Valicando una barriera invisibile che, circondati dall'entusiasmo, gli permetterà di arrivare ovunque.

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Una storia che ho vissuto, qualche tempo fa, ma che in una stretta di mano o in una semplice confessione, la semplicità con cui ha carpito anime che inducono a rileggere Orgoglio e pregiudizio e zombie come un modo per far comprendere la Eden e il suo amore austeniano.

Titolo: Una casa quasi perfetta

Autore: Emily Eden

Casa editrice: Elliot

Prezzo: 17, 50 €

N° di pagine: 245

Trama: L'autrice fu una appassionata seguace di Jane Austen e immaginò di scrivere dei romanzi laddove la grande scrittrice aveva concluso i suoi, ovvero dal racconto della vita di una coppia dopo il matrimonio. Come in "Orgoglio e pregiudizio", la storia inizia con un dialogo tra i genitori della protagonista, la dolce Helen Beaufort, che ha da poco sposato lo scapolo più ambito, Lord Teviot. Nonostante ci siano tutti i presupposti per un'unione ben riuscita - marito e moglie sono giovani, belli e facoltosi - i due dovranno affrontare gelosia, orgoglio e una serie di fraintendimenti che rischieranno di mandare a monte il matrimonio. Sullo sfondo di spettacolari tenute di campagna, tra cene eleganti, visite formali, lettere, dialoghi arguti e sottili considerazioni, l'autrice ha dato vita a un sofisticato intreccio psicologico dalla comicità ancora intatta, che ci insegna quanto sia difficile abituarsi alla vita coniugale nonostante l'amore.

giovedì, ottobre 02, 2025

Gocce d'inchiostro: La fortuna di Finch - Mazo De La Roche

Lasciai la mia camera alle otto in punto di un mattino di inizio giugno. Un cielo luminoso - che sembrava promettere qualcosa di speciale - e un sole spaventoso che si espanse tra banchi di nuvole e pioggia accompagnarono la mia avanzata lenta, e nel silenzio delle mie riflessioni potei sentire già la voce e ogni tanto le risate di una donna che, con poche informazioni al riguardo, mi ha contagiata col suo temperamento schivo, nel momento d'iniziazione alla sua vita. Tutto, estremamente profondo, con protagonisti intrappolati in un epoca e in un luogo in cui essere comune è più onorevole che essere qualcuno. Ombre che ho visto camminare distratte sul freddo cemento di una strada spoglia e polverosa, figure che nessuno riesce a notare e che gli sguardi non riescono a catturare.

Titolo: La fortuna di Finch

Autore: Mazo De La Roche

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 500

Trama: La cara vecchia Adeline se n’è andata, ma il suo spettro aleggia ancora nelle stanze di Jalna e le sue parole riecheggiano nei corridoi della tenuta; la sua ultima beffa, poi, è ancora sulla bocca di tutti. Finch ne è ben consapevole: il ventunesimo compleanno si avvicina, e con esso il momento in cui avrà accesso al patrimonio della nonna. La questione è spinosa, e il ricordo dello sconcerto dei suoi familiari all’apertura del testamento lo tormenta. Ma gli zii e i fratelli, nel tentativo di superare il malanimo, gli organizzano una grande festa di compleanno, al termine della quale il ragazzo sorprende tutti proponendo a Ernest e Nicholas un viaggio a proprie spese in Inghilterra, la madrepatria dei Whiteoak, la terra in cui tutto ha avuto inizio, dove si annidano vecchi ricordi e storie leggendarie che rendono quei luoghi noti anche ai membri più giovani della famiglia. Dopo la traversata in transatlantico, i tre si godono un breve soggiorno a Londra, dove Finch assaggia la libertà e si approccia a nuove prospettive sul mondo. Ma è a casa della zia Augusta, nella campagna del Devon, che lo attende la vera sorpresa: la cugina Sarah, orfana cresciuta dalla zia, raffinata e amante della musica, dalla quale si sente subito attratto e per la quale ben presto dovrà misurarsi con un avversario. Nel frattempo, in Canada, il piccolo Wakefield scopre la sua vena poetica e i rapporti tra Renny e Alayne prendono una direzione inaspettata. Al loro ritorno, Finch e gli zii troveranno una famiglia molto cambiata.

martedì, settembre 30, 2025

Romanzi su misura: Settembre

Una raccolta di risme racchiusi in delle finestre virtuali o visive, dall’aria luminosa, o vaporosa, quasi sempre mi conducono sulla soglia di una commedia realistica la cui ironia trasuda dalle pagine per la vivace spontaneità di alcune situazioni e di alcuni dialoghi. Come la rappresentazione scenica di un romanzo, ma anche sfondo di una sfilza di oggetti e situazioni simboliche, le letture che mi hanno affiancato in questo nono mese dell’anno hanno conferito una successione di tappe del cammino dei protagonisti, ma anche del mio, macchiati da una serie di esperienze che hanno imbrattato la mia anima, che appare come una figura misteriosa e imperscrutabile che vaga lungo la riva del necessario. Una lettrice come me, che legge e si ciba di parole come il fiato di tutta una vita, evidentemente non riesce a fare a meno dell’eco altisonante delle parole, e di cui le stesse finiscono poi per abbracciarla, circondarla come un’aura lucente. Ma da cui, mediante esse, può interpretare il modo in cui i loro autori hanno dipinto la realtà circostante, volte dipingendola con modestissimi acquerelli nascosti nella soffitta impolverata della loro anima. Interpretando così mediante parole questi ritratti, cercando di produrre sulla carta non tanto quello che vedo, quanto l'aura lucente in cui mi confino.

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Romanzi su misura in digitale:

Non spiccando per originalità quanto per le imperfezioni di cui inevitabilmente trascina, in un caleidoscopio di vicende a volte ripetitive in cui ogni cosa, persino la più brutta e misera, appare fatiscente e luminosa.

Valutazione d’inchiostro: 4

domenica, settembre 28, 2025

Sette gocce in sette giorni: romanzi vissuti in una settimana 7°

Quella vissuta fra le pagine di queste storie è stata una delle esperienze letterarie che di certo un lettore attento e scrupoloso dovrebbe serbare gelosamente nel cuore, interrotto soltanto dalle imposizioni della vita. La musica è motivo di grande orgoglio, atto simbolico che significa molte cose. È, prima di tutto, un alimento poetico per l’anima: arduo in certe occasioni, evocativa per altre, altri romanzi, altri autori.

Componente fondamentale che contraddistinguono quella particolare magia che ha a che fare con la melodia che scaturiscono certe storie, segno di individualità la cui tonalità si è prefissata diversa a dispetto di quella imboccata da altri autori. E, pur quanto semplici e non troppo impegnative, le loro storie hanno espugnato una certa analisi, attenta e dettagliata sull’individuo, il suo essere limitato e imperfetto in un mondo infinito, un funambolo che cammina lungo il sentiero insidioso della vita come un anima vagabonda lasciata sola nell’immensità del cosmo. L’assenza di suoni, il dramma di tanti e pochi, mi colpì come una cosa concreta, negativa, con una certa mancanza di rumore, col silenzio interrotto esclusivamente dal lieve fruscio delle pagine.

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Titolo: La libreria sulla collina

Autore: Alba Donati

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 17 €

N° di pagine: 200 

Trama: Un libro magico, che racconta un luogo magico, che esiste davvero. Una libreria microscopica in un paesino sperduto sulle colline toscane, ma portentosa come una scatola del tesoro. Dai bambini che entrano di corsa alle marmellate letterarie, da Emily Dickinson a Pia Pera, le giornate nella Libreria Sopra la Penna sono ricche di calore, di vite e storie, fili di parole che legano per sempre: una stanza piena di libri è l'infinito a portata di mano. Non è mai troppo tardi per realizzare un sogno. Nel dicembre 2019, Alba Donati decide di cambiare vita e aprire una libreria a Lucignana, poche case sull'Appennino lucchese. Lo fa grazie a un crowdfunding e al passaparola sui social. Da subito la libreria, una sorta di «cottage letterario» immerso nel verde, diventa un luogo di pellegrinaggio, di parole in comune, di incontri speciali. In questo diario che abbraccia sei mesi di vita della libreria – l'incendio che la distrugge dopo un mese dall'apertura, l'energia delle persone che la rimettono in piedi, la chiusura durante il lockdown, fino all'organizzazione di un festival letterario – c'è il racconto di una passione che è leva per sollevare il mondo. Con leggerezza e intelligenza, Alba Donati regala al lettore un'esperienza perfettamente in linea con la missione della sua libreria: mettere in pausa la frenesia delle nostre giornate, lasciarsi cullare dal conforto di piccoli gesti di cura, seguire il filo che unisce libro a libro, sentirsi parte di una comunità. Fare la libraia oggi significa anche ingegnarsi per far tornare i conti, leggere di notte, pensare lo spazio come un rifugio e un presidio culturale, raccogliere gli ordini a fine giornata come sassolini che indicano la strada. E in questa vita da libraia felice e resistente, nel suo senso di «casa», nelle sue scelte controcorrente, nella storia della sua famiglia di irriducibili, c'è tutta la caparbietà di cui sono capaci le donne, e insieme l'amore per le storie, quello di chi vuole farle conoscere e circolare. Questo è il libro che sognano tutti i lettori: le pagine che leggiamo si mescolano a ciò che ci accade come in un grande diorama aperto, perché le parole dei libri sono parte del nostro alfabeto. Venduto già in dieci paesi. Il caso letterario dell'ultima Fiera di Francoforte.

venerdì, settembre 26, 2025

Amori di carta: autori che non mi hanno mai deluso

L’altra mattina, in un momento di pura solitudine, tutt’a un tratto mi sono accorta che non ero più circondata dalle vecchie e ingrigite mura di casa mia, quanto mi trovavo in una terra avvolta quasi completamente dal silenzio. In una città in cui i volti vengono lavati ripetutamente, sporcati e imbrattati di sangue, zolfo, paura e polvere, ero circondata da figure che forse esistono solo nella mia testa ma che nel tempo hanno svolto un ruolo fondamentale. Come un sole spaventoso che si affacciava a malapena sull'orizzonte prima di affondare di nuovo. La solitudine rivestiva ogni cosa, mostrava un immagine talmente strana, originale, da darci l'impressione che il paesaggio sfoglio in cui mi trovo - con quel susseguirsi di corse a ostacoli, alberi frondosi e tappeti di neve che rivestono ogni cosa - assunse contorni sfocati e poco nitidi. Quante volte mi è capitato di vedere certi scenari? Eppure è in fondo a questa landa deserta che sguazzo inquieta come un pesciolino imprigionato in una vasca. L'aria che respiro non è più pesante e gelida. Perchè con la loro luminosa e potente luce, quelli che considero i miei autori preferiti hanno popolato la cittadella del mio cuore ma anche il mio spirito. Perchè grazie a loro non ho fatto alcuna fatica a prendere consapevolezza di cosa mi circondava. Lì, tutt'attorno, si vedeva solamente una porzione di cielo perfettamente vasta. Uno spiraglio di luce, nascosto nei cuori di chi vede, sente, diffondeva i suoi raggi pallidi come resti di memorie lontane. Stranamente tutto questo mi rassicura, mi sembrava del tutto naturale aggrapparmi ai miei autori preferiti: Philip Roth, Thomas Hardy, Zafon e tanti altri.Quello che mi sorprende maggiormente fu il non esserne mai rimasta delusa, se non insoddisfatta. Uno dei tanti io esistenti al mondo, in una delle tante dimensioni.

Un coro di voci bianche aveva emesso una melodia intensa e originale, con venature malinconiche, che ha avuto l'effetto di una barca d'oro su un fiume scuro, una profusione di armonie che ha trasfigurato su tutto, inoltrandomi in uno spazio freddo e silenzioso nel quale girano gli astri, fra un gioco di parole corte e spiegazzate, promesse di speranza sciolte e sbiadite.

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Elizabeth Jane Howard


La donna più stupefacente, che, quando parlava, ammaliava chiunque. E questo non fu poco. Lei che non sapeva nemmeno chi fosse e per quale motivo si trovasse al mondo, lei che aveva cercato nella letteratura quel magnifico conforto che egregiamente conferiscono le pagine bianche di un romanzo. Ed è da qui che si può definire la sua rinascita. O, meglio, la sua nascita. Il suo stare nel mondo, giorno dopo giorno così soffocante, insopportabile. 

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