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martedì, agosto 18, 2026

Gocce d'inchiostro: Company parade - Margaret Storm Jameson

Quando si vive e si cresce in un contesto storico che inevitabilmente ti cambia, ti fa maturare, invecchiare, porsi delle domande che oscillano continuamente fra il buono e il giusto, esso influenza te e tutto ciò che ti circonda. Il passato lascia un impronta, una traccia di impurità, crudeltà, errore, e per spiegarne le motivazioni della nostra esistenza non c'è altra ragione che vivere. Niente a che vedere col temperamento. Nulla a che fare con la grazia o la redenzione. È insita in ognuno di noi. Essa esiste prima di noi. 
La recensione che prevede il post di oggi, comprende l'incomprensione, una frustrata di spiegazioni e incomprensioni, ma, soprattutto, esplica come l'atto dell'essere liberi è uno scherzo crudele a cui non crede nessuno. Company Parade è la rappresentazione perfetta di una fantasia pura e terrificante. Uno spaccato sociale che è in netto contrasto alle ideologie romantiche della Howard, i cui personaggi sono combattenti che alienano nient'altro che di fuoriuscire dall'ineluttabilità della guerra. Assieme a questo, ovviamente, un amore profondo e cocente per la scrittura, valvola di sfogo o di rivolta contro gli ideali raggiunti. Come un credo religioso. 
Non c'è abbastanza crudeltà per chi si avvale di una certa supremazia, e neppure sufficiente calma. Tutto quello che esplica questo romanzo, le dissolutezze, le depravazioni, i piaceri più efferati, sono qui estremamente incisi su carta, maniacalmente descritti, poiché la Guerra esiste, è esistita e sempre esisterà. 

Titolo: Company Parade
Autore: Margaret Storm Jameson
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18 €
N°di pagine: 403
Trama: Nel 1918 la giovane Hervey Russell si trasferisce a Londra lasciandosi alle spalle il marito, ufficiale di terra dell'Air Force impiegato a Canterbury, e il figlio piccolo, che viene affidato alle cure di una nutrice. Hervey è forte e vulnerabile al tempo stesso, a muoverla è la voglia di affermarsi, ma anche il desiderio di dare al figlio le migliori condizioni di vita. Viene assunta come assistente copywriter presso un agenzia pubblicitaria, dove lavora per David Renn, solitario e disilluso veterano di guerra; ha due amici storici, Philip e T. S, due ex soldati che hanno in mente di dare vita a un nuovo giornale; Philip è innamorato dell'amica mentre T. S. è sposato con Evelyn Lamb, direttrice e editor del << London Review >>. Mentre scopre la vivace scena culturale londinese, popolata da scrittori presuntuosi, intellettuali salottieri e spregiudicati uomini d'affari, Hervey è tormentata dalle sue vicende sentimentali. Il rapporto con il marito Penn non è affatto semplice: Hervey non è più innamorata di lui e ha una relazione con 'l' americano'. Dal canto suo, anche Penn tradisce la moglie con la giovane Len Hammond, e la scoperta da parte di Hervey della relazione del marito accresce i problemi nella coppia. Il mondo va avanti, ma la guerra ha lasciato un segno indelebile nelle vite di tutti e ognuno, guardandosi dentro, non può fare a meno di scontrarsi con un grande buio. 

domenica, agosto 16, 2026

Lisa Simpson books

Ho trascorso la mia vita leggendo fiabe infinite di amori interminabili. Intramontabili, rassicuranti, passionali, capaci di offuscare giornate perennemente grigie, sfolgorando e sfavillando il mio cuore come una dolce litania. Impennate amorose, spaventose ossessioni e possessioni, promesse ad una libertà che vengono messe alla prova prima o poi hanno dato forma a un graziosissimo disegno, un motivo memorabile ricco di sogni e fantasticherie. Così intenso che potrebbe diventare velenoso, causando talvolta una grande infelicità da cui tuttavia ho ricavato un certo conforto. Come per me, anche per Lisa Simpson, figura illustre di una delle famiglie americane più amate nell’ultimo secolo, i libri, la letteratura hanno cucito due lembi rossi che strisciavano l'uno verso l'altro, come due amanti in preda a una forza d'attrazione superiore, riempito il suo animo di una meravigliosa melodia, sentimenti che non hanno mai avuto una sua collocazione precisa. Stracci di un anima sognatrice e romantica, derivati dal nulla. Formati ruotando attorno al niente, come nuvole bianche che vagano nel cielo. E quest’oggi, questo nostro inconsapevole incontro,

mi ha spinta a varcare la soglia del suo mondo. Facendovi parte, e cogliendo l’essenza di ogni cosa, nella redenzion o nella beatitudine eterna, redimendo a suo modo la sua famiglia da peccati inflitti alle loro povere membra perrchè dettati da stoltezza, irrazionalità, raggiungimento di forme di libertà che pur quanto immaginifiche, evidenzia come in tutto questo vi è ancora spazio per la compassione, il conforto, la comprensione..

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Titolo: Anne di Green Gables

Autore: Lucy Moud Montgomery

Casa editrice: Oscar Vault

Prezzo: 28 €

N° di pagine: 816

Trama: È dura per Matthew e Marilla, fratello e sorella di mezza età, gestire una fattoria sull'Isola del Principe Edoardo, in Canada. Così decidono di adottare un orfano che li aiuti nel lavoro dei campi ma al posto di un robusto ragazzo l'istituto invia loro una gracile ragazzina dai capelli rossi. Inizia così la vita di Anne a Green Gables, al centro di una serie amatissima di romanzi che la accompagneranno dall'infanzia fino all'età adulta.

sabato, agosto 08, 2026

Rory Gilmore's books 3°

Ogni volta che siedo alla scrivani per redigere l’ennesima lista di libri, questa volta però relativa a quei romanzi, quei 339 che io e Rory Gilmore abbiamo letto, immancabilmente penso che quello della letteratura è un'arte in cui si possono raccogliere tutte le ossa che si vuole, costruire la parte più splendida di un mondo fosco e tetro, comporre una melodia che produca qualcosa di vivo.

Una storia che, in un certo senso, non appartiene a questo mondo e che mediante un battesimo magico, riesce a mettere in contatto questo mondo con quello dell'altro. Coi romanzi di cui avrò il piacere di parlarvi oggi, di mostrarvi, non ho potuto fare a meno di pormi questo tipo di riflessione. Dovuta da una speciale predisposizione a scuotere e a scricchiolare nella mia anima, come tanti altri in precedenza. Planando lentamente fra le stanze polverose della mia coscienza, dopo una sfilza di letture di vario tipo, popolando le mie nottate miti. Le mie e quelle di Rory :p

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Titolo: Fahreneit 451

Autore: Ray Bradbhuri

Casa editrice: Oscar Mondadori

Prezzo:12, 50 €

N° di pagine: 180

Trama: Morgan fa il pompiere in un mondo in cui ai pompieri non è richiesto di spegnere gli incendi, ma di accenderli: armati di lanciafiamme, fanno irruzione nelle case dei sovversivi che conservano libri e li bruciano. Così vuole fa legge. Montag però non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi, una moglie che gli è indifferente e un lavoro di routine. Finché, dall'incontro con una ragazza sconosciuta, inizia per lui la scoperta di un sentimento e di una vita diversa, un mondo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della imperante società tecnologica.

martedì, luglio 07, 2026

Rory Gilmore's books 2°

Nel momento in cui mi chiedono di abbracciare qualche sfida di lettura, il mio temperamento forte e coraggioso non ci pensa due volte a spingermi fra i pericoli più avversi. Accomiatarsi dalla mia casa, dal mio luogo natio, mediante un’impennata, l’ennesima, folle o razionale, che avrebbe brillato sullo sfondo con prepotenza e impetuosità, quella inconsueta felicità che avrei apprezzato così a fondo, sottolineando come dal sacrificio ne derivano tante cose. Una ragazza come tante altre, una mia coetanea, con la sua indimenticabile storia, quando ero adolescente, assieme a sua mamma e alla sua passione sconfinata per i libri, aveva avuto il potere di farmi sentire l'ebbrezza di sentimenti forti e intensi, rendendomi partecipe alla bellezza di un film proiettato sulle pagine, comune ma appassionante, che, invece di resistergli mi costrinse ad abbandonarmi completamente ad esso.

Ero rimasta incastrata nel momento culminante. E sapevo che, se mi fossi inoltrata sempre più a fondo, non avrei più potuto fare ritorno. Ma quando si è trattenuti da qualcosa di sconosciuto, bello e inspiegabile nulla ha più importanza se non rimanerne saldi.

Forse ero in balia di un sogno? Un sogno benefico e tranquillo? Eppure ogni cosa sembrava reale. Anche Rory Gilmore amava intensamente i libri. Lei mi avrebbe capito. E il suo amore per la parola scritta sarebbe perpetuato nel tempo, fino a divenire così fastidiosissimo da divorarla da dentro, lasciandola struggere per qualcosa che non ha mai avuto eppure desidera ardentemente. La sua anima perennemente in fuga da qualcosa è sfuggita alla mia comprensione. Non ha detto molto. Era quasi del tutto vuota, inappagata. Eppure i libri, la parola scritta avrebbero lenito, curato ogni cosa. In questa seconda parte, quei romanzi della celebre sfida dei libri di Rory che, nel tempo, ho letto e vissuto anche io.

Pagine bianche in cui sono stata marchiata come un segno indelebile. Sorpresa nello scoprire come i miei sentimenti, così lenti e noiosi, esposti ai venti della vita, dessero quell'impressione di stranezza che pareva regnare non solo nel cuore di Rory, ma anche nel mio.

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Titolo: Canto di Natale

Autore: Charles Dickens

Prezzo: 10 €

Casa editrice: Feltrinelli

N° di pagine: 180

Trama: Nella fredda notte che annuncia il Natale, il vecchio Scrooge, visitato dal fantasma del suo vecchio socio in affari, si trova a compiere un viaggio nel passato, nel presente e nel futuro della sua miserevole vita. Solo messo di fronte a se stesso Scrooge imparerà il valore della solidarietà. Questa è la celeberrima trama di una delle storie più raccontate e rivisitate dal cinema e dalla letteratura mondiale. Il classico di Dickens, presentato nella sua veste originale, riesce ad affascinare come sempre, e rievoca magicamente lo spirito natalizio.

venerdì, giugno 05, 2026

Rory Gilmore's books

Ho sempre attribuito ai libri, a queste semplici risme di carta, un’amore  intenso, appassionato e travolgente. Nel tempo, ancora impegnato a sanare le ferite del passato, legata come due fili ad anime che effettivamente non mi appartengono ne tantomeno mi sono appartenute, ma marchiata nel profondo, perdendo la testa per qualcosa che non tutti riescono a comprendere, figurarsi amare. Da sempre ho agognato vivere frai libri, sfuggendo dalla monotonia del giorno, impazzendo per la natura fredda, distaccata e imperscrutabile di esseri così insensibili e inavvicinabili, in un miscuglio di donna potenzialmente contaminata da questa sferzata di possessività e ossessione?

Eppure, come altri lettori, prima di me, quando nacque questo amore intenso per la pagina scritta non nè ricordo le motivazioni, ma le sue emozioni. Ciò che una pagina colorata mi diede, forma e colore, tenendomi stretta al loro abbraccio forte e caldo, consumandomi da dentro, fino a farmi rinascere.

Anche Rory Gilmore ha colto, dai libri, scaturire quella melodia che è scivolata nei ricordi luminosi della sua memoria. La madre, giovanissima, arrestata ad una stazione di cui resterà impelagata per qualche tempo, diverrà il centro del suo universo, a cui affinacherà il piacere di vivere di lettura e scrittura come cogliendo immagini che, al di là di ogni significato si staccano dallo sfondo, come un sogno. Possiedono una bellezza straordinaria, una semplicità assoluta e originale. Ho seguito con passione le vicissitudini di queste giovani ragazze americane, specialmente quando ero più giovane, dopo aver studiato, sfornati dal genio intellettivo di una donna che, inconsapevolmente o no, lasciò una traccia, un segno nella sabbia del tempo. Specialmente nei cuori dei più giovani, di quei lettori che, divorando avidamente un libro dopo un’altro, hanno seguito di pari passo Rory e le sue impennate letterarie tentando di stare al suo passo o avvicinarle, anche se di poco. Leggendo tanto e avendo già accumulato un discreto numero di letture, ecco la mia di lista di romanzi che ci accomuna. Molti di questi ancora da scoprire, vivere, altri che hanno rischiarato le tenebre del mio inconscio. Ispezionando nuovi mondi; osservando galleggiare nuove immagini come miraggi sull'acqua.


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Titolo: Alice nel paese delle meraviglie

Autore: Lewis Carrol

Casa editrice: Feltrinelli

Prezzo: 8 €

N° di pagine: 222

Trama: «Si può leggere di primo acchito, senza pause, o comunque indifferenti alle interruzioni; poiché da qualsiasi punto si ricominci la lettura, è come riprendere la storia da un punto fermo, senza nessi da ricordare con quanto precede. Ogni pagina è un inizio: per l'episodio che segue, per il personaggio che viene introdotto, per la situazione in cui Alice si trova. [...] L'invito al lettore è di seguire Alice nel suo viaggio fantasioso così come le piccole Liddell l'hanno seguito in barca, lungo il Tamigi, il 4 luglio del 1865. Rinunciare a cercare troppo astrusi significati ha un grande effetto liberatorio; alla luce di quello che ancora una volta il saggio Re di Quadri sentenzia nell'ultimo capitolo: "Se non c'è nessun significato... questo, sapete, ci risparmia un mondo di guai, perché non abbiamo più bisogno di cercarne uno".» (dalla Prefazione di Luigi Lunari).

giovedì, ottobre 02, 2025

Gocce d'inchiostro: La fortuna di Finch - Mazo De La Roche

Lasciai la mia camera alle otto in punto di un mattino di inizio giugno. Un cielo luminoso - che sembrava promettere qualcosa di speciale - e un sole spaventoso che si espanse tra banchi di nuvole e pioggia accompagnarono la mia avanzata lenta, e nel silenzio delle mie riflessioni potei sentire già la voce e ogni tanto le risate di una donna che, con poche informazioni al riguardo, mi ha contagiata col suo temperamento schivo, nel momento d'iniziazione alla sua vita. Tutto, estremamente profondo, con protagonisti intrappolati in un epoca e in un luogo in cui essere comune è più onorevole che essere qualcuno. Ombre che ho visto camminare distratte sul freddo cemento di una strada spoglia e polverosa, figure che nessuno riesce a notare e che gli sguardi non riescono a catturare.

Titolo: La fortuna di Finch

Autore: Mazo De La Roche

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 500

Trama: La cara vecchia Adeline se n’è andata, ma il suo spettro aleggia ancora nelle stanze di Jalna e le sue parole riecheggiano nei corridoi della tenuta; la sua ultima beffa, poi, è ancora sulla bocca di tutti. Finch ne è ben consapevole: il ventunesimo compleanno si avvicina, e con esso il momento in cui avrà accesso al patrimonio della nonna. La questione è spinosa, e il ricordo dello sconcerto dei suoi familiari all’apertura del testamento lo tormenta. Ma gli zii e i fratelli, nel tentativo di superare il malanimo, gli organizzano una grande festa di compleanno, al termine della quale il ragazzo sorprende tutti proponendo a Ernest e Nicholas un viaggio a proprie spese in Inghilterra, la madrepatria dei Whiteoak, la terra in cui tutto ha avuto inizio, dove si annidano vecchi ricordi e storie leggendarie che rendono quei luoghi noti anche ai membri più giovani della famiglia. Dopo la traversata in transatlantico, i tre si godono un breve soggiorno a Londra, dove Finch assaggia la libertà e si approccia a nuove prospettive sul mondo. Ma è a casa della zia Augusta, nella campagna del Devon, che lo attende la vera sorpresa: la cugina Sarah, orfana cresciuta dalla zia, raffinata e amante della musica, dalla quale si sente subito attratto e per la quale ben presto dovrà misurarsi con un avversario. Nel frattempo, in Canada, il piccolo Wakefield scopre la sua vena poetica e i rapporti tra Renny e Alayne prendono una direzione inaspettata. Al loro ritorno, Finch e gli zii troveranno una famiglia molto cambiata.

venerdì, novembre 19, 2021

Gocce d'inchiostro: Il ladro di corpi - Anne Rice

Altro giro, altra lettura. Il mio percorso con Anne Rice prosegue imperterrito verso una strada di cui francamente non ho idea di cosa aspettarmi, e sebbene anche questa lettura sia conclusa la << cerimonia >>era appena iniziata. Tornai nel santuario magico della mia camera e mi chiesi i motivi per cui questa storia fosse giunta adesso. Come l’ho scoperta? Per caso, ma tendenzialmente restia ad immergermi in uno scenario in cui da adolescente lessi, vissi, respirari innumerevoli volte. No, non potevo. Ma come ogni cosa nella vita, se io e la Rice non ci fossimo incontrate non ci sarebbe stato quel momento proprizio per sedersi qui, alla scrivani, e scrivere di lei e dei suoi figli della notte. Anche loro zeppi di segreti, inavvicinabili, intraprendenti, proiettati in un terreno sterile, macchiati di impurità attraverso cui ho osservato la luminescenza di una città che è l’essenza stessa del mondo moderno, così dimenticato e assolutamente terrificante, un grande vuoto in mezzo a vecchi edifici pittoreschi. Qualcosa di straordinario stava per accadere. Cosa, non avrei saputo dirlo, ed essere l’interprete di questi saggi barbari era divenuto qualcosa di assoluto, necessario.

Titolo: Il ladro di corpi
Autore: Anne Rice
Casa editrice: Tea
Prezzo: 6,90 €
N° di pagine: 479
Trama: È la solitudine ,la “maledizione” che si impradonisce di Lestat, il vampiro immortale, il principe incontrastato del tenebroso universo dei morti viventi. Lestat avverte dolorosamente la “maledizione” della sua solitudine e desidera rinascere come mortale liberandosi quindi del suo corpo di “non – morto “ e impadronendosi di un corpo “vivo”. Intraprende così un viaggio che lo porterà da Miami al deserto del Gobi, da Amsterdam alla giungla amazzonica, fino all’incontro cruciale con l’unico uomo che può soddisfare il suo desiderio, Raglan James, il Ladro di Corpi. Più sinistro e malvagio di un demone, il Ladro di Corpi si impadronisce con l’inganno del corpo vampiresco di Lestat.

domenica, novembre 07, 2021

Le TBR richiami dell'anima 7°

 I primi giorni di un nuovo mese, chiunque si attardasse a risiedere in questo salotto letterario per più di qualche minuto, si accorgerebbe che di libri, pile svettanti e colorate toccano soffitti bianchi e impolverati dovuto da voglie fervide e insaziabili: una lettrice come me che ama cibarsi di storie come se non ci fosse un domani non potrà mai sentirsi soddisfatta. Di libri ce ne sono sempre tantissimi, di tempo troppo poco. A molti miei coetanei la consapevolezza che ci si inoltra in una strada da cui non se ne vede l’uscita è motivo di panico, quasi sbalordimento. Per quanto mi riguarda, sono sempre stata una lettrice coraggiosa e determinata. Voglio dire, che quando abbraccio un romanzo non mi spaventa l’idea che potrei restarne orfana o che la pila dell’ennesima TBR stia per diminuire esponenzialmente. 

Divorare libri su libri equivale a comprarne di nuovi … ma questo non è il momento. Perlomeno per qualche mese. Adesso è tempo di pensare a quelle letture che ho deciso mi accompagneranno in questo undicesimo mese dell’anno, mentre l’inverno fa ingresso nella sala d’aspetto di un santuario magico e profumato. A bella vista, l’immancabile promemoria: riuscirò a leggerli tutti? E anche se così non dovesse essere, poco importa. È motivo di grande soddisfazione e contentezza il solo proposito di parlare di libri con chi comprende cosa vuol dire vivere di libri. Beneficio per la mia anima semplice ma appassionata.

sabato, ottobre 17, 2020

Gocce d'inchiostro: Middlegame - Seanan McGuire

Ci sono romanzi che si dimostrano poi come apparentemente si palesano: oscuri, misteriosi, magici, che promettono grandi cose e risucchiano chi legge in posti di straordinaria bellezza posseduti da qualche entità o elemento negativo con due o tre rivelazioni o cliffenger. Seanan McGuire ha scritto un romanzo apparentemente dedico ad un pubblico giovane ma maturo e attento, che mi ha entusiasmata sin dal primo momento in cui lo vidi e irretì completamente i miei sensi nel momento in cui decisi di leggerlo. Ho fatto tappa in un luogo apparentemente simile al nostro ma in cui ci si affanna a comprendere qualcosa che solo l’alchimia, l’astronomia, il linguaggio, la logica possono arrestare. Perché solo così sarà possibile riscrivere il mondo come una storia dentro un’altra storia. Infondendo vita a discipline morenti, forgiando quei giusti elementi che avrebbero dovuto affinare la sua coesione. Minuziosa e talvolta drastica, ha reso Middlegame un fantasy originale, avvincente, macchinoso e misterioso che tratta temi con una specie di quieta freddezza, un po' sgomenta ma anche grata dell’aver accettato di cogliere questa stessa sfida che l’autrice mi ha posto e a cui mi sono lasciata andare ascoltando, dando nulla per scontato a qualcosa che non concede nemmeno un attimo di respiro.

Titolo: Middlegame
Autore: Seanan McGuire
Casa editrice: Oscar Mondadori
Prezzo: 22 €
N° di pagine: 528
Trama: Ecco Roger. Ha un vero dono per le parole, comprende istintivamente ogni linguaggio e sa che è il potere delle storie a regolare i meccanismi dell’universo. Ed ecco Dodger. È la sorella di Roger, la sua gemella per la precisione. Anche lei ha un dono, per i numeri: sono il suo mondo, la sua ossessione, il suo tutto. Qualunque cosa le si presenti alla mente, Dogdger la elabora con il potere della matematica. I due fratelli non sono propriamente umani, anche se non lo sanno. Non sono neanche propriamente divini. Non del tutto … non ancora. E poi c’è Reed, esperto alchimista, come la sua progenitrice. È stato lui a dare vita ai gemelli. Non si potrebbe definirlo il loro “padre”. Non proprio. Ma come tutti i genitori, per i due ragazzi ha un piano ambizioso: far si che raggiungano il potere assoluto, e poi reclamarlo per sé. Diventare “dèi in Terra” è una cosa possibile. Pregate soltanto che non accada.

martedì, ottobre 13, 2020

Gocce d'inchiostro: La saga dei Cazalet. Confusione - Elizabeth Jane Howard

Niente esperienze spiacevoli, niente incontri da cui uscirne colmi di rammarico o rimorso, e a ben vedere i romanzi che costellano la mia strapiena libreria fungono da testimonianza. Che si tratti di una cosa ovvia o meno perché sono diversi e numerosi è un dato di fatto, che non pongono alcun limite alla mia sete di conoscenza, al mio amore incommensurabile per Elizabeth Jane Howard, che non pone quesiti o situazioni bizzarre o inconcepibili con cui è stato davvero impossibile non impersonare quel carosello di personaggi che, in una manciata di pagine, erano divenute persone, attraverso il quale ho potuto << toccare >> le loro fragili anime. D’altro canto, classificare come memorabili un qualsiasi viaggio spericolato e indimenticabile con questa autrice è davvero riduttivo. Sincere e disarmanti, tratta tematiche non propriamente accoglienti ma realistiche e solidali in cui è stato davvero impossibile non personificare, squarci di anime distaccate ma non incomprensibili, assolte con competenza e raffinatezza. E Confusione non possiede nulla di nuovo dai suoi predecessori, sennonchè fra me e questa storia la scintilla di reciprocità divampò, e fu proprio il prezzo che dovetti pagare per sfruttare queste ore di letture rubate dalle soglie del tempo.


Titolo: Confusione
Autore: Elizabeth Jane Howard
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18, 50 €
N° di pagine: 526
Trama: Archiviata ormai da tempo la leggerezza dei primi anni e terminata finalmente anche la lunga attesa che ne è seguita, assistiamo finalmente all’ingresso nel mondo delle giovani Cazalet. La fine della guerra, ormai prossima, sta per aprire le porte a un mondo nuovo, più moderno e con inedite libertà, soprattutto per le donne. E infatti Louise, Clary, Polly e Nora si avvieranno su strade disperate, tutte sospese tra la vecchia morale vittoriana del sacrificio e un costume nuovo, più libero, in cui le donne lavorano e vivono a testa alta, senza troppe complicazioni, la loro vita amorosa e sessuale.

giovedì, dicembre 12, 2019

Gocce d'inchiostro: Rosamund. La famiglia Audrey, volume 3 - Rebecca West

Con un senso di avvilimento ho tirato fuori dal mio Kobo l’ultimo volume di questa saga: eccolo con la sua copertina color nocciola, proprio come è luminosa e antica la sua provenienza. La storia poi non sarebbe stata così differente ai volumi precedenti, di cui non ho potuto sottrarmi, se questo terzo e ultimo volume decreta la fine di un viaggio bello ma non esaltante. Non ho potuto fare a meno di precipitarmi e fiondarmi fra le pagine di Rosamund, ma mi sono aggrappata alla forte convinzione e speranza che mi avesse tirata un po’ troppo fuori da ciò che avevo visto nei volumi precedenti; in cuor mio immaginavo di dover aspettare qualcosa del genere, ma ci sarebbe stato ancora tempo. Grande confusione, un andirivieni fra presente e passato, il tutto che si svolse in pochi dialoghi, eccessive descrizioni, con il quale sono stata in compagnia di quelle figure distorte e dilaniate che mi avevano tenuto in compagnia la scorsa settimana. Riflettendoci, quella della West non è una saga famigliare particolarmente bella, indimenticabile, emozionante. Eppure non farsi trascinare dagli eventi è stato davvero impossibile, confutare quei momenti in cui mi ritrovai sola con la sua creatrice fin quando le nostre anime si fusero in un unico essere.

Titolo: Rosamund. La famiglia Audrey, volume 3
Autore: Rebecca West
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 20 €
N° di pagine: 380
Trama: Gli scintillanti anni Venti sono arrivati. La povertà dell’infanzia è solo un ricordo per le gemelle Aubrey: ormai sono due pianiste famose, girano l’America soggiornando negli alberghi più esclusivi, vengono accolte come star alle feste d’elite, dove lo champagne scorre a fiumi e gli invitati sono ricchi, affascinanti e privilegiati. Eppure c’è uno strato di malinconia ad ammantare il successo: il ricordo della mamma e dell’adorato fratello torna spesso a fare loro visita. Un’altra brutta sorpresa è in arrivo: la cugina Rosamund sposerà un uomo che non la merita. Ma il capitolo mariti è solo all’inizio: anche Rose troverà finalmente l’amore, la più deliziosa delle scoperte.

sabato, novembre 30, 2019

Nient'altro che libri e fiocchi di neve 1°


Si sa, il Natale, persino mentre scrivo questa parola, è l’avvento di una delle festività più belle che ci siano. Anno dopo anno, non nascondo, che me ne innamoro sempre di più, ed è talmente bello sentire l’atmosfera natalizia: le luci sfavillanti e scintillanti illuminare viali lunghi e alberati, la neve che condensata in piccoli fiocchi si deposita nel palmo di una mano, gli alberi grandi e svettanti ricchi di addobbi e regali. Attira tanta gente il Natale, e come loro anche me, che da sempre lo sogno magico e indimenticabile come quello della famiglia McCallister dopo che ritrovano il figlio scomparso. Non soltanto i regali, l’avvento di Babbo Natale e le sue vecchie renne, ma la magia, l’aura di misticismo e surrealismo che si  deposita, nella notte del 24 dicembre.
Il post di quest’oggi, tuttavia, non vuole presumere o divulgare le mie idee in proposito, bensì consigliare, persino a me stessa, quale tipo di lettura è più adatta in questo periodo. Con trame di tutto punto, copertine che ritraggono paesaggi innevati o con stelle natalizie, pronti ad essere accolti da un numero discreto di lettori che potrebbero poi divenire memorabili nel tempo. Una volta che si prova a leggerne anche uno solo, ci si prende gusto. Dio, come se no!
E dopo oltre un centinaio di recensioni, riepiloghi mensili, autori preferiti, la mia voce nel bel mezzo di tante altre desidera conferire un chè di natalizio a questo piccolo angolo virtuale. Come? Oh, proprio portandovi nel cuore del Natale. Dentro fino al collo, per un mesetto circa.
E stregata da tutto questo, quale miglior modo se non leggere di Natale e di eventi che accadranno esclusivamente in questo periodo in romanzi di cui non ne conoscevo nemmeno l’esistenza.
Non perdiamo allora altro tempo, e carta e penna alla mano non abbiamo bisogno di altro. Non preoccupatevi! 
Muoio dalla voglia di sapere cosa invece leggerete voi, cari amici! Nel frattempo, spero di riuscire nel mio intento e, in questi ultimi giorni, tenervi impegnati con le recensioni di alcuni di questi romanzi J



Titolo: La leggenda della rosa di Natale
Autore: Selma Lagerlof
Casa editrice: Iperborea
Prezzo: 15 €
N° di pagine: 128
Trama: Una foresta innevata che si trasforma a Natale in un meraviglioso giardino, impervie montagne che rivelano miniere d’argento, schiere d’anime perdute che penano tra i ghiacci eterni, accudite da una vecchietta abbandonata che non si rassegna alla solitudine: è la Svezia delle antiche fiabe che rivive in questi racconti di Selma Lagerlof, quella dei miti e delle leggende, delle storie tramandate al lume di candela nelle lunghe notti nordiche. Ma come nei suoi grandi romanzi, lo sfondo fantastico serve a raccontare i desideri, le passioni, le grandi domande morali. La fede nella bellezza di un vecchio abate che fa nascere un fiore nel buio inverno del Nord, la giovane che perde il suo amore in mare e trova nei sogni come riportarlo in vita, il violinista presuntuoso che impara l’umiltà dalla musica di un ruscello. Dietro un’apparente semplicità emerge una sottile indagine dell’animo umano: non c’è mai un “vissero felici e contenti” nelle sue storie, ma il lieto fine è segnato da una redenzione, l’accettazione di un limite, il superamento di una paura, una ritrovata fiducia nella fantasia. E quasi sempre il “miracolo” avviene attraverso un racconto nel racconto, quell’inesauribile potere dell’immaginazione di far vedere la realtà con altri occhi o di ricrearla, di trasformare uno scrigno nascosto nel tesoro dell’imperatrice Maria Teresa, e di insegnare a re Gustavo come il valore degli uomini superi ogni ricchezza.

domenica, novembre 24, 2019

Gocce d'inchiostro: Il lungo sguardo - Elizabeth Jane Howard

L'ho già fatto. Questo 2019 mi ha vista completamente immersa fra le campagne rurali londinesi, nei primi anni '20, e da lì non sarei mai voluta tornare indietro: vorrei viverci in eterno. Vorrei 'crescere 'con persone che adesso non esistono più. Vorrei assistere a quel momento in cui la piccola ed ingenua Beth emise il suo vagito nel mondo, e, successivamente, trascinata in una realtà assurda, brutale e cruda che proclameranno il suo destino. 
Non siamo obbligati a tenere conto degli 'insegnamenti' dei genitori, ma per Elizabeth Jane Howard fu così eccessiva che pose l'autrice in situazioni quasi sempre conflittuali, e di cui i suoi romanzi sono uno specchio in cui ciò poté riflettersi. Il lungo sguardo, così come altre sue opere, diviene così una biografia, uno squarcio di vita dell'autrice, che segue una fase e poi un'altra, consapevole del percorso intrapreso. Combinando acume e sensibilità, in una sequela di crisi create ad arte e di vuoti che il suo lungo sguardo ci elargí negli anni.




Titolo: Il lungo sguardo
Autore: Elizabeth Jane Howard
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 17,50 €
N°di pagine: 511
Trama: 1950, Londra. Antonia e Conrad Fleming stanno aspettando gli ospiti per la cena di fidanzamento del figlio Julian. Ogni cosa è pronta nella bella villa sulla collina di Hampstead, da cui si gode una magnifica vista sulla città; la casa sta per accogliere, impeccabile, l'élite londinese che celebrerà l'occasione. Eppure la voce e lo sguardo di Antonia sono velati dal disincanto e dalla sensazione, quasi una certezza, che le cose, in fondo, sarebbero potute andare in modo diverso. Così si chiude il racconto del matrimonio ventennale dei Fleming, una vicenda che solca l'esistenza di marito e moglie dal presente fino a loro primo incontro, in un percorso a ritroso che ci porta a conoscere i due in giovane età, quando Antonio era la splendida adolescente che si faceva chiamare Toni.

venerdì, novembre 08, 2019

Gocce d'inchiostro: C'era una volta un fiume - Diane Setterfield

C'è un romanzo di questa autrice, che quando ero un adolescente aveva disegnato con le sue matite colorate e sgargianti su un pezzo del mio cuore, un disegno che a distanza di anni serbo gelosamente. Sta ancora fisso nel centro del mio corpo, cozza ogni tanto col mio cuore, ma è insostituibile. Sebbene siano trascorsi dieci anni, quello che ha creato Diane Setterfield è un tipo di magia che perpetuerà negli anni. E continua ad essere così, nonostante l'imminente pubblicazione di una nuova fatica letteraria, che ho timidamente desiderato leggere perché la sinossi di questa nuova storia con la quale sarei rimasta in lieta compagnia, sul finire del mese di Ottobre, mi condusse in un luogo che ho amato quando ero bambina. Nel Medioevo, in cui fabula e narrativa danno vita ad un intreccio che conducono sull'orlo di una scoperta sconcertante, inspiegabile e che, dinanzi a gruppi di contadini e locandieri, mi affascinó tantissimo.



Titolo: C'era una volta un fiume
Autore: Diane Setterfield
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 22 €
N°di pagine: 516
Trama: In una notte buia nel pieno dell'inverno, in un'antica locanda sul Tamigi succede qualcosa di straordinario. Mentre i clienti abituali si raccontano storie per passare insieme le ore più buie, la porta si apre ed entra uno sconosciuto gravemente ferito. Tra le sue braccia c'è il corpo esanime di una bambina. Qualche ora dopo, la piccola si muove, fa un respiro e torna in vita. Si tratta di un miracolo? È successo qualcosa di magico? O la scienza può fornire una spiegazione? Le persone che abitano sulle rive del fiume applicano tutta la loro ingegnosità per risolvere l'enigma, ma col passare dei giorni il mistero non fa che approfondirsi. La piccola è muta e incapace di rispondere alle domande essenziali: chi è? Da dove viene? Il problema è che ben tre famiglie la reclamano come loro. Una giovane madre benestante è certa che si tratti della figlia scomparsa di due anni prima. Una famiglia di contadini che ha scoperto la relazione segreta di uno dei figli è pronta ad accogliere la nipotina. La domestica del pastore locale, umile e solitaria, vede nella bimba la sorella minore. Ma per quanto siano strazianti le perdite passate, questa bambina non può essere di tutti. Ogni famiglia ha i propri misteri e molti segreti dovranno essere svelati prima che la sua identità possa essere conosciuta. Al centro di questo romanzo è il Tamigi; un fiume capace di divorare i vivi e talvolta di restituire i morti.

martedì, ottobre 29, 2019

Gocce d'inchiostro: L'incubo di Hill House - Shirley Jackson

Non era prevista questa lettura, penso. Ecco come inizia il prologo di questa recensione che, fra l'altro, non mi vede assolutamente entusiasta. Ed è così che disgraziatamente è andata a finire. Con una banalissima storia di fantasmi. E non sarebbe dovuto andare così. Ecco quello che penso: la Jackson scrive molto bene, ma fra me e lei non ci potrà mai essere alcun legame. L'anno scorso ci avevo provato con il suo romanzo più celebre. Quest'anno, nello stesso periodo, con un opera alquanto affine per temi e stili ad Abbiamo sempre vissuto nel castello ma che mi aveva lasciato incerta se proseguire e concedere un'altra chance alla sua autrice o meno. Questo adesso l'ho compreso, ma tardi. Ma sempre meglio tardi che mai! Ed è stato un vero dispiacere. Perché non si può più tornare indietro, e ciò che è fatto è fatto. E c'è qualcosa di peggio che insistere, persino quando noti le poco robuste fondamenta, e nonostante tutto il bruciore dell'insoddisfazione brucia come una ferita aperta?
Titolo: L'incubo di Hill House
Autore: Shirley Jackson
Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 12€
N°di pagine: 233
Trama: << In questo autentico classico del genere gotico, Eleanor Vance, giovane e tormentata donna che non ricorda di essere mai stata felice in tutta la sua vita, viene assoldata dal sinistro professor Montague, aspirante cacciatore di fantasmi, per un soggiorno sperimentale a Hill House... Giunta a destinazione, Eleanor si trova davanti a una casa "che sembrava aver preso forma da sola, assemblandosi in quel suo possente schema indipendentemente dai muratori", un edificio che "drizzava la testa imponente contro il cielo senza concessioni all'unanimità", una costruzione immune da ogni esorcismo: "un luogo non adatto agli uomini, né all'amore, né alla speranza", una casa che si rifiuta di essere una dimora accogliente così come Eleanor vorrebbe sfuggire a un sistema di vita che le ha portato soltanto infelicità >>. 

mercoledì, ottobre 23, 2019

Gocce d'inchiostro: David Copperfield - Charles Dickens

In questi giorni di ottobre ho abitato in una piccola misera dimora di fine XIX secolo, l'anno in cui Charles Dickens mise al mondo il suo preziosissimo David Copperfield. Quando si giunge in certi posti, ci si sente accolti nell'immediato. Ma nessuno, meglio di Dickens, all'epoca, sapeva parlare così bene all'anima di chiunque. Ben disposta a questo tipo di inclinazione, sono scappata via dalla routine, dalla solitudine guardandomi intorno, ma consapevole che all'interno delle sue pagine vi avrei riscontrato solo cose dispiacevoli... Ed infatti così è stato. Poiché, pur quanto David Copperfield sia meraviglioso, un ritratto estremamente appassionato e realistico di uno squarcio di vita del suo creatore, il mio cuore è colmo di una sinfonia estremamente potente. Qualcosa che ha colpito più il cuore che la mente, e che spiega le vere ragioni per cui ho accolto il piccolo David, a qualche anno di distanza dalla sua ultima lettura.
Entro quindici giorni di propositi e false speranze, eccomi qui a farmi strada in mezzo a gruppi di classe sociale, recisi dalla rivoluzione industriale e dalla miseria, che fecero della popolazione delle rigide classificazioni fra classe e razze. Ed in questa traversata non ho potuto fare a meno di sentirmi responsabile, a comprendere la vocazione di mantenere intatta la comunità umana, immune dalla impurità, ma così vicini.
Titolo: David Copperfield
Autore: Charles Dickens
Casa editrice: Bur
Prezzo: 15 €
N°di pagine: 930
Trama: "Non permetteró mai a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita", scriveva Paul Nizan riferendosi ai suoi vent'anni e in generale al tempo della sua adolescenza. Perché quel tempo, quello durante il quale si varca il confine che separa la giovinezza dall'età adulta, è spesso feroce e terribile. Di tutto questo si rese conto Dickens quando scrisse la storia di David Copperfield, un vero e proprio inno alla dolcezza e alle amarezze intrinseche al crescere e al formarsi. Quello del protagonista è un percorso di apprendistato prima di tutto umano, a confronto con personaggi di ogni tipo, dalla stramba zia Betsey a Uriah Heep, sullo sfondo di una Londra plumbea e sulfurea.

lunedì, ottobre 21, 2019

Gocce d'inchiostro: Una serie di sfortunati eventi. L'ascensore ansiogeno e Il vile villaggio - Lemony Snicket

Ed eccomi nuovamente qui a parlarvi di due nuovi libri della saga di Lemony Snicket. Questo mese mi ha vista parecchi pomeriggi in solitudine, in compagnia esclusivamente di personaggi fatti di carta e inchiostro, ad assistere al lieto o funesto fine di una composizione di opere che ho amato e di cui serberó un ricordo speciale. Certamente sentirò la mancanza di ognuno di loro, persino del conte Olaf, e così ecco che ci si avvicina lentamente alla fine aggregandomi all'idea che, sebbene dopo non ci sarà più niente, potrò tornarci quando mi pare e piace.
Questo piccolo grande gruppo di ragazzini che hanno riempito il mio animo con la loro sfortunata storia, hanno aperto uno squarcio nel mio cuore, e lì ci sono rimasti. Per sempre. 

Titolo: Una serie di sfortunati eventi. L'ascensore ansiogeno
Autore: Lemony Snicket
Casa editrice: Salani
Prezzo: 12€
N°di pagine: 218
Trama: In questo senso disperato episodio i fratelli Baudelaire devono vedersela con un aringa rossa, un passaggio segreto e della gazzosa al prezzemolo. Hanno pure degli amici, ahimè, e c'è un losco individuo bugiardo che complotta contro di loro. Anche se avete preso in mano questo libro, potete sempre rimetterlo giù...


Titolo: Una serie di sfortunati eventi. Il vile villaggio
Autore: Lemony Snicket
Casa editrice: Salani
Prezzo: 12€
N°di pagine: 192
Trama: "Egregio lettore, sono dolente che questa carta sia umida, ma Le scrivo dal luogo in cui erano tenuti nascosti o trigemini Pantano. La prossima volta che resterà senza latte, ne compri un cartone alla cassa n°19 del Non Tanto Super Mercato. Quando arriverà a casa, troverà che la descrizione delle recenti esperienze dei Baudelaire in questa terrificante città, intitolata "Il vile villaggio", è stata introdotta nella sua busta della spesa, insieme a una fiaccola spenta, la punta di un arpione, e un grafico dei percorsi migratori dei corvi di V. F. " (Lemony Snicket)

martedì, ottobre 15, 2019

Gocce d'inchiostro: La leggenda del trombettista bianco - Dorothy Baker

Il modo per cui è stata raccontata questa storia non esplica nulla di nuovo o innovativo: una narrazione semplice, utile a raccontarci la biografia di un uomo e il suo progredire in mezzo a una massa informe di neri. Nel romanzo di cui vi parlerò quest'oggi, ogni cosa è pregna di una certa dignità arcaica, sebbene si parla di povertà, di lente agonie dell'amore, delle conseguenze atroci dell'infedeltà, del bisogno di scappare in un posto che possa darci la felicità, trovando qualunque via di fuga.
Doris Baker, è evidente, fu parecchio legata a questo piccolo grande uomo. Ha dipinto un ritratto perfettamente fedele alla biografia dell'artista, e lo fece facendo della scrittura un modo per perpetuare nella memoria finché essa avrà una sua individualità. La leggenda del trombettista bianco ne è un piccolo esempio, e, come la musica, questo racconto avrebbe dovuto perpetuare nel tempo e nella memoria di chi legge. Il risultato è stato davvero molto carino, attinente ai bisogni di quest'uomo, innescando una sorta di conversazione segreta fra chi legge e chi si muove. 
Titolo: La leggenda del trombettista bianco
Autore: Dorothy Baker
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 16 €
N°di pagine: 236
Trama: New York, anni venti. Tra i club dalle insegne luminose e gli ampere degli studi di registrazione, quello di Rick Martin è un nome che viene pronunciato con rispetto, quasi sottovoce. Degli altri musicisti si dice che si, sono bravi, ma non sono certo lui, come se il suo talento fosse il metro di paragone per quello degli altri. Sul suo conto girano tante storie: fin da giovanissimo ha sempre frequentato i neri, anche se è bianco, per questo è così indisciplinato; per imparare a suonare marinava la scuola e andava a esercitarsi in una chiesa abbandonata. È stato nientemeno che il grande Art Hazard a insegnargli i segreti della tromba. Voci, dicerie, leggende. Ma chi è davvero Rick Martin? 
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