sabato 12 marzo 2016

Gocce d'inchiostro: Un giorno di gloria per Miss Pettigrew - Winifred Watson

Titolo: Un giorno di gloria per Miss Pettigrew
Autore: Winifred Watson
Casa editrice: Neri Pozza
Prezzo: 15€
N° di pagine: 214
Trama: E' una fredda, grigia, nebbiosa giornata di novembre degli anni Trenta a Londra e Miss Pettigrew, il cappotto di un indefinibile, orrendo marrone, l'aria di una spigolosa signora di mezza età e un'espressione timida e frustrata negli occhi, è alla porta di un appartamento al 5 di Onslow Mansions, in uno dei quartieri più eleganti della capitale inglese. Stamani si è presentata come sempre al collocamento e l'impiegata, anziché recitarle la solita litania << nessuna richiesta di istitutrici, Miss Pettigrew >>, le ha dato l'indirizzo di Onslow Mansions e un nome: Miss LaFossse. L'edificio in cui si trova l'appartamento è tanto esclusivo e ricercato da metterle soggezione. Miss Pettigrew coi suoi abiti logori, il suo mesto decoro e il coraggio perduto nelle settimane trascorse con lo spauracchio dell'ospizio dei poveri, suona ripetutamente prima che la porta si spalanchi e appaia sulla soglia una giovane donna. E' una creatura così incantevole da richiamare subito alla mente le bellezze del cinematografo. I riccioli d'oro scarmigliati le incorniciano il viso, gli occhi blu le brillano come genziane e il roseo fulgore della giovinezza le accende le guance. Porta una di quelle vestaglie che indossano soltanto le attrici nei film. Miss Pettigrew sa tutto delle dive del cinematografo: ogni settimana per oltre due ore vive nel mondo fatato del cinema, popolato da donne bellissime, aitanti eroi e fascinose canaglie, e dove non ci sono genitori prepotenti e orridi pargoli a vessarla. Miss La Fosse la fa entrare e poi scompare nella camera da letto, per ricomparire poco dopo seguita da un uomo in veste da camera, di una seta dalle tinte così abbaglianti che Miss Pettigrew deve socchiudere gli occhi. In preda all'ansia, stringendo la borsetta fra le dita tremanti, Miss Pettigrew si sente sconfitta e abbandonata prima ancora che la battaglia per l'assunzione cominci, ma anche stranamente elettrizzata. Gente di quel livello! Con quella vita... Quella si che è un'esistenza vera, fatta di dramma e azione.

La recensione:
La storia mi fece subito pensare a quelle che ogni tanto amo leggere. Ho ascoltato la musica che hanno sprigionato le sue pagine, eppure pensandoci mi domando se leggendo forse abbia esagerato a rispecchiarmi nella protagonista. A vestire i panni di una spigolosa signora di mezza età, di media statura, magra, fragile, con stampato sul viso un espressione di perenne frustrazione e timidezza, avvolta in un cappotto logoro e vecchio.
Talvolta mi capita di trovarmi in certe situazioni. In una grande, ma sconosciuta città; all'incrocio fra due strade, o in mezzo alla pianura americanissima di una metropoli. Accecata dal profilo spigoloso di qualche protagonista solo e disilluso, che come mura vecchie e ingrigite si staglia con uno strano profilo sull'orizzonte. E, tutt'attorno, una sfilata di figure pubbliche che fanno parte di un paesaggio confuso a cui non si presta particolare attenzione, ma che sono sempre lì.
Nei giorni che seguirono questa settimana, all'insegna del caos e del disordine, ogni sera, sul calar della sera, m'incontrai con Miss Pettigrew e quando mi sentivo soddisfatta della posizione, dello spazio che stavo colmando lentamente - non ho potuto fare a meno di sentirmi anch'io in causa - lei cominciava a parlare. E io mi convincevo che entrando nel suo corpo, nella sua mente, arrivavano dritto nel mio cuore messaggi di un linguaggio che ancora non ero riuscita ad interpretare, che lo fecero vibrare in modo che si riproducessero continuamente nel loro modo segreto. Potere delle parole o potere della mente?
Miss Pettigrew era stata davvero gentile. Non fece alcun tentativo di frantumare il legame che stava nascendo fra di noi o di spiegarlo entro i limiti del possibile alla sua coscienza con la quale certi scrittori danno 'vita' in certi romanzi. Con lei mi ero sentita tranquilla. Con la sua stravanga e i suoi modi spicci, mi ha aperto il cuore. Mi ha permesso di entrarvi. Divenendo parte di lei, e della sua storia.
Era stata proprio la naturalezza stupefacente con la quale mi aveva accolto a farmi vibrare ogni fibra del mio corpo. Per esperienza, credo abbia <<percepito >> la mia presenza e sapeva che la musica sprigionata dalle soavi note di una canzone d'epoca - antica e, per certi versi, esilarante - ebbe su di me una certa influenza. Conosceva i vari tipi di personalità della sua razza e quelli divenuti oramai fuori moda, ma fece il suo personale lavoro con una nobile di bello aspetto.
Con me funzionò: anche l'ultimo giorno, quando mi preparai alla partenza, mi congedai con una certa dignità, la salutai con un 'arrivederci!', avvertii l'aura lucente di Miss Pettigrew entrarmi in ogni poro e tutto il mio corpo essere ancora invaso da una strana pace come non la provavo da molto tempo.
Era stata la sua storia a risvegliare in me una forza latente che mi sembrava fosse stata davvero terapeuta. Forse era stata la mia mente ad associare alla sua storia un potere che era entrato in funzione, dandomi l'impressione di agire sul mio corpo. In ogni caso, non ha alcuna importanza. Trovo sorprendente il fatto in se e qualunque spiegazione non toglierebbe assolutamente nulla.
La mancanza di coraggio che inevitabilmente si sposa con la mancata libertà o l'indipendenza; donne sole, frustrate che dinanzi a una vita piena di insuccessi desiderano aprirsi col mondo; aprire una porta su un mondo nuovo, che presto sarebbe diventato il loro; la maliziosa impressione di una colpevole estasi, godendo di tutto, come assaporando una deliziosa percezione di avventuroso peccato. Questo e molto altro ho trovato fra le pagine di questo delizioso romanzo, in cui ogni cosa - un posto, una persona, un avvenimento - è stato tutto ciò che ho avuto bisogno. E la ribellione, sin da sempre ignorata e trascurata, come un occasione per non stare più ai margini. Avanzare nell'ombra, mentre il mondo circostante si crogiola nella sua pienezza.
La storia di questa istitutrice, avvolta da una cortina di mistero, solitudine e insoddisfazione, si stanziava in mezzo a un grande e magnifico paesaggio, il novecento, punteggiata qua e là da squarci di vita comune. Da queste due combinazioni potei avvertire una felicità imprecisata. Un istitutrice che volge le spalle ai paradigmi del secolo, e che in poco tempo diviene un elegante sconosciuta dal disordine grazioso e distinto. Una donna libera che si lascia completamente andare ad istinti che non pensava di avere, alla ricerca costante di ogni forma umana. Amori sopiti dal tempo e rivelati dallo stesso. Pagine per raccontarsi, parlare, e magari avventurarsi là dove le emozioni non si sono ancora avventurate.
Un giorno di gloria per Miss Pettigrew ha un po' della magia nascosta che talvolta celano certi romanzi. La sua storia mi ha trovata in un momento in cui, emozioni che si agitavano dentro, ho potuto rispondere con la mia anima di lettrice, in quanto le parole di Miss Pettigrew mi sorpresero e arrivarono dritto al mio cuore.
Un romanzo in cui ho riscontrato una bellissima e particolare vicinanza. Uno spaccato di vita di una giovane proveniente da un altra epoca, il cui animo dolce e sensibile va a cercare emozioni nascoste nel più intimo dell'essere.
Valutazione d'inchiostro: 4+

2 commenti:

  1. Anche a me era piaciuto molto, lo avevo trovato divertente e delicato!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Già, anch'io! Non me l'aspettavo proprio: è stata una bellissima sorpresa! :)

      Elimina