martedì 21 febbraio 2017

Gocce d'inchiostro: Eclipse - Stephenie Meyer

Sono stata saldamente legata ed intrappolata in un vero e proprio momento di impasse, e con un certo rammarico sono stata costretta a lasciare il mio piccolo spazio virtuale a languire in una stanza remota del web. Qualche lettore di passaggio ogni tanto mi delizia della sua presenza associandosi a quella piccola cerchia di lettori che, inevitabilmente e inconsapevolmente, sono la linfa vitale di questo blog. 
Sogni d'inchiostro, quasi due anni fa, nacque come posto giusto in cui potessi dare sfogo a tutto quello che mi tengo dentro; al fine che qualcosa si aggiusti, e vada al suo posto. Tuttavia, quello che oggi ho davanti è per me molto più di un semplice spazio virtuale, e quasi ogni giorno mi impongo di comporre mediante parole canzoni che spero possano arrivare nei cuori di chiunque. In sottofondo la voce gracchiante di qualche autore/autrice sconosciuta o conosciuta che, nonostante la mia persona per loro non ha la minima utilità, scandiscono attimi di vita comune e quasi sempre uguale a se stessa.
Quest'oggi continua il mio percorso letterario, e nella mia testa un unico pensiero riecheggia inesorabilmente: leggere molto di più! Non sarebbe un problema se la mancanza di tempo e il lavoro non mi impedissero di lasciare un segno del mio passaggio, quasi ogni giorno, ma non avendo altra possibilità che questa mi aggrappo a queste poche righe per esplicare, ancora una volta, il mio pensiero riguardante il terzo volume di una saga che ho amato profondamente quando ero adolescente. E adesso? Cosa è cambiato? Assolutamente nulla, se non una visione completamente diversa da quella di una ragazzina ingenua e sognatrice di un liceo forse troppo prestigioso per lei.
In occasione di una sfida letteraria indetta su Facebook, Eclipse è stato quello strano rito di passaggio che mi ha fatto prendere consapevolezza come il mio amore nei suoi riguardi non fosse svanito, ma mutato. Avvezza a una miriade di emozioni forti, passionali che trascinano in un turbinio di sensazioni inspiegabili, in un harem fatto di lettere che inevitabilmente prende vita.

Titolo: Eclipse
Autore: Stephenie Meyer
Casa editrice: Fazzi
Prezzo: 18, 50€
N° di pagine: 503
Trama: Mentre Seattle è funestata da una serie di strani omicidi e una vampira malvagia continua a darle la caccia, Bella Swan si trova ancora una volta in pericolo. E' arrivato per lei il momento delle decisioni e dei sacrifici: basterà il fidanzato Edward a farle dimenticare il migliore amico Jacob? Troverà il coraggio necessario a diventare una Cullen? Obbligata a scegliere fra l'amore e l'amicizia, è consapevole che la sua decisione rischia di riaccendere la millenaria lotta fra vampiri e licantropi. Nel frattempo l'esame di maturità è alle porte e per Bella il momento della verità si avvicina…
La recensione:

<< Dormi, mia Bella. Fai tanti bei sogni. Tu sei l'unica ad avermi mai preso il cuore. Sarà per sempre tuo. Dormi, mio unico amore. >>

Poco dopo le sei del pomeriggio il cielo è ancora chiaro, ma sopra la mia testa capita che vedo già alcune stelle. Non ancora nitide, nella mezzaluna di cielo perfettamente ritagliata, ma rilucenti appena, ben raggruppate come campioni di minerali rari. Stephenie Meyer aveva ragione, dal fondo di un pozzo anche di giorno si possono vedere le stelle. Si possono scorgere una miriade di nascite, mutamenti, che inevitabilmente ci toccano.
Quando avevo sedici anni conoscevo già la saga di Twilight, e una mattina avevo visto Eclipse come un fenomeno straordinario. Un sole nero e spaventoso aveva riempito il firmamento. Sembrava che il cielo dovesse cedere sotto il peso della sua presenza e sprofondare giù. Non avevo mai letto nulla che fosse paragonato ad un eclissi, né lo lessi mai più in seguito. Come tutti avevo letto il terzo capitolo della saga con una certa curiosità, e, silenziosamente, nutrito un certo fascino per il titolo. Cosa aveva spinto l'autrice a intitolare così questo nuovo romanzo? A distanza di qualche anno penso ancora a quando la notte, quando non riuscivo a prendere sonno, contemplavo quella copertina dai colori cupi ma accesi, sedendomi dinanzi al pc, in cui la mia anima sorvolava silenziosamente nei cieli di una piccola cittadina sconosciuta dello Stato di Washington. Avevo visto un infinità di stelle cadenti disegnare scie luminose. Questa della Meyer era forse una luce troppo luminosa e profonda che indicava in maniera particolare il cammino dei protagonisti? 
Intanto in pochi ma salienti giorni ho divorato questa bella storia. La sete di sopravvivenza era troppa, troppo intensa; l'amore trascendentale dei due amanti contrastato da un terzo membro; gruppi di vampiri famelici e assetati, pronti a spiccare il volo su qualche succulenta preda. Mi accerchiarono e mi avvilupparono come un corpo estraneo, dandomi un senso di disorientamento e allo stesso tempo sconforto. Fino a qualche anno fa, Bella ed Edward erano stati quei compagni stabili che speravo durassero in eterno. Anzi, non avevo neanche riflettuto su una simile idea, l'avevo data per scontata. Ma in pratica la storia che si porta dentro la Meyer altro non è che un ammasso di pietre che galleggiano in un angolo nel cosmo letterario. Vista dalla mia prospettiva, da una me più matura e coscienziosa, non è altro che un temporaneo ed effimero supporto. Ed è stato proprio in questo modo che ho accolto nel mio cantuccio personale qualcosa per cui, qualche anno fa, non avrei rinunciato per niente al mondo. Un piccolissimo dettaglio, una frase lasciata in sospeso, un bacio mancato, sono stati spazzati via con me a bordo, anche senza il mio consenso. Eppure, spettatrice di un amore profondo e indimenticabile, semplice e puro da togliere il fiato, mi sembrava di volare a ogni momento al pensiero in cui le labbra fredde di Edward potessero posarsi sulle mie.
Contemplare la bellezza di un bacio dalla poltrona preferita di casa mia, e avvertirlo sulla pelle dal fondo di un pozzo oscuro e freddo come la notte, sono però due cose molto diverse. Questa volta ho letto e vissuto la storia di Eclipse tenendo il mio essere cosciente saldamente ancorato a ognuno dei personaggi che costellano l'universo meyerano. Ho provato nei loro confronti un forte senso d'intimità. Probabilmente avvertiti solo da me che mi sono trovata repentinamente e irrimediabilmente nella piccola cittadina di Forks. Bella, Edward, Jacob, Alice, Jasper, Charlie, e tutti gli altri hanno un significato particolare che né il tempo né l'età penso riusciranno a scalfire, e loro in cambio mi infondono forza e calore.
Svanirono dal mio campo visivo nel momento in cui chiusi con un debole fruscio le pagine ingiallite del romanzo, a mano a mano che il tempo trascorreva inesorabile e il cielo diveniva più oscuro nel quieto pomeriggio d'inverno. Se ne andarono molto quietamente, ed io non potei fare altro che accompagnarli con lo sguardo nel nuovo << cammino della vita >>. Eppure una storia apparentemente innocua, semplice che esalta l'amore romantico non riuscì a scacciare del tutto le mie nitide sensazioni. Emozioni che si agitano dentro, nonostante l'ascesa inesorabile di una guerra cruenta e sanguinosa. Io ne ero felice. A parte qualche atteggiamento contestabile di Bella che ogni tanto transitava come una nuvola, il suo amore per il vampiro Edward era l'unica cosa che accese davvero il mio interesse per tutto questo tempo. Leggerlo, infatti, è stato come essere travolti da qualcosa di forte e inspiegabile. Qualcosa di trascendentale, sorprendente e, allo stesso tempo, inspiegabile.
Una delle più belle celebrazioni d'amore che compongono gli scaffali della mia strapiena libreria è per me il terzo capitolo di una delle saghe letterarie più amate, negli ultimi tempi. Un amore in cui ho visto la bellezza di tante cose, che si sprigiona nella semplicità dei piccoli gesti, in cui si cerca sempre di mettere a tacere la malinconia, il senso di sconforto e il segreto rituale della protagonista di coronare il suo più grande sogno: diventare una vampira.
Valutazione d'inchiostro: 4

8 commenti:

  1. Hai raccontato davvero bene i tuoi sentimenti per questo libro...non si può dimenticare l'amore, l'entusiasmo e il senso di appartenenza ad un libro che ci ha appassionato in un certo periodo della nostra vita, soprattutto se si tratta dell'adolescenza. Tuttavia, anche se ho condiviso con te gli stessi sentimenti per questa saga, ora a distanza di un decennio, dopo tutto il successo mediatico di film e attori, l'entusiasmo mi è un po' scemato...diciamo un po' tanto! Ricordo con tenerezza quanto ero presa dai libri e dall'uscita dei film, ma tutto è finito lì in quegli anni! Un po' triste vero?!
    Ciau Gresi, ti abbraccio :)

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    1. Ti capisco benissimo, invece! Amavo profondamente questa saga, e rileggerla mi ha fatto constatare quanto è scemato anche il mio di entusiasmo 😔

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  2. Ho bei ricordi legati a questo libro e la tua recensione me li ha fatto ricordare Gresi perchè sei sempre molto brava a farla. Anch'io però come Nik e dalla tua risposta come te, penso che l'entusiasmo di questo libro sia scemato forse perchè dopo ci sono state altre letture appassionanti, di gran lunga più belle però il ricordo di belle letture come queste è sempre belle ricordarle

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  3. Ciao Gresi! Vorrei aver letto anche io da adolescente questa serie, solo per avere il tuo stesso entusiasmo. Le tue parole arrivano eccome al mio di cuore, ma sono sicura che tutti quelli che ti leggono condividono il mio pensiero.
    La curiosità di leggere questa serie è tanta, ma anche tanti sono quelli che me l'hanno sconsigliato. Il fatto è che ho scoperto la Meyer da poco, leggendo il suo ultimo thriller, e mi sono innamorata del suo stile. Chissà se prima o poi deciderò di conoscere anche i suoi vampiri :)

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    1. Ciao, Maria!
      Beh, ognuno di noi predilige una certa tipologia di romanzi. Io in questo caso ti consiglierei di leggerlo: forse non ne rimarrai colpita come quando si ha sedici anni. Ma sono certa che non ti lascerà indifferente 😊😉
      Poi,magari, mi dirai 😉😊

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  4. Condivido con quanto scritto soprs da MariaT.. anche oi, vorrei aver letto la saga da adolescente, per poterla apprezzare a pieno dal punto di vista del suo "sapore" emotivo... invece, per mere questioni anagrafiche, la lessi anni fa, quando già scavallato gli "enta", e pur trovandola parecchio scorrevole e tutto sommato gradevole, temo di averla trovata parecchio lontana da me.. diciamo che non la rileggerei, ecco.
    Anche se, ammetto, conoscendo la Letizia che ero venti anni fa, certamente se l'avessi letta allora, avrei ADORATO Bella Swan e la sua storia d'amore per Edward....

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    1. Beh, Letizia, per "adorare" Bella Sean penso ce ne vuole di acqua sotto i ponti, ma per Edward... Penso te ne saresti innamorata anche tu! 😉

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