martedì, aprile 14, 2020

Gocce d'inchiostro: Il circo della notte - Erin Morgenstern

Le mie letture fanno testo ad entusiasmanti e folli viaggi, nei reconditi e più oscuri luoghi dell’intero universo. Niente e nessuno mi avrebbe indotta a cambiare idea, nessuno sapeva cosa sarei andata incontro, nessuno immaginava – quando voltammo le spalle al 2019 – che avremmo dovuto fare i conti con una realtà più soffocante del previsto. Ci sono però sempre i libri, e di letteratura e scrittura in questi giorni mi sto cibando a profusione. Perciò mi reputo alquanto soddisfatta di proseguire un percorso avviato quasi per gioco, un mese fa, di leggere tutti quei romanzi che attendono il loro momento per essere letti, ed io non posso che essere più che orgogliosa.
Il circo della notte, dunque, sebbene la sua pubblicazione risale al lontano 2013, aveva in serbo per me delle sorprese che non mi sarei minimamente immaginata. Era predestinato un altro luogo, un viaggio nel quale avrei potuto respirare magia, polvere, profumo di vecchio che si mescola al nuovo. Convertita e assuefatta per il potere che racchiudono le sue pagine, quello cioè di farci dimenticare chi siamo e dove siamo poiché immersi in un mondo a dir poco meraviglioso, in un unico marasma di luce e colori, ombre e oscurità, è parte integrante di un’atmosfera magica e surreale.



Titolo: Il circo della notte
Autore: Erin Morgenstern
Casa editrice: Bur Rizzoli
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 476
Trama: Appare così, senza preavviso. Le Cirque des Reves apre al crepuscolo, chiude all’aurora. È il circo dei sogni, il luogo dove realtà e illusione si fondono: acrobati volanti, contorsioniste, l’albero dei desideri, il giardino di ghiaccio affascinano un esercito di spettatori che li insegue ovunque. Ma dietro le quinte due misteriosi rivali ingaggiano una magica sfida: due giovani allievi scelti e addestrati all’unico scopo di dimostrare una volta per tutte l’inferiorità dell’avversario, inaspettatamente, si innamorano. Contro ogni regola, la passione tra Marco e Celia si scatena e travolge tutto come una corrente elettrica che minaccia di distruggere il delicato equilibrio di forze a cui il circo deve la sua stessa esistenza. Nemmeno la forza del destino sembra potersi opporre.




La recensione:


<< La gente vede ciò che desidera. E nella maggior parte dei casi, ciò che le si dice di vedere. >>

Una specie di limbo, forse, nel ristretto spazio di descrivere e cogliere quella vana illusione di far sembrare naturale ciò che è artificioso, poiché la sua anima è racchiusa nei vani tentativi di cercare se stessi, trovarsi affinchè è possibile conoscersi. Vasto e colorato spazio fra il mondo di qua e quello di là di uno squallido ma seducente passato, che modifica le nostre prospettive nell’osservare e cogliere aspetti che sono invisibili ai nostri occhi rispetto a ciò che si crede. I primi giorni di aprile mi videro impelagata in una vicenda che mai mi sarei aspettata si rivelasse entusiasmante e magica, o per essere precisi fu tale vicenda a sorprendermi, in quanto giunse all’improvviso, senza nessun serio sforzo da parte mia, un dono dell’infausto destino, che una volta iniziato, mi accorsi non potei più abbandonare, perché non solo mi piacque, ma questo piacere mi assuefò completamente con il sorprendente effetto di un illusione. Restringere gli effetti del possibile, di un futuro qualunque, per una miriade di possibilità di ridursi in qualcosa di impalpabile, intoccabile.
Il circo era quella sentinella silenziosa che si stanziò dinanzi a me come quel luogo seducente e attraente, attorno al quale ruotano le vicende di svariati personaggi. Era quel luogo in cui è stato possibile perdersi e poi ritrovarsi, riflettersi in condizioni o eventi nel quale spicca la nostra anima, il nostro modo di fare, di cui la sua autrice lo delinea mediante immaginazione. Si, perché quella de Il circo della notte è una narrazione non poco semplice che segue gli avvenimenti di una linea temporale discontinua di giovani illusionisti, attori, lettori, popolani, curiosi o sognatori la cui magia risiede nel modo per cui funzionano le cose. L’individuo dovrebbe osservare attentamente ciò che lo circonda, sebbene caparbio a detenere quel potere che possa conferirgli un certo tipo di perfezione, approfondendo e cogliendo quei messaggi che compaiono disseminati in questo canto corale come provenienti da un mondo lontano. Da un luogo onirico, quasi surreale che mette in risalto qualunque aspetto di forma buona o cattiva e “l’approccio” di chi desidera interpretarlo, andando incontro a qualunque conseguenza. Coinvolti in tutta la loro meravigliosa diversità poiché speranzosi di redimersi da qualunque forma di perversione, di mancata libertà, conoscitori fini di un mondo limitato. Una realtà parallela in cui perdersi è stato davvero inevitabile, impossibile, e che adesso, dopo qualche giorno di distanza dalla sua lettura, credo ancora di farne parte. A quanto pare, Baily, Marco, Celia, il signor Alexander, sono ancora parti di me, così sfortunati ma determinati a compiere e raggiungere il loro scopo, un momento cruciale della loro vita che coincise con la diffusione di forze superiori. Ritrovati, cioè, in quello che alla fine non ha decretato il vincitore di una sfida propiziataci dall’inizio: la solidificazione di una tregua che avrebbe decretato una nuova sfida. Un nuovo viaggio.
Prima di oggi, non mi era venuto in mente di sentire come mia la storia che l’autrice si porta dentro. Mi ritengo una lettrice onnivora e coraggiosa, una che metterebbe in gioco qualunque cosa pur di andare incontro a qualunque sfida, e sia ciò che mi avrebbero sussurrato le pagine de Il circo della notte o Celia o Marco o la stessa autrice, imboccai questa direzione col proposito di cogliere la sua essenza. Sebbene la stessa essenza è racchiusa in questo splendido e ammaliante circo, nel periodo in cui si snodano le vicende e la palpabile dicotonomia che si avverte fra i suoi colori di bianco e nero. Non solo dunque un romanzo per ragazzi, ma un’aspetto simbolico per cui è rappresentata la società o la realtà circostante che non sempre è compresa fra gli individui. E quale mezzo se non l’illusione del visto e non visto, come barzelletta di camuffare la realtà con l’illusione?
Sulla scorta di questa mera magia, Il circo della notte è stata quella doviziosa lettura che rivela basilari principi artistici e morali mediante il << comportamento >> più appropriato di giovani o uomini astuti, le cui vicende hanno sconvolto e drammatizzato del tutto il mio universo personale. La Morgenstern, come un abile incantatrice, cattura un pezzo di anima di qualcosa a cui dovremmo fare i conti nel momento in cui ci si sente soli, incompresi, e lo fa mediante la struttura di un tendone in bianco e nero che come un effetto scatenante coglie qualunque forma o aspetto nascosto. Coglie i tratti dei protagonisti, il loro minuscolo battito, la loro solitudine, il tempo che resta sospeso ma che non si può definire, intrappolato nel cono di una luce che denuncia l’impossibilità di essere completamente liberi.
Un certo turbamento persino per me, viaggiatrice di passaggio, nel quale ha assistito al collegamento di due mondi completamente diversi ma intrappolati nella clessidra del tempo. E, il tutto, dipinto in un frammento di qualcosa che solo pochi credo abbiano potuto contemplare. Qualcosa di perduto e impossibile da recuperare in cui la speranza affiora da un buio e vasto fondale.
L’atmosfera onirica e ovattata, i colori vellutati e sfarzosi, quel sentore di inquietudine che aleggia tutt’intorno, il concetto di illusione che evidenzia come dietro ad essa si nasconde ogni inimmaginabile bruttezza, che ti inducono a vivere in un tipo di illusione che sconvolge ma dalla quale determina il tipo di persona che siamo.
Opera straordinaria e bellissima che non dà completamente credito a qualunque sussulto del cuore, non risponde a qualunque quesito dettato dalla nostra coscienza, ma che mi ha trascinato nel meraviglioso intento di scovare la crudeltà, l’innocenza, in uno squarcio di luce che ne risalta le tenebre.

C’è della magia in questo. È nell’ascoltatore, e suonerà in modo diverso in ogni orecchio, colpendo ognuna in modo imprevedibile. In superificie e in profonditò. Puoi narrare una storia che va a innestarsi nell’anima di qualcuno, divenendo il sangue, l’io o il proposito. Quella fiaba lo smuoverà, lo spronerà, e chissà cosa mai potrebbe arrivare a fare grazia a essa, grazie alle tue parole.


Valutazione d’inchiostro: 4

10 commenti:

  1. Teşekkürler paylaşım için Gresi 😊

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  2. Ho provato a leggere questo libro, spinta dalle tante recensioni positive, ma dopo venti pagine l'ho abbandonato. Sono sicura che non fosse il momento giusto perché aveva qualcosa d'intrigante e sicuramente riproverò a leggerlo

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  3. Complimenti per il tuo bellissimo blog! Ti seguo♡

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  4. Bella recensione, a me però il libro non era piaciuto, l'avevo trovato noioso

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