giovedì, giugno 10, 2021

Una porta tra le parole: Tenebre e ossa

La saga di Tenebre e ossa, il primo volume perlomeno, ha stanziato sugli scaffali della mia strapiena libreria per qualche tempo. La storia sembrava apparentemente usuale, con lotte al potere per la sopravvivenza e amori repentini che sfociano poi in catastrofi. Leigh Bardugo mi ricevette nel suo salotto virtuale l’anno scorso, con la letture del celeberrimo La nona casa. Stette seduta dietro una scrivania con uno scaffale pieno di libri. La sua anima era racchiusa nei romanzi che scrive; asciutta, inconfondibile, imperscrutabile. Ma elegante, che sviscera storie apparentemente semplici e banali ma che tengono su un mondo di straordinaria bellezza che qualche anno fa avrei detto che avrei voluto viverci. La sua presenza forte e costante nel mondo dello young adult, e non solo, che trascende qualunque limite d’età o palati più fini che gli si pongono dinanzi.

Nell’aprile di quest’anno, l’idea di scoprire più a fondo questo suo mondo descritto con la trasposizione televisiva, dondolò continuamente nella mia testa per punteggiare la sua esposizione. Quella del mondo dei Grishaverse, un mondo a se discostante e distante da quelli odierni e vissuti, perlomeno da me, che batte qualunque remora  o pregiudizio se abbracciare o meno questa tipologia di romanzo.
Ci si ferma a riflettere, guardarsi intorno e a lungo non sapendo effettivamente niente di cosa nasconda questo luogo oscuro, fumoso e appiccicoso come colla, ma che mediante alcuni dati propinataci dall’autrice, con belle copertine disegnate dai colori e le sfumature scintillanti, c’è un guazzabuglio di situazioni o eventi da cui è impossibile non farsi travolgere. La serie televisiva, per il momento, ha soddisfatto il mio palato << poco comune >>. Con i romanzi, perlomeno col primo, nutro ancora qualche reticenza.

Non so ne ho idea di cosa possa riservarmi il futuro. Certamente attendo con impazienza di scoprire cosa succederà al Grigio, quale decisioni prenderà atto Alina, se il suo essere un Evoca Luce è motivo di scompiglio di faide sempre più forti e sanguinose o implosioni al raggiungimento della vittoria. Non so proprio cos’aspettarmi, e pur quanto talvolta sia tentata a soddisfare questa insana curiosità con la lettura del romanzo quel giorno non è ancora giunto. La mia mente non si ferma mai, è sempre in movimento e odia stanziare per più del previsto in un luogo che su carta non ha sortito niente più di un gradevole passatempo. Ma è in questi periodi, in questi momenti che comprendo come talvolta si è in balia del destino. Non avere niente a che fare nel scegliere cosa è giusto o sbagliato.
Una ragazza in lotta per la sua sopravvivenza e di chi la circonda. Concentrata esclusivamente su ciò che è necessario e ciò che non lo è.
Quali sono i dettagli, chi popoleranno i prossimi episodi, quali saranno i ruoli che queste figure contorneranno nel tutto, combattono lotte impari e senza senso, anime dannate ma inquiete che camminano lungo la riva dell’assurdo, uomini forti e coraggiosi che innalzeranno la loro bandiera della pace finchè qualcosa non andrà al proprio posto. Com’è andata? Semplice. Alina sarà sola nel combattere questa battaglia. Perché? Perché nessuno potrò aiutarla, nessuno potrà comprenderla. L’Oscuro l’avrebbe ammazzata. Nonostante i continui ma vani tentativi di sapere chi è e da dove proviene. Tornerò nuovamente lì, non appena saranno pubblicati i volumi successivi, ed finalmente scoprirò ogni cosa.

Mentre ripongo queste poche righe, vedo ciò che avrei voluto vedere. Tenebre e ossa è un fantasy per giovani ma anche adulti che in un certo senso è una boccata d’aria fresca in una landa deserta ma mite. Una buona occasione di rievocare il ricordo della Bardugo e custodirlo gelosamente, trasformando così l’idea di partenza che si trattasse di qualcosa che non potesse andare al di là del semplice intrattenimento, poiché zeppo di sofferenze, solitudine, allontanamenti, sacrifici che saranno così terribili, così mostruosi, così inesorabili e abbondanti che per lenirli ci sarebbe voluto un miracolo.
E per tutto questo tempo, per tutta la durata delle otto puntate, ho indugiato, piegata in due, destabilizzata in mezzo alla strada, impedita a poter combattere e affrontare qualunque impurità o avversità.

martedì, giugno 08, 2021

Gocce d'inchiostro: Veronica e il diavolo. Storia di un esorcismo a Roma - Fernanda Alfieri

Di romanzi storici che detengono il tema della possessione non avevo mai letto niente. Ora che mi sono approcciata a Fernanda Alfieri credo proprio che approfondirò certi suoi argomenti con la lettura di altri romanzi, anche se oramai è divenuto un rito quello di celebrare e salutare argomentazioni e tematiche a me sconosciute che in niente mi affascinano moltissimo; partecipo all’iniziazione di sortire quella determinata lettura senza dare peso a niente e nessuno. Recito una parte senza sapere né come né perché. Un arcobaleno dai colori impazziti.
Recentemente, affascinata da tale tema, mi recai fra le vecchie mura della capitale italiana, nel 1830, interessata a seguire passo dopo passo quali sarebbero state le modalità di sopravvivenza di una ragazza posseduta dal diavolo. Una di quelle rare occasioni in cui il sentimento prevale sulla ragione, e che fra le pagine del romanzo dell’autrice ho acquisito una notevole conoscenza di questa natura: le sue ricerche mi condussero fra le braccia di gesuiti e frati che impelagati nell’affannosa ricerca di rivelare verità sconcertanti e cocenti lasciano le loro abituali quotidianità per urbanizzarsi nell’estirpare questo male assoluto rivelando dalle maglie dell’oblio la più cocente verità. Molti studiosi sono morti tramandando segreti che nessun giovane ha mai veramente appreso. Dopotutto il sapere serve anche a questo, quando si crede di vedere ciò che abbiamo dinanzi ai nostri occhi ma che in realtà non vediamo. Fernanda Alfieri se ne fece un cruccio, e scomparendo dal mondo odierno, estrapolò quelle giuste conoscenze che strada facendo si sono perse; la cultura a questo proposito è un bellissimo trampolino di lancio. Osservando il tutto come se avesse deciso di trapiantare il suo tempo come un albero in modo che attecchisca bene, tagliarlo finemente affinchè il legno di cui è costituito possa essere intagliato.

Titolo: Veronica e il diavolo. Storia di un esorcismo a Roma
Autore: Fernanda Alfieri
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 21 €
N° di pagine: 376
Trama: E’ il 23 dicembre 1834 quando due gesuiti bussano a una porta di via Sant’Anna. Sono stati chiamati al capezzale di una giovane donna << ritenuta ossessa >>, Veronica Hamerani, per liberarla dagli assalti del demonio. Inizia così questa vicenda inquietante, di cui la storica Fernanda Alfieri compie un’accuratissima ricostruzione partendo dal ritrovamento di un manoscritto nell’Archivio generale della Compagnia di Gesù. È il diario che gli esorcisti hanno tenuto durante i mesi in cui si è protratto il rito: non solo è un racconto disturbante, in cui il “diavolo”, tra violenti improperi e battute in romanesco, prende direttamente la parola, ma è anche la testimonianza straordinariamente viva delle tensioni di un’epoca. Da una parte lo sguardo della Chiesa, la convinzione che il Maligno abbia preso possesso del corpo della ragazza e la volontà di riportarlo, quel corpo, sotto il proprio controllo; dall’altra quello della medicina che vede le convulsioni di Veronica come una malattia curabile, l’isteria. Dall’anziano padre Kohlmann, che aveva attraversato i continenti, fuggendo dalla Francia in Rivoluzione e approdando, attraverso l’impero russo, negli Stati Uniti, e ogni volta vedendo il mondo, il suo mondo di antico regime, distrutto da un tempo presente ingovernabile; al giovane malinconico padre Manera, il più colto e dubbioso ( e se la ragazza stesse solo fingendo? ) E poi i medici, la famiglia, il Vaticano, la Roma papalina, tesa tra la superstizione e la modernità, fra la chiusura e il cosmopolitismo. Tutti sguardi e volontà di controllo che si stringono intorno al corpo di Veronica. Lo scrutano, lo misurano, lo interpretano. Lo zittiscono.

domenica, giugno 06, 2021

Gocce d'inchiostro: Trilogia della nebbia e Marina - Carlos Ruiz Zafon

I romanzi di Zafon sono comparsi in questo salotto virtuale, fra i meandri di un piccolo angolo di Paradiso mancato, con una certa frequenza, in questi ultimi tempi, non dicendo nulla di quel che è stato già detto, ma non mi sorprende affatto. Molto di ciò che sono, di quel che scrivo, lo devo in buona parte a Carlos Ruiz Zafon; il suo incommensurabile amore per la letteratura lo devo a lui, e qualcosa che l’umanità ha imparato ad amare con l’irrimediabilità del Caso. La sua scomparsa prematura ha lasciato dietro a se un solco profondo che non potrà rimarginarsi tanto facilmente, almeno per quanto mi riguarda, e ad ogni nuovo anno decido di accogliere l’esperienza di tornare nella Barcellona degli anni ’40 per riscoprirlo ancora una volta. E così, ecco spiegato i motivi per cui almeno una volta l’anno, non rifiuto questa bellissima esperienza. Quest’oggi è toccato non uno bensì quattro romanzi, rivestiti questa volta in questa bellissima copertina, dai toni sgargianti e seducenti, ma mai distanti dalla magia, dal potere dei sogni, dell’amore per i libri e la letteratura che tengono in ordine il mondo. La cosa che più mi piace delle riletture è quella di ritornare in posti che ho amato intensamente. Da lontano, non penseresti ne ora ne mai che a distanza di qualche tempo o di anni potremmo tornare a visitare quei luoghi che, in un modo o nell’altro, hanno lasciato un segno del loro passaggio. Poi ti ritrovi dinanzi a una casa vecchia e scricchiolante, di un ragazzino amante dei libri e della buona scrittura, di un segreto sussurrato dinanzi alle soglie del tempo, un correlaio di personaggi dilaniati da un passato insopprimibile su cui si sono affacciati anime dannate che vagano lungo la riva dell’assurdo. Forse non particolarmente visibili, ma che tengono su un meccanismo sofisticato e bellissimo che è un incanto. Un arabesco di parole, immagini, suoni che una volta sedimentato nella nostra anima non svanirà tanto facilmente.

Titolo: Trilogia della nebbia
Autore: Carlos Ruiz Zafon
Casa editrice: Oscar Mondadori Vault
Prezzo: € 25
N° di pagine: 468
Trama: Una casa sulla costa atlantica spagnola; la misteriosa India; un faro in Normandia. Sono gli scenari dei primi tre romanzi dell’autore dell’autore de L’ombra del vento, destinati a un pubblico di giovani di adulti, riuniti in questo volume secondo le intenzioni dell’autore. Atmosfere gotiche, trame mozzafiato e personaggi che si imprimono indelebili nella memoria dei lettori.

venerdì, giugno 04, 2021

Gocce d'inchiostro: Un altro giro di giostra - Tiziano Terzani

Tornare in un luogo in cui vi ho risieduto tantissimi anni fa, è uno dei tanti rituali di cui quest’anno sono più avvezza. Sto rispolverando letture, romanzi cui vi feci piede quando percorrevo i corridoi delle aule scolastiche. Ci sono stati uomini che piangevano disperati alle soglie di un tunnel di cui non vi è alcuna via d’uscita, donne che approfittano di un mero sprazzo di felicità per redimere la propria anima, tornando persino sui loro passi. Il bello dei romanzi, per quanto mi riguarda, è che puoi tornare in qualsiasi luogo tu voglia quando ti pare e piace, con nient’altro che una penna e la tua agenda preferita. Le parole parlano, sussurrano ed io carpisco qualunque messaggio celato o mal celato fra le righe che romanzi come questo mi offrono. Fu il caso anche di questo romanzo, la cui rilettura ho rimandato per anni e di cui io stessa mi reputo responsabile del nostro incontro/ scontro. Queste pagine hanno funto da antidoto per chiunque, specie per chi è sprofondato in un limbo da cui non se ne scorge la luce, e mediante la preghiera, il viaggio come rifoncillazione terrena e non ci aiuta ad prendere quella giusta direzione.
Padrone di un tesoro di inestimabile bellezza, scovato tempestivamente in un epoca che sta avanzando in un lento declino, abile profanatori di teorie e critiche, desideroso di un'indipendenza fisica e morale che non tutti possiedono. Tanti, come me in questi ultimi giorni di Maggio metaforicamente parlando partono lasciandosi alle spalle una realtà che non soddisfa nella sua massima integrità. Tanti si sono lasciati alle spalle monumenti, tombe, leggende, ricordi bellissimi e tantissimi fantasmi racchiusi in meno di cinquecento pagine che oggi altro non sono che un viaggio sulla vita. Gran belle esperienze di vita nelle quali sono molto pochi coloro che vi vogliono abitare e posti in cui non si è mai soli.
Ogni sera tra le rovine di un cuore giovane racchiuso nella gabbia toracica di una massa di carne instabile e alquanto malconcia ho visto la sagoma di un maestro, un uomo la cui anima ha aderito perfettamente alla mia. Lui era un giornalista, un aviatore, uno studioso. Io una comunissima ragazza messinese, amante dei libri e della buona letteratura. Fummo scoperti amanti dell'arte del leggere e dello scrivere e da allora il nostro incontro fu come una condanna. Amore, vita, speranza e abbandono in una passione continua.

Titolo: Un altro giro di giostra
Autore: Tiziano Terzani
Casa editrice: Tea
Prezzo: €10
N° di pagine: 578
Trama: Viaggiare è sempre stato per Tiziano Terzani un modo di vivere e così, quando gli viene annunciato che la sua vita è ora in pericolo, mettersi in viaggio alla ricerca di una soluzione è la sua rispostra istintiva. Solo che questo è un viaggio diverso da tutti gli altri, e anche il più difficile perché ogni passo, ogni scelta – a volte fra ragione e follia, fra scienza e magia – ha a che fare con la sua sopravvivenza. Strada facendo prende appunti. Da una lunga permanenza d New York e poi in un centro “alternativo” della California nasce un ritratto inquietante dell’America. Da un lungo girovagare per l’India, compresi tre mesi passati da semplice novizio in un ashram, sempre in cerca di qualcosa o qualcuno che possa aiutarlo. Terzani arriva ad una visione di quel che di più profondo questo paese ha da offrire all’uomo: la sua spiritualità. Ogni cultura ha ul suo modo di affrontare i problemi umani, sepcie quelli della malattia e del dolore. Così, dopo essersi interessato all’omeopatia, Terzani si rivolge alle culture d’Oriente sperimentando sulla propria pelle le loro soluzioni, siano esse strane diete, pozioni di erbe o canti sacri. Medicina tibetana, cinese, ayurveda, qi gong, reiki, yoga e pranoterapia sono fra le sue tappe. Alla fine il viaggio esterno alla ricerca di una cura si trasforma in un viaggio interiore, il viaggio di ritorno alle radici divine dell’uomo.

mercoledì, giugno 02, 2021

Le TBR: richiami dell'anima 2°

La mia vita quotidiana, negli ultimi tempi, è piena di piccole luci che impediscono di vederne una più grande delle altre. Il campo della mia mente, seppur vasto e ricco di temi e argomentazioni, talvolta si restringe impressionantemente. Così come si è ristretto il tempo che ho a disposizione. Il lavoro, che ringrazio Dio posseggo ancora, una vita frenetica scandita da un regolare tic tac, fortunatamente acquietano alcuni di quei malanni dell’anima, ma mi fanno prendere consapevolezza che in ambito letterario riducono quelle possibilità di leggere senza che quella determinata esperienza di lettura sortisca alcun effetto. Non mi piace perdere tempo dietro a quelle letture che, alla fine, non coincidono con la mia anima o con le mie preferenze. Ed è così che per la seconda volta di fila, ho pensato di restringere il numero di letture e propositi letterari con l’ennesima TBR. Il mese che ci siamo appena lasciati alle spalle, mi ha visto rispettarla adeguatamente. E per come andrà a finire questo quinto mese dell’anno, sinceramente non lo so, ma che in un certo senso mi dovrebbe aiutare ad essere preparata. A non cogliermi alla sprovvista, e perseguire nei miei scopi.





Titolo: Evelina
Autore: Fanny Burney
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 20 €
N° di pagine: 535
Trama: Evelina, figlia non riconosciuta di Lord Belmont, viene allevata in campagna sotto le amorevoli cure del reverendo Villars. a diciassette annu, invitata da alcuni amici a Londra, viene introdotta alla vita mondana e ai divertimenti dell'epoca. Ed è proprio durante una festa da ballo che la giovane conosce Lord Orville, uomo nobile e saggio. Il rapporto tra i due, condito da inevitabili incomprensioni ed equivoci, attraversa tutte le tappe dell'interesse, dell'amicizia e, infine, dell'amore. In parallelo, scorre la travagliata vicenda del riconoscimento legale di Evelina da parte di Lord Belmont. Esortata dal suo benefattore, Mr Villars, alla prudenza e al giudizio, ma anche alla forza d'animo e alla fermezza, Evelina matura una visione del mondo più consapevole e si avvia alla scoperta di se stessa e, finalmente alla felicità. 
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