Una
pila di romanzi posta sulla scrivania, alla mia sinistra, sotto lo sguardo
attento di una lettrice avida di storie. Mentre ripongo queste poche righe la
osservo, vedo le coste colorate e sgargianti, mi invado le narici del loro
profumo ancora di fresco e nuovo. Ogni romanzo, ogni lettura intrapresa, in
questi trentuno giorni, è stata studiata, vissuta, agognata, mentre il processo
naturale delle cose proseguiva imperterrito nel suo lento percorso, e provo lo
stesso stupore nel considerare che quando vedo certe pile mi brillano gli
occhi. Forse perché in questi occhi scintillano sentimenti – contentezza,
felicità, dramma, pianti, sorrisi – ma in particolare amore, squarci di
felicità che solo il processo creativo mi aiuta a mettere a bada. Del resto
quale felicità può condurre una pila di libri ad un lettore avido di storie,
che passa gran parte delle sue giornate, quei momenti di libertà, col naso
infilato fra le pagine di un libro? Ed ecco che, la me del mese appena trascorso,
ha vissuto innumerevoli esperienze proprio col naso infilato fra le pagine
bianche di un libro. Il corpo in questo mondo, la mente in un'altra dimensione,
unico superstite il mio cuore che si agitava forsennatamente nella gabbia
toracica. Tante storie, storie inventate o autobiografiche, proiettate in mondi
inventati che in un certo senso hanno funto da resurrezioni miracolose.
Romanzi su misura in carta e inchiostro:
L’aura ardente che sprigionano queste pagine, la <<freddezza
>> con cui ci si affaccia al mondo, rendono il tutto un quadro brillante,
visionario, affascinante e introspettivo che si muove mediante i gesti
impulsivi di anime affini ma solitarie, irrimediabilmente insoddisfatte.
Valutazione d’inchiostro: 4 e mezzo





