Ho trascorso i primi giorni del mese di maggio con un gruppo di
anime appartenenti alla società new yorkese. Non sono sempre stati in grado di
cavarsela, di ottenere il successo tanto desiderato, ma quelle ritratte nelle
pagine di L’età dell’innocenza è il disegno di un mondo elegante,
soddisfacente, lieto a riunirsi in posti che conferiscono un certo polo d’attrazione
in cui la Grande Mela è da tempo rassegnata ad alcune avventatezze, ma
saldamente legata ai suoi colori vivaci e sgargianti. Un esperienza del genere
di guardare questa città come se si trattasse nient’altro di un opera d’arte,
mi ha concesso l’opportunità di scoprire che << guardare >> certe
opere d’arte mi piacciono molto, nel quale il tempo trascorre lento ma immerso
in un’atmosfera quasi opulenta, diversa da ciò che mi aspettavo e nel quale l’avventura,
il brivido dell’eccitazione svanisce in quello delle proficue riflessioni,
delle sagaci e accorte osservazioni, sottilmente evocative in antichi scenari e
sentimenti romantici. Tante cose da guardare, dunque, e da riflettere, viste
quasi tutte per la prima volta, come un sussulto ripetuto e destabilizzante, ma
l’esperienza più memorabile vissuta come primo approcio con l’autrice, nello
spazio ristretto della mia casa, in una mostra di scenari freddi, distaccati, che
donano tuttavia una nuda e cruda bellezza alle più elementari passioni umane.
Titolo: L’età dell’innocenza
Autore: Edith Wharton
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 9, 50€
N° di pagine: 378
Trama: Il libro è una critica spietata alla convenzionalità dell’alta
società newyorchese: una vera aristocrazia immobiliare in cui le famiglie sono
le stesse da generazioni, le donne un ornamento e gli uomini nonfanno nulla
neppure quando findono di andare in ufficio. I ricchi personaggi del romanzo
vivono tutti nello stesso quadrilatero di strade, e d’estate si spostano tutti
quanti a Newport. Sono sempre insieme, sono privilegiati e severi al contempo,
e non concepiscono l’esistenza di un mondo fuori dal loro. Il mondo,
ovviamente, progredisce, cambia e rischia di lasciarli indietro. Ai cancelli
della vecchia New York premono l’aristocrazia imprenditoriale e bancaria – i Morgan,
i Lehman, i Guggenheim -, gli operai migrati dall’Europa e soprattutto stili di
vita dinamici e aggressivi. Il protagonista del romanzo, Newland Archer, è un
giovane raffinato che nella prima parte vediamo emanciparsi lentamente dai
valori della vecchia New York ma che poi si trova costretto a sposare una donna
che non ama assolutamente.

