venerdì, agosto 30, 2019

Gocce d'inchiostro: Cambio di rotta - Elizabeth Jane Howard

Credo di aver fatto la scelta migliore nell'approcciarmi a un autrice del calibro come Elizabeth Jane Howard. Il mio istinto non si è sbagliato nemmeno questa volta. Mi sono affacciata ad una nuova storia, lontana per qualche momento dalla famiglia Cazalet, e procedetti alle pratiche di routine. 
Arrivai in una villa fatiscente e sontuosa prendendo le giuste vicinanze e disponendo i contenuti. Una famiglia recisa da un dolore più grande di loro, una commedia realistica che non trova sfogo né mutamento, un amore nascosto e mai prolungato. 
Cambio di rotta ha tanto di quei temi che sono cari alla Howard, ma sino ad ora, nessuno dei due romanzi che ho avuto il piacere di leggere mi colpí così tanto come questo. Ciascuno di essi possiedono un ché di speciale, ma, questo..... Impossibile spiegarlo a parole. 
Eppure mediante parole mi piacerebbe parlarvene; farvi comprendere i motivi per cui questa lettura entra a far parte dei romanzi del mio cuore. In una grossa battaglia fra ragione e sentimento, senza alcuna certezza fondata di come e quando la Howard avesse emesso l'ennesima bellissima fattura. 
Titolo: Cambio di rotta
Autore: Elizabeth Jane Howard
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18,50€
N°di pagine: 430
Trama: Emmanuel e Lillian Joyce sono una coppia di mezz'età appartenente all'alta borghesia londinese ebraica e cosmopolita. Lui è un drammaturgo di successo, lei, più giovane del marito, è una donna fragile, raffinata e mondana. A mediare tra i due, il manager tuttofare Jimmy Sullivan. I Joyce conducono una vita da girovaghi: Londra e New York per il lavoro di Emmanuel, ma anche frequenti vacanze in varie località del Mediterraneo. Emmanuel tradisce Lillian con molta disinvoltura, con le giovani attrici e le segretarie che subiscono il suo camisma; complice anche l'abile lavoro di Jimmy, Lillian accetta con rassegnazione le infedeltà del marito e conduce una vita ovattata. Quando c'è bisogno di una nuova segretaria, entra in scena Alberta, una ragazza molto giovane e ingenua che proviene da una numerosa famiglia di campagna e si ritrova catapultata all'improvviso in un mondo a lei del tutto sconosciuto. Mentre i due uomini cominciano a subire il fascino semplice della ragazza e Lillian inizia a tenere che Alberta diventi la prossima amante di suo marito, l'irrequieto quartetto si trasferisce su un'isola greca, dove le dinamiche fra i quattro personaggi prenderanno una piega inaspettata...

La recensione:

Guardare il cielo standoci dentro è diverso da ammirarlo a naso in sé: si riesce perfino ad amarlo.

Le storie intense, romantiche e drammatiche come queste mi fanno comprendere quanto essi siano il mio pane quotidiano. Alle storie giovani, ingenue e sempliciotte, al contrario, vi ero affezionata anni e anni fa, per il loro sentirsi continuamente liberi, spregiudicati, senza alcun timore di piacere o meno. Quando ho compreso che questo tipo di opere mi bloccavano nel vano d'ingresso di un mondo letterario che invece vorrei viverci, la coscienza mi disse che era tempo di scartarle di lato e dare voce a ciò che ancora non aveva avuto una sua voce. Ogni tanto torno scherzosamente a quel periodo in cui ero giovane e ingenua, arrossivo per un nonnulla, ero assuefatta da un tipo di amore che, solo adesso, comprendo non potrà mai esistere. All'età di ventisette anni comprendo perfettamente che quello era il periodo giusto per quel tipo di letture; in compenso, ora sono certa che, se non fossi maturata spiritualmente, non sarei qui. Con un discreto bagaglio culturale, una sete insaziabile di conoscenza e curiosità che giorno dopo giorno cresce a dismisura. Mi ero nuovamente invaghita di un autore novecentesco, o, in questo caso, un autrice americana, che ha rappresentato la salvezza, ha rivelato le bellezze di un mondo di cui ancora non ne facevo parte. 
Cambio di rotta, dunque, mi ha indotta in una situazione in cui non ho avuto altra scelta se non recidere un pezzo del mio cuore e lasciarlo nelle abili mani della sua creatrice. Aprendo cassetti del tempo su qualunque fronte, qualunque situazione, costringendomi così a ripercorrere il tragitto della vita all'inverso. 
Ero tornata nel mondo howardiano. Sbirciando dalla mia postazione preferita dal quale sono fuggita, scorsi delle sagome in movimento dirigersi nella penombra di uno sfondo saturo dai fievoli bagliori del mare, l'aria densa di pesantezza, soffocamento, oppressione, disagio, tipico della narrativa howardiana. Poteva essere l'inizio di un qualcosa che non avrebbe fatto altro che alimentarsi, a mia insaputa, dalla linfa vitale del mio essere. Eppure, riconoscere in questo romanzo tratti distintivi che lo paragonino e rendino completamente un romanzo classico, per il suo costante richiamo al passato, è qualcosa che ha a che fare con un certo tipo di magia imperscrutabile e insondabile. 
Evidentemente la Howard aveva in mente una storia i cui personaggi avrebbero dovuto recuperare ciò che hanno perso nel tempo. Stelle che brillano molto fiocamente, e che, mediante un processo catartico, combattono innumerevoli battaglie pur di diventare buoni, redimersi da ogni colpa. Rinascere dalla terra, tornare dall'oblio, catalogando ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. 
È una storia drammatica, intensa che ha un'importanza simbolica e non metaforica che, mediante un bellissimo viaggio che si percorre col cuore colmo di un indicibile tristezza, cela il suo messaggio letterario nella capacità dei personaggi di poter cambiare direzione, oltrepassare divergenze e difficoltà affinché possano rinascere. Sebbene, per come la vedo io, una lettura di questo tipo non ha bisogno di scuse o tributi per essere dichiarato drammatico, se già si coglie gran parte della sua anima. Si è come avvolti in un atmosfera 'surreale', avvolgente che inorridiscono la serenità, la tranquillità di ognuno, ma li differenziano dagli altri proprio perché la Howard li ha resi esattamente per come avrebbero voluto essere. Uno scrittore, un commediatore, un attrice. Rincorrendo i loro sogni, sforzandosi di ottenere i loro scopi osservando la vita e traendo insegnamento da qualunque cosa. 
Alla pari di alcune tematiche care a Fitzgerald, in Cambio di rotta vi è un autrice che sapientemente ci ha fatto cogliere uno dei temi principali di questa storia: ovvero, l'impossibilità dei protagonisti di vivere la vita con quegli effimeri piaceri, quegli strabilianti giochi di luci e ombre che indorano qualunque cosa e che alla fine rendono l'uomo quello che esattamente è: una creatura che tenta in ogni modo di afferrarli. 
Cambio di rotta esplica perfettamente tutto questo, rendendo questo ennesimo ritratto umano una piccola autobiografia dell’autrice a cui è stata risucchiata innumerevoli volte la felicità. 
Da lettrice romantica per come sono, sebbene persiste una certa tristezza, ho amato questo romanzo un tantino di più della famiglia dei Cazalet per questa felicità effimera, senza ragione né garbo di cui sono continuamente soggetti i protagonisti. E con cui spudoratamente si avvolgono, nei piaceri di una vita inappagante, infelice, nell'attimo stesso in cui si viene travolti dalla risacca disomogenea del tempo. 

Si alterano le dimensioni delle cose per nascondere questa difficoltà, ma è quasi impossibile vedere il tutto, anche solo la vita di un singolo individuo.

Valutazione d’inchiostro: 5

4 commenti:

  1. İlginç bir kitap Gresi 😊 teşekkürler paylaşım için 😊

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  2. Non ho letto ancora nulla di quest'autrice, anche se ho più di un suo titolo in wishlist. Capisco il tuo discorso sull'età e sui generi di libri, più si cresce, più cambiano i gusti, e alcuni romanzi che tempo prima non avevamo compreso pienamente, possono poi essere riletti alla luce di nuove esperienze.

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    1. Esattamente, Little Pigo 😊 ho amato romanzi, recentemente, che quando ero adolescente non avevo compreso affatto 🤗 ben o male si cresce anche con la letteratura 🤗🤗

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