La
De Gregorio ha scritto della sua solitudine come qualcosa di destabilizzante,
atroce, usando il linguaggio del cuore e dei nervi, sperimentando cosa
significa avere e allo stesso tempo lasciarsi scappare l'amore profondo dei
figli, carne, sangue, muscoli che le sono appartenuti e che adesso, alla soglia
della vecchiaia, si è lasciata sfuggire come sabbia fine sul palmo di una mano.
Titolo:
Mi sa che fuori è primavera
Autore:
Concita De Gregorio
Casa
editrice: Feltrinelli
Prezzo:
13 €
N°
di pagine: 122
Trama:
Ferite d'oro. Quando un oggetto di valore si rompe, in Giappone, lo si ripara
con oro liquido. E' un'antica tecnica che mostra e non nasconde le fratture. Le
esibisce come un pregio: cicatrici dorate, segno orgoglioso di rinascita. Anche
per le persone è così. Chi ha sofferto è prezioso, la fragilità può
trasformarsi in forza. La tecnica che salda i pezzi, negli esseri umani, si
chiama amore. Questa è la storia di Irina, che ha combattuto una battaglia e
l'ha vinta. Una donna che non dimentica il passato, al contrario: lo ricorda,
lo porta al petto come un fiore. Irina ha una vita serena, ordinata. Un marito,
due figlie gemelle. E' italiana, vive in Svizzera, lavora come avvocato. Un
giorno qualcosa si incrina. Il matrimonio finisce, senza traumi apparenti. In
un fine settimana qualsiasi Mathias, il padre delle bambine, porta via Alessia
e Livia. Spariscono. Qualche giorno dopo l'uomo si uccide. Delle bambine non
c'è più nessuna traccia.






