La fine dell’anno, anzi, questi ultimi giorni, scandagliano giorni all’insegna del benessere, della quiete. Il tempo, comunque, scorre inesorabile, e, in una manciata di ore da che si accoglie il nuovo anno, prepararsi per salutarlo. La magia di questi attimi, come mi piace definire certi momenti, certe cose, ha a che fare non solo col periodo natalizio, quello in cui ogni cosa sembra possedere una certa lucentezza, conferire gioia e benessere nei cuori di chiunque, e come tanti altri anni si ripete, sfruttando di ogni attimo presente. La mia teoria è la seguente: la vita può riservarci anche delle gioie, e il segreto è saperle riconoscere. Eppure, come nella vita, anche per quanto riguarda il mio percorso di letture, quest’anno ce ne sono state alcune che hanno corrotto il mio animo. Forse scrivere << corrompere >> è un esagerazione, se non addirittura una cattiveria, ma ci sono state letture, lette nel corso di un anno, che hanno tentato di salvarsi ma inutilmente. Se ci penso, forse non erano letture adatte a me, che avrei potuto anche non leggere, ma, se non vissute, non sarei ora qui per potervene parlare.
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E l'autrice, in un romanzo che altri non è che una confessione sussurrata nel cuore della notte all'anima di chiunque, un urlo lanciato dalla soglia della nostra coscienza, non ebbe motivo di sospettare che questa sua opera ne fosse del tutto esente.
Titolo: Più gentile della solitudine
Autore: Li Yiyun
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 20 €
N° di pagine: 319
Trama: Cosa unisce Boyang, giovane immobiliarista rampante di Pechino, Ruyu, commessa e amica-factotum di ricche e annoiate signore californiane, e Moran, ricercatrice di laboratorio in una sperduta azienda farmaceutica del Massachusetts? O meglio: quale segreto del loro passato li divide e li tiene lontani? E quale ruolo ciascuno di loro ha avuto nella morte dell'antica compagna cui si apprestano a dare l'ultimo saluto? Per scoprirlo, Yiyun Li ci riporta all'agosto del 1989, due mesi dopo il massacro di piazza Tienanmen. E tutto parte dall'arrivo a Pechino di Ruyu, orfana e (segretamente) cattolica, mandata in città dalle prozie a iniziare la scuola superiore con la sua preziosa fisarmonica come unico capitale. Quando la ragazza entra da outsider nel quadrilatero, il caseggiato tradizionale dove ogni aspetto dell'esistenza si svolge in comune, in apparente armonia, le vite di Boyang e Moran iniziano a cambiare. E lo stesso vale per il destino di Shaoai, studentessa universitaria e dissidente, piena di rabbia repressa per una società che sembra aver già cancellato i fermenti e il desiderio di libertà di poche settimane prima. L'alternarsi della realtà della Cina di fine anni Ottanta con la contemporaneità, tra Pechino e gli Stati Uniti, scandisce le esistenze dei quattro protagonisti, avvolte da un'aura di malinconia.
