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domenica, aprile 26, 2026

Amori di carta: George Eliot

La prosa magica e impetuosa della Eliot, i suoi figli d'inchiostro - figure che quasi sempre vivono in posti in cui l'irruenza della natura lascia destabilizzati e tramortiti, il rimbombo di una voce che in poche ma salienti pagine era divenuta persona, mi avevano colto di sorpresa e la sua autrice, dopo una fervida lettura di uno dei suoi innumerevoli romanzi in qualche giorno, era divenuta un'altra di quelle figure da annoverare nel panorama di quegli autori a cui io attribuisco l'umoristico aggettivo di preferiti. Un perpetuo stato di sognante stordimento, un mondo magico e visionario, violente tempeste amorose che imperversano su chiunque, conducono in un tratto sinuoso, inducendo al lettore a constatare come merito di questo strabiliante e fatiscente impero è dovuto dalla sua creatrice. George Eliot.

Ogni cosa, ogni minima cosa tocchi questa donna,sembra oggetto di studio; gli alberi, le case, persino i lavori che si adempiono giorno dopo giorno per arare i campi non rappresentano un ostacolo nel rendere lenta o tediosa la lettura. Piuttosto passano indifferenti in mezzo a fanghiglie di gente coperta dalla sporcizia, di latte rancido, in giornate piene di vanità o superficialità, in cui si finge di dedicarsi maggiormente allo spirito, quanto al pantono di desolazione o sgretolatezza che costituiscono un ostacolo inopportuno. Il richiamo ai villaggi, alle bassezze del XIX secolo che si eleva da un mucchio di pagine, dove si erano arrampicate e depositate le nostre aspettative, precariamente stabili nella speranza che esse strisciano libere, fino a non capirci più niente.

In questi dipinti distaccati in cui la vita in generale si svolge quasi sempre all'esterno, George Eliot giunse presto a bordo di una nave che aveva dispiegato le sue vele già da un pezzo ma che io ho visto partire solo poco tempo fa. I suoi romanzi fungono quasi sempre da viaggio della vita. Lunghe camminate individuali che lasciano quasi sempre addosso una strisciante malinconia.

martedì, maggio 31, 2022

Gocce d'inchiostro: La bella storia di Silas Marner - George Eliot

Ogni romanzo è in attesa del suo momento. Credo fortemente in questa concezione, per molti insulsa e inspiegabile, perché in un certo senso inaugura svariati intenti di mostrarsi in un momento particolare della tua vita. Eppure secondo me, in questa magia, si cela molto più di quel che si crede. Quel tipo di magia che ha a che fare con la volontà del lettore e il potere del Caso. Fu così che il Caso volle che mi inerpicassi fra le pagine di questo bel romanzo, conoscendo la Eliot già da qualche anno, sapendo che lo spazio in cui avrei potuto rifugiarmi sarebbe stato molto più confortevole del previsto. Quasi duecentocinquanta pagine in cui ha persistito l’eco dell’antico culto dei demoni, perché le menti che popolano queste pagine sono così rozze, difficilmente associabili al potere e alla benevolenza di un’indistinta concezione di potere – grazie a un certo potere persuasivo, che infligge un certo dolore spirituale -, offrendo uno squarcio di vita che è priva di immaginazione poiché dona vita e desiderio e speranza, ricordi che producono paura.
Silas Marner così come Middlemarch o Il mulino sulla Floss è soggetto di forme di vita che si staccano del tutto dal culto dell’invenzione per radicarsi su un terreno famigliare in cui lo scovare una certa Beatitudine eterna avrebbe pervaso non solo il corpo ma anche lo spirito, aggrappandosi a qualunque forma di credenza che possa fare effetto grazie alla parola di Dio. La mente è sconvolta dalla fede e dall’amore, gli effetti sono netti, obnubilanti nell’esilio, dove il passato diventa sogno. Il presente è quella forma intrinseca di irrealtà che scandaglia qualunque assetto illusorio.

Titolo: La bella storia di Silas Marner
Autore: George Eliot
Casa editrice: Bur Rizzoli
Prezzo: 9 €
N° di pagine: 216
Trama: Abbandonato dagli amici, dalla fidanzata, e allontanato dalla comunità a cui apparteneva fin dalla nascita a causa di un'accusa ingiusta, a Silas Marner, povero tessitore e uomo semplice, non resta altro a cui attaccarsi se non il denaro. Un bel giorno, però, dopo essere stato derubato, e aver perso quindi ogni interesse per la vita, Silas si trova costretto a fare i conti con un'inattesa novità: davanti al suo caminetto, infatti, sola e tremante per il freddo, ecco spuntare una bimba di pochi anni...

martedì, aprile 27, 2021

Gocce d'inchiostro: Middlemarch - George Eliot

Secondo me sarei dovuta nascere in un epoca parecchio antecedente a questa. A quel tempo il mondo circostante, la società verteva su paradigmi ed enigmi in cui il rapporto fra vivere e sopravvivenza è una linea così sottile, chiamata diversità, che è di per se un problema per chi è intrappolato in forme ridotte e quasi invisibili. Chiunque ami la letteratura classica, come la sottoscritta, non ci pensa due volte a bearsi di forme sofisticate di arte e scrittura che possano ripulire lo spirito da qualunque impurità. Le istruzioni, la religione, alcune forme politiche o dottrine, seguite ancor oggi da detentori che hanno disgraziatamente prostrato il nostro paese in due, dovevano entrare in un fiume finchè l’acqua non arrivasse al punto di soffocarci, poi, lentamente, in gesti di vita quotidiana che apparentemente sembrano insulsi attraverso cui è possibile comprendere il mondo circostante. George Eliot, non fu solo una grandissima scrittrice, ma anche una << rivoluzionaria >>. Un’esponente di svariati partiti la cui isola di fondamentale ispirazione fu la scrittura. Il mondo è zeppo di banalità che ci inducono ad indulgere su importanti discorsi, moralismi. Lo spirito di cui è avvulso, così autentico da sembrare tattile, e la forza di certe esigenze che possano piegare chi ignora il tutto alle sue funzionalità. Ci si scopre a imboccare una strada diversa dagli altri, non solo per cultura o intelligenza, ma grazie all’aiuto di Dio e della Fede si può conservare intatta la visione interiore da cui proviene il tutto.

Titolo: Middlemarch

Autore: George Eliot

Casa editrice: Bur Rizzoli

Prezzo: €12

N° di pagine: 830

Trama: Al centro della storia è proprio l’immaginaria cittadina inglese di Middlemarch, all’interno della quale si articolano i destini di quattro personaggi e di due matrimoni infelici, indagati da George Eliot nel loro più impercettibili interstizi attraverso lo strumento chirurgico di uno stile espressivo sempre acuminato.

venerdì, dicembre 20, 2019

Gocce d'inchiostro: Le disavventure di Amos Barton - George Eliot

Spontaneamente accolgo le richieste di giovani autori esordienti, ma con un certo riserbo; sincera e fiduciosa, non maschero mai l’entusiasmo di leggere opere sconosciute in cui, a seconda dei casi, trapela alla fine il mio giudizio. A voler essere precisa, non tutte le opere esordienti che ho accolto sono state di forte impatto; le mie sensazioni istintive, talvolta, mi hanno indotta a girarci al largo. Caratteristica elusiva pregiata del mio carattere, che attrae in un modo o nell’altro un numero ristretto di autori.
Potrebbe essere strano, bizzarro, presentare quest’oggi un post con ben due recensioni, dopo che su Sogni d’inchiostro promulgo sempre il proposito di non sforare per alcun motivo. L’avvento del nuovo anno, ma, soprattutto, il desiderio di poter parlarvi di quelle letture che presto o tardi concluderò entro la fine dell’anno, fu l’unico espediente a condurmi qui, a riporre nero su bianco, i miei più fervidi pensieri su due opere diversissime fra loro ma che coincidono per la brevità con cui sono state lette; sembra forse esagerato, ma è stato in una manciata di ore che ho divorato l’ultima pubblicazione di una delle mie scrittrici inglesi preferite, e un racconto particolarmente breve ma intenso del mio amico di penna Riccardo Giacchi. Attraversati da piccoli ponti invisibili non si sono mai scontrati ne intercorsi l’uno con l’altro. Ma cosa mi impediva a tacere il fragore assordante dei pensieri, il desiderio irrefrenabile di mettere per iscritto ciò che mi aveva assillato come un moto potente e involuto, mentre gli ultimi giorni di dicembre sentenziano quasi quanto, nel mio personalissimo mondo, la letteratura e la scrittura sono fibre indistricabili del mio essere?
Ed ecco spiccare, fra la nebbia del tempo, il mio entusiastico parere su Le disavventure di Amos Barton anche quando altre letture reclamano la sua attenzione, che come ombre fugaci si allaungarono davanti a me, quasi come due lunghe dita protese, verso distese erbose e bucoliche o cieli di fuoco e fiamme.



Titolo: Le disavventure di Amos Barton
Autore: George Eliot
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 15 €
N° di pagine: 124
Trama: Amos Barton è il nuovo parroco della chiesa di Shepperton, una ciottadina della provincia inglese. Il reverendo è un uomo mite che cerca in ogni modo di far rispettare i dettami della Chiesa anglicana ai membri della sua comunità, ma il suo carisma inesistente, unito a una certa goffagine, fa si che non sia molto amato dai suoi concittadini.  Inoltre la parrocchia di cui si occipa non è sufficiente al mantenimento della sua famiglia, che può tirare avanti solo grazie al caritatevole prodigarsi di qualche parrocchiano e all’instancabile Milly, la moglie del curato, che ha totalmente immolato la sua vita al bene del marito e dei suoi figli. La situazione si complica ulteriormente quando la contessa Caroline Czerlaski si installa a casa Barton, portando con sé mille pretese neppure un centesimo, suscitando disappunto in Milly e una morbosa curiosità in tutta la comunità di Shepperton. L’intera vita di Amos Barton trascorre fra continue cadute e momentanee risalite, fino all’arrivo della notizia peggiore di tutte, che lo farà precipitare nello sconforto, ma vedrà finalmente i parrocchiani stringersi intorno a lui, nonostante incarni << la quintassenza concentrata della mediocrità. >>

lunedì, luglio 30, 2018

Gocce d'inchiostro: Il mulino sulla Floss - George Eliot

Mi sono sentita eccitata, entusiasta. Sfogliavo continuamente e avidamente queste pagine rifacendo della storia della poco socievole Maggie la storia della stessa autrice - non completamente, ma in buona parte -, delle svolte della sua vita, delle continue vicende che popolano queste seicento pagine. Ma io non ci ho fatto caso; ho preso solo appunti, e maledetto me stessa per non aver mai ascoltato la sua chiamata. Mi dissi che sarei stata bene se lo avessi letto e anche dopo, forse, la mia libreria avrebbe vantato altri volumi di quest'autrice. Non credevo possibile essere giunta a questa conclusione. Mi sento una stupida nell'aver snobbato impunemente un opera magistralmente intensa e profonda come questa, e adesso che è tutto finito non mi resta altro che prendere in considerazione quello che la vita mi riserverà. Il proseguimento del mio percorso di lettrice nel mio arricchimento culturale.


Titolo: Il mulino sulla Floss

Autore: George Eliot

Prezzo: 10, 50 €

Casa editrice: Oscar Mondadori

N° di pagine: 638

Trama: Cresciuti insieme e legati da un tenace affetto i due figli del mugnaio Tulliver vedono le loro strade dividersi drammaticamente quando l'impetuosa Maggie scopre che la società, e il suo stesso fratello, non le lasciano spazio per vivere e amare.

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