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mercoledì, luglio 01, 2026

Gocce d'inchiostro: La città e le sue mura incerte - Murakami Haruki

La condizione di un giovane pieno di desideri, "ridotto all'osso" e reso sensibilissimo mi narrò la sua storia mediante un lungo e profondo flashback e che, alla pari di tanti altri romanzi, non ha un nome.
Artista che eccelle con la propria arte segreta, parte integrante di un mondo ignoto a tutti quelli che gli stanno intorno, riescono a penetrare in lui come uno sguardo indagatore che sembra quasi voler trafiggere gli altri, nota per nota, riga per riga. Essere in un giardino segreto a cui solo lui può accedere. Ma sarà veramente così? Non esiste nessuno che riuscirà a capirlo veramente? A leggere nel suo cuore come nessun altro? Non lo farà più sentire solo. Isolato, alle prese con qualcosa che riesca a redimerlo dalla sua condizione di penitente? A quanto pare, si. Un fulmine silenzioso e invisibile, ha fatto breccia nel suo cuore generando un'attrazione senza limiti né condizioni. Senza un motivo né una spiegazione. Senza ma, né se.
Con un semplicissimo gesto mi ha reso partecipe dei segreti che popolano questa città. Come un uccellino che vola e può sentire la forza del vento. A scorgere in lontananza un paesaggio, ma troppo distante per poterne cogliere i particolari.
Sensazioni mai provate prima. Un luogo magico in cui l'amore illusorio e quasi irraggiungibile di due amanti nati sotto una cattiva stella avrebbe potuto sfociare in tutta la propria essenza. Una meteora incandescente che aveva preso fuoco. Bellezza e luminosità. 


Titolo: La città e le sue mura incerte

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 16 €

N° di pagine: 560

Trama: Diciassette anni lui, sedici lei, il primo amore, il tempo di un’indimenticabile estate. Tra passeggiate lungo il fiume o in riva al mare, speranze sussurrate su una panchina e sogni affidati alle righe di una lettera, lei gli racconta di una città circondata da alte mura: i ponti di pietra, la torre di guardia, un orologio senza lancette, una biblioteca. «La vera me stessa è lì che vive», gli dice la ragazza, e lì lui sarà il Lettore dei sogni. Poi, all’improvviso, lei scompare. La chiave per ritrovarla è quella città. Ma solo chi lo desidera con tutto il cuore potrà superare le sue mura. Un romanzo immerso nelle atmosfere ipnotiche e rarefatte che hanno reso celebre Murakami Haruki, ma anche ben radicato nella realtà. Una profonda riflessione sullo scorrere del tempo, sul rimpianto di ciò che abbiamo perduto, sugli sconfinamenti della verità, sul senso della nostra esistenza.

mercoledì, giugno 03, 2026

Gocce d'inchiostro: 1Q84. Libro 1, 2, 3 - Murakami Haruki

Una sera di fine dicembre, mi sedetti sul divano, presi la mia copia sgualcita di 1Q84, e mi misi a leggere. Sedevo con le gambe incrociate, pronta ad immergermi in un avventura che avevo esplorato già quattro anni fa. Il discorso, la trama, è sempre la stessa, finché non ricordai quanto di Tengo e Aomame serbassi un ricordo speciale e bellissimo. Quest'oggi, quindi, in un periodo un po' turbolento della mia vita, vi racconto tutto quello che ho letto in 1100 pagine, tutti i miei discorsi con la loro anima passionale e drammatica, la mia esplorazione personale dell'autore, le mie teorie, così come l'amore nei riguardi del mondo onirico giapponese, espresso tutto ciò con una certa veemenza e sicurezza che spero possa scalfire i cuori di chiunque.

Titolo: 1Q84. Libro 1, 2, 3.

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 26 €

N° di pagine: 1100

Trama: Tokyo, 1984. Aomame è un'assassina spietata e fragile. In minigonna e tacchi a spillo, vendita tutte le donne che subiscono violenza, con una tecnica micidiale e invisibile. Tengo è un ghost writer che deve riscrivere un libro inquietante, pericoloso come una profezia. Entrambi si giocano la vita in una storia che sembra destinata a farli incontrare. Ma quando Aomame vede sorgere in cielo una seconda luna, capisce che, forse, non potranno condividere neppure la stessa realtà.

sabato, maggio 02, 2026

Gocce d'inchiostro: I salici ciechi e la bella addormentata. Ranocchio salva Tokyo - Murakami Haruki

In genere mi capita di dimenticare, prima o poi, la storia di un romanzo che mi è particolarmente piaciuto.
Tuttavia non cade completamente nell'oblio, e per ripescarlo lo faccio in tanti modi. 
I romanzi di cui mi appresto a parlare oggi non li avevo ancora letti, dimentichi sulla mensola di uno scaffale fin troppo pieno. Eppure ci sono stati elementi che sono svaniti insieme al suo autore che li ha scritti. Sono casi semplici ma comuni: se il fiume è zeppo di pesci, qualcosa di buono prima o poi scoverai.
Non mi resta dunque che raccontarvi l'ennesimo viaggio con Murakami Haruki. Questa volta una corposa raccolta di racconti che mi ha colpito profondamente, sebbene scevra di originalità e innovazioni. Ma anche questi piccoli tasselli di un quadro surreale, magnifico, introspettivo, profondamente sentito dolorosamente vissuto, per qualche tempo sono certa finiranno nel dimenticatoio e, in un momento imprecisato della mia vita, torneranno nuovamente a galla. 

Una mattina << l’ora di lettura murakamiana >> venne impiegata in modo inaspettato. In una manciata di mesi, nel 2025, ho riletto ogni romanzo scritto da questo autore, attraversando quelli che non sono altro che i confini della sua splendida poetica, produzione artistica, affascinata da questa visione surreale di strutturare il mondo in un cosmo ospitale ma incomprensibile. Da una stanza colma di libri, di uno spazio in cui potersi rifugiare, lenire l’anima mediante le cure di un balsamo che avrebbe donato ristoro, energia alle membra di un corpo minuto ma solido e robusto, l’eco assordante della letteratura filtra e si condensa in minuscole particelle: gocce luminose di vita, sapere, conoscenza in cui nel tempo ho potuto cogliere. Abbellendo la mia anima, il mio piccolo corpo, con estrema cura. Il posto adatto per ogni bibliofilo, nel quale le parole erano state messe su mediante un abile lettore di anime. Murakami, sin da quando avevo 22 anni, mi fa questo strano effetto: parla al mio cuore come nessuno. Appollaiato sulle mie spalle pronto a condividere, in parole che non hanno forse un senso, quelle pennellate di colore nel quale le stesse assumono altra forma, altra violenza. Questa lettura, anzi rilettura, ha avuto il medesimo effetto: sbatacchiata contro la parete del mio cuore, ha sciolto grumi di incertezza, dimenticanza che inconsapevolmente tenevo in petto.

Titolo: I salici ciechi e la bella addormentata
Autore: Murakami Haruki
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 14€
N° di pagine: 387
Trama: Scritti e pubblicati in Giappone nell'arco di oltre un ventennio, i racconti che compongono questa raccolta ci offrono, nella estrema varietà di ispirazione, lunghezza e stile che li caratterizza, un affascinante campionario delle tematiche e delle atmosfere che troviamo nei grandi romanzi di Murakami. Dalla leggerezza di brevi episodi come 'Il frutteto' e 'Splendore e decadenza delle ciambelle a cono', condotti su un filo della comicità e dell'assurdo, passiamo alla nostalgica eppure lucida rievocazione di ricordi autobiografici nel racconto 'Il folclore dei nostri tempi' e in quello che dà titolo al volume, basati sull'esperienza giovanile dei mitici anni Sessanta.

sabato, aprile 04, 2026

Gocce d'inchiostro: L'elefante scomparso e altri racconti - Murakami Haruki

Un linguaggio semplice ma ipnotico, a cavallo fra due generazioni, soave, a tratti lento a tratti monotono come una dolce litania mi ha tuttavia invaso con la sua inspiegabile essenza. Ancora una volta sono andata e tornata, girando su me stessa, puntando dritto verso una meta sconosciuta. Ancora una volta, quando si parla dei miei autori preferiti, o, in questo caso, di Murakami Haruki, mi rendo conto come il nostro sia un legame indissolubile le cui letture, anzi riletture dei suoi romanzi, sono omaggio alla libertà d'espressione e d'azione in cui Murakami ci parla come in un lungo sonno, in cui l'idea stessa di destino è una fantasia. Cede il posto a situazioni assurde, inverosimili, che tuttavia coincidono col senso di smarrimento e alcune riflessioni sul flusso insinuoso del tempo. E, seppur difficile da collocare, prende vita lentamente testimoniando la passione dell'autore per il mistero della scrittura. Protagonisti di una bellezza che trascende ogni cosa e che infonde vita persino alle cose inanimate, che ne contiene tante altre in cui il mondo di fuori lo si percepisce a stento, l'anima dei personaggi intrappolata nei pensieri dell'autore e di chi legge. Storie avvincenti, delicate e profonde che, come un amabile carezza, fanno intuire, capire come il destino non è una catena di eventi ma una corsa, un continuo affannarsi sulla vita.


Titolo: L’elefante scomparso e altri racconti

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 13, 50 €

N° di pagine: 311

Trama:In un giorno d'estate soffocante, un avvocato si mette alla ricerca del suo gatto e in un giardino abbandonato dietro casa incontra una strana ragazza. Una giovane coppia decide di fare uno spuntino notturno e assalta un McDonald's per avere trenta Big Mac, realizzando così un segreto desiderio adolescenziale del marito. Nel racconto che da il titolo al libro, un uomo è ossessionato dalla incredibile, misteriosa scomparsa di un elefante dallo zoo del paese. E poi ancora una curiosa digressione sui canguri, un uomo che incendia granai per il gusto di vederli bruciare e le introspezioni di una giovane madre afflitta da insonnia.

martedì, marzo 03, 2026

Gocce d'inchiostro: L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio

Sono trascorse una manciata di minuti da ché ho terminato di leggere il romanzo, e dal primo momento in cui lessi le prime pagine il seme della curiosità ha affondato le sue radici e ha cominciato a crescere. I miei occhi color cioccolato, infatti, che seguivano febbrilmente i caratteri stampati, non riuscivano a scrollarsi se non quando giungevo alla fine del capitolo. Tazaki Tsukuru, sensibilissimo romanticone, in grado di combattere e ribellarsi usando le parole come armi, mi narrò la sua storia quasi come un lungo e profondo esame di coscienza. Scritte in quelle che non sono altro che pagine di diario, che si trascineranno fino a quando esalerà il suo ultimo respiro, per poterlo così finalmente fuggire nell'unico luogo dove né il cielo né l'inferno potranno mai trovarlo. Per quanto il righello della vita sia lungo, non arriveremo mai a misurarne la profondità. Queste poche immagini hanno mostrato una certa immagine. Condensata in un romanzo, un testo letterario semplice, che è una piccola opera d'arte. Uno spaccato di vita in cui ognuno di noi può riconoscersi, come una linea tracciata nel mezzo. E che, senza inutili preamboli, mi ha donato persino qualche insegnamento. Fonte inesauribile di pensieri, sogni, speranze e delusioni, sospesi nell'aria stagnante, impossibili da annullare del tutto. Memoria di una vita rubata di un giovane adolescente, nonché confessione sussurrata dalla soglia morale della sua insoddisfazione. Timoroso di sbagliare, vivere, amare.

Titolo: L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio

Autore: Murakami Haruki

Prezzo: 12€

Casa editrice: Einaudi

N° di pagine: 260

Trama: A Nagoya abitano cinque ragazzi, tre maschi e due femmine, che tra i sedici e i vent'anni vivono la più perfetta e pura delle amicizie. Almeno fino al secondo anno di università, quando uno di loro, Tazaki Tsukuru, riceve una telefonata dagli altri: non deve più cercarli. Da quel giorno, senza nessuna spiegazione, non li vedrà mai più: non ci saranno mai più ore e ore passate a parlare di tutto e a confidarsi ogni cosa, mai più pomeriggi ad ascoltare la splendida Shiro suonare Liszt, mai più Tsukuru avrà qualcuno di cui potersi fidare. Il dolore è cosi lacerante che nel cuore del ragazzo si spalanca un abisso che solo il desiderio di morire è in grado di colmare. Dopo sei mesi trascorsi praticamente senza mangiare né uscire di casa, nelle tenebre di un'infelicità senza desideri, Tzukuru torna faticosamente alla vita ma scopre di essere cambiato. Non solo nel fisico - più magro, dai lineamenti più duri e taglienti - ma anche, soprattutto, nell'animo. Ancora oggi, quando ormai ha trentasei anni, continua a vivere con l'ombra di quel rifiuto che lo accompagna sempre, come una musica che resta sospesa nell'aria anche quando non c'è più nessuno a suonarla. L'incontro con Sara, che intuisce l'inquietudine nascosta dietro l'apparente ordinarietà di Tsukuru, sarà l'occasione per rispondere a quelle domande che per sedici anni l'hanno ossessionato ma che non ha mai avuto il coraggio di affrontare.

martedì, febbraio 03, 2026

Gocce d'inchiostro: Uomini senza donne - Murakami Haruki

Ho avuto solo un attimo di sgomento, durante il corso della lettura. Dopo essermi buttata con grande entusiasmo fra le sue pagine - era da tanto che non leggevo qualcosa che profumasse di orientale - ho guardato dalla porta della mia stanza la distesa di bonsai che circondava il piccolo giardino zen, che uno dei protagonisti di questa storia dedicava in gran parte della giornata, e mi sono chiesta come facesse anche questa innocua raccolta di racconti essere così << magica >>. La risposta era semplice: tutto intorno a me. Come un'azione che non ha mai fine, ma che si accompagna nel tempo.

Con la fine dell’anno e l’approssimarsi di un’altro, questa raccolta di racconti ha funto da quel genere di storia nonchè nascondiglio legittimo e sicuro in cui, ogni volta le storie del mio amato Murakami si presentavano come delle apparizioni, i brutti ricordi che mi portavo dietro dal mondo reale svanivano.

Immagini che, pur quanto mi sforzi a classificarle e confrontarle, sembrano rievocare qualcosa di famigliare. Nitide, tangibili in cui il mondo sembrava aver ritrovato il centro della realtà. I colori, le forme naturali, ma dettagliatamente screziati.

Il flusso insinuoso del tempo, che risulta difficile collocare nella psiche umana, su uno sfondo rurale, si riesce a "vedere" ma non avvertire.  Acute riflessioni sulla vita, l'amore per la montagna e i boschi, far dono di una sensibilità che riconosca la bellezza e ricrearla, testimoniano una mente consapevole della natura articolata e pluralistica del mistero della psiche umana. Profonde concezioni che testimoniano una certa malinconia, e che dilagano su diversi fronti. Composte mediante una serie di consigli - dispensati in svariati momenti della giornata di cui non si conosce tuttavia l'origine. Si riesce a coglierne la saggezza, ma non a stabilire la durata. Una raccolta di racconti semplici, che è una poesia del silenzio. Dell'assenza, dell'isolamento, della solitudine. Della libertà di vagare senza una meta, che ha dentro vasti richiami per trovarne una collocazione. Poiché va oltre l'infinito, come un granello di sabbia ingoiato dalla spiaggia. Ti intestardisci a trovarla, ma sai che potresti tentarci anche un'intera vita. Per capirla veramente, per immedesimarsi completamente in loro, nei personaggi credo, bisognava essere stati lì. Rivestire i loro panni, e muoversi silenziosamente in quel periodo. In quella realtà parallela, nelle mani di un fato che ha un posto speciale da riservare.


Titolo: Uomini senza donne

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 19 €

N° di pagine: 222

Trama: Una mattina Gregor Samsa si sveglia in un letto e scopre di essersi trasformato in un essere umano. Non ricorda nulla della sua vita precedente. Che fine ha fatto lo spesso carapace che lo proteggeva? E perché adesso è ricoperto da questa sottile, delicata pelle rosa? Chi, o cosa, era prima di quel risveglio? Insomma, adesso Samsa dovrà adattarsi alla nuova e "mostruosa" condizione di uomo. Quando però alla sua porta bussa una ragazza il cui fisico è deformato da un'enorme gobba, Samsa dovrà fare i conti con qualcos'altro di sconosciuto: il desiderio e l'erotismo visto con gli occhi di chi sa andare oltre le apparenze. Habara, il protagonista di "Shahrazad", è un uomo solo, confinato in una casa nella quale è vietato ogni contatto col mondo. Non sapremo mai perché, e in fondo non è importante: quello che sappiamo è che il suo unico svago sono le visite regolari di una donna misteriosa che lo rifornisce di libri, musica, film... e sesso. Ma soprattutto gli racconta delle storie, proprio come faceva Shahrazad. E in queste storie Habara si tuffa come un bambino, finalmente libero.

venerdì, gennaio 02, 2026

Gocce d'inchiostro: Kafka sulla spiaggia - Murakami Haruki

Tessuti a mezz'aria da creature incorporee, lavorate da uomini che soffrono, legate a cose volgarmente materiali.

Si tratta di malformazioni, creature che, come un increscioso dilemma, un quesito dell’anima, che talvolta mi pongo anch'io, grandi e profonde riflessioni su ciò che più considero davvero indispensabile, accecata dal profilo spigoloso di qualche autore solo o insoddisfatto, che come mura vecchie e ingrigite si staglia con uno strano profilo sull'orizzonte.

Eppure, Murakami Haruki mi fa questo effetto. La sua prosa, così pura, elegante, priva di genio ma ricca di quel surrealismo copioso che richiama alla mente un diletto tutto particolare, con messaggi di un linguaggio che non è del tutto sconosciuto, vibrano in modo che si riproducessero continuamente nel loro modo segreto. Non importa più nemmeno di ciò che si sta leggendo, è un piacere sottilmente fisico provocato dal puro disporsi della scrittura nello spazio, dalla leggerezza delle sue movenze, dal suono cristallino che fa rimbalzando sul tavolo di marmo della nostra attenzione. Ho riletto dunque questo romanzo - primissimo approccio con l’autore quindici anni fa - non tanto per curiosità, ma, in fondo per essere intrattenuta da un uomo di lettere a dir poco bizzarro. Come? Lasciandomi cullare dalla sua prosa scorrevole, entrando nella sua mente, nel suo corpo, facendo vibrare il mio cuore nel suo modo segreto.

Titolo: Kafka sulla spiaggia

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 15 €

N° di pagine: 518

Trama: Un ragazzo di quindici anni, maturo e determinato come un adulto, e un vecchio con l'ingenuità e il candore di un bambino, si allontanano dallo stesso quartiere di Tokyo diretti a Takamatsu, nel sud del Giappone. Il primo, che ha scelto come pseudonimo Kafka, è in fuga dal padre, uno scultore geniale e satanico. Mentre il secondo, Nakata, fugge dalla scena di un delitto nel quale è stato coinvolto contro la sua volontà. Seguendo percorsi paralleli, che non tarderanno a sovrapporsi, il vecchio e il ragazzo avanzano nella nebbia dell'incomprensibile, schivando numerosi ostacoli, ognuno proteso verso un obiettivo che ignora ma che rappresenterà il compimento del proprio destino.

mercoledì, dicembre 17, 2025

Gocce d'inchiostro: Ritratti in jazz - Murakami Haruki e Wada Makoto

Musica e scrittura. Lirismo e magia. Quando iniziai a vedere ciò che questi due autori giapponesi spiegano in questo breve saggio, rimenbrai momenti del mio passato che coincidono col momento in cui feci di Murakami e delle sue storie il mio cantuccio personale.
Questa ennesima musicale raccolta risana 'ferite' che la stessa scrittura gli ha inferto, perché anche se il miglior ingrediente per dipingere un altro mondo è intriso nell'inchiostro, avrebbe unito due mondi, quello di qua e quello di là, concedendo così alla nostra stessa anima di perdersi e poi ritrovarsi.
Questo saggio, accompagnato da un breve carosello di immagini bellissime e impressionistiche, lanciano un certo vagito nel mondo. Trasformando qualcosa di inutile in indispensabile per chi è desideroso di apprendere qualcosa in più riguardo l'autore, la sua scrittura. Prendendosi quelle giuste misure come fanno solitamente i non appassionati del genere, constatando subito dopo di avere anime affini, consumate intensamente.

Titolo: Ritratti in jazz 
Autori: Murakami Haruki e Wada Makoto 
Casa editrice: Einaudi 
Prezzo: 13 € 
N°di pagine: 240
Trama: Murakami Haruki ha gestito un jazz club per molti anni prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura: ecco, leggendo "Ritratti in jazz" si ha l'impressione di essersi appena seduti a uno dei tavoli del locale a bere qualcosa mentre un vecchio amico, Murakami stesso, ti racconta quello che stai ascoltando. Il tono è confidenziale, caldo, privo di specialismi, eppure pieno di informazioni, curiosità, aneddoti, di cose che si scoprono. Quello, però, che più colpisce è la passione sincera e bruciante che ogni "ritratto" trasmette: Murakami riesce veramente a farti "sentire" il brano o il disco in questione.

giovedì, novembre 27, 2025

Gocce d'inchiostro: A sud del confine, a ovest del sole - Murakami Haruki

Non volevo iniziare questa recensione così. Non ho ancora le idee chiare e volevo aspettare qualche altro minuto per buttare giù qualche parola. Ma ora che ho terminato questo bel romanzo da una manciata di minuti non ha alcun senso aspettare. La prima sorpresa riguarda il fatto che Murakami Haruki, ancora una volta, ha lasciato un segno, una traccia del suo passaggio. E ciò non desta scalpore nè tantomeno sorprende, perchè tornare ancora una volta fra le sue pagine è stato davvero molto bello. Mi immagino l'autore che siede alla scrivania a scrivere un nuovo romanzo. Del resto è quello che penso faccia qualunque autore. E Murakami Haruki, a questo proposito, è un lettore di anime che coglie l’anima di chiunque. Ogni cosa.

Fra le braccia di figure che non sono altro che soggetti dall'ambizione snodata e vacui e penitenti, che scavano nel cuore della gente per riempirla di illusorie aspettative, mascherando e allontanando ciò che è importante nella loro vita. Qui sono stati depositati tutti i sentimenti negativi che hanno coltivato per tanto tempo e che hanno nutrito con rabbia e invidia. Viaggiatori lasciati soli nell'immensità di un cosmo forse un po' troppo grande persino per loro, in una trama segmentata che scivola nei recessi della psiche umana, ergendo un muro di dubbi, paure e perplessità che inquinano lo spirito.

Titolo: A sud del confine, a ovest del sole

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 13€

N° di pagine: 204

Trama: Fino ad allora Hajime aveva vissuto in un universo abitato solo da lui: figlio unico quando, nel Giappone degli anni Cinquanta, era rarissimo non avere fratelli o sorelle, aveva fatto della propria eccezionalità una fortezza in cui nascondersi, un modo per zittire quella sensazione costante di non essere mai lì dove si vorrebbe veramente. Invece un giorno scopre che la solitudine è solo un'abitudine, non un destino: lo capisce quando, a dodici anni, stringe la mano di Shimamoto, una compagna di classe sola quanto lui, forse di più: a distinguerla non c'è solo la condizione di figlia unica, ma anche il suo incedere zoppicante, come se in quel passo faticoso e incerto ci fosse tutta la sua difficoltà a essere una creatura di questo mondo. Quando capisci che non sei destinato alla solitudine, che il tuo posto nel mondo è solo là dove è lei, capisci anche un'altra cosa: che sei innamorato. Ma Hajime se ne rende conto troppo tardi - è uno di quegli insegnamenti che si imparano solo con l'esperienza - quando ormai la vita l'ha separato da lei. Come il dolore di un arto fantasma, come una leggera zoppia esistenziale, Hajime diventerà uomo e accumulerà amori, esperienze, dolori, errori, ma sempre con la consapevolezza che la vita, la vita vera, non è quella che sta dissipando, ma quell'altra, quella che sarebbe potuta essere con Shimamoto, quella in un altrove indefinito, a sud del confine, a ovest del sole. Una vita che forse, venticinque anni dopo, quando lei riappare dal nulla, diventerà realtà.

sabato, settembre 20, 2025

Gocce d'inchiostro: Il mestiere dello scrittore - Murakami Haruki

John Irving, autore di cui non ho ancora avuto modo di conoscere, una volta disse a Murakami Haruki che "l'importante, per un romanziere, non è solo l'atto dello scrivere, bensì il saper iniettare nelle vene un tipo di droga che ti faccia divenire tossicodipendente".
Per quanto mi riguarda, la punteggiatura, lo stile di Murakami Haruki si consolidano in questo aspetto sociale/ famigliare che amo particolarmente. Considerato dallo stesso autore un accozzaglia di idee riguardanti se stesso e la scrittura, girava attorno al mio universo personale reclamando la mia attenzione.
Il nocciolo, che evidenzia ancora una volta, nell'ennesima delirante recensione, il mio amore per la prosa murakamiana, è dovuto principalmente dal fatto che desideravo individuare e distinguere quel particolare sapore che lo contraddistingue, evidenziare quegli aspetti che gli fecero amare la scrittura e considerarla come una faccenda che si semplifica nell'atto de "lo buttare giù qualcosa".
Il mestiere dello scrittore ricorda, o, per meglio dire, evoca certi episodi, ricordi che caratterizzano altri suoi romanzi, credendo ancora una volta come, sebbene la ripetività e la monotonia di certe situazioni, io sia ancora ammaliata dai suoi scritti. Dalla concezione che ha di sé stesso, del mondo circostante, dell'amore per la letteratura e per la scrittura, condensati in opere che altri non sono che ritratti della vita quotidiana in cui chiunque può riconoscersi. Alzando semplicemente lo sguardo, riuscendo a orientarsi, stabilire un punto fisso, vagare alla ricerca, sino a trovare la strada.
Titolo: Il mestiere dello scrittore
Autore: Murakami Haruki
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 12,50 €
N° di pagine: 186
Trama: Con Il mestiere dello scrittore Murakami Haruki compie un gesto straordinario e inaspettato: fa entrare i suoi lettori nell'intimità del suo laboratorio creativo, li fa accomodare al tavolo di lavoro e dispiega davanti a loro i segreti della sua scrittura. Sono << chiacchiere di bottega >>, confidenze, suggerimenti, che presto però si aprono a qualcosa di più; una riflessione sull'immaginazione, sul tempo e l'identità, sul conflitto creativo tra forma e libertà.

lunedì, settembre 08, 2025

Gocce d'inchiostro: L'uccello che girava le viti del mondo - Murakami Haruki

Il mondo ritratto in queste pagine è un mondo che ha vasti richiami a quello incantato, in cui l’illusione, il surreale e l’assurdo si mescolano ad aspetti di vita quotidiana che si scontrano o incontrano, fra belle donzelle affamate di sesso e telefonate nel cuore della notte, apparentemente superstiti  di una razza persa e disorientata che ha poco in comune col romanzo precedentemente recensito. Ma con Murakami è così: i luoghi che disegna e in cui vorrei viverci mi fanno dimenticare dove vivo, perdere letteralmente il senso del tempo, completamente immersa, al punto di non saper distinguere la realtà dalla finzione, la mia vita, i miei affanni sul mondo, costruita e sorretta giorno dopo giorno da esperienza di vita che ne arricchiscono il mio bagaglio culturale. Non fosse stato per i rumori esterni, la quotidianità che presto o tardi mi induce a svegliarmi, non credo che da questo ennesimo splendido ritratto umano sarei uscita tanto facilmente.

Eppure in questo immenso arazzo c’è un complesso di vita, fiati, respiri di figure che camminano sul sentiero insidioso della vita, quella passata e quella futura, quasi una profezia lasciata ad un tempo indefinito. O almeno così mi parve, quando mi ci approcciai, quando ci arrivai fui come cullata da un sogno la cui impressione si è mantenuta positiva per tutta la sua durata. Visitatrice attenta e curiosa, sopravvissuta ad un mondo apocalittico che rispecchia perfettamente la grandezza di certe tragedie, in una zona remota del mio cervello ho visto il protagonista, alter ego del suo autore, valicare i cieli celesti del mio iperuranio, viaggiando in un mondo di infinita bellezza. Certe storie giungono nel tuo cerchio personale quando meno te lo aspetti. Sono lì, scolpite in un foglio invisibile, in attesa che tu li viva, li legga, li senta. Una profezia, un mantra? Forse, la semplice constatazione dell’immutabilità della vita che è sempre gioia e violenza, piacere e tortura. In letteratura, quella con la L maiuscola, a me piace tutto questo. Non amo più infatti le storie sdolcinate, semplici, quelle corredate da un corollario di situazioni in cui una ventata di sofferenza è repentinamente spazzata da un amore irruento, sorprendente, persino spontaneo. Nel mio piccolo, ho costruito il mio mondo di carta con serenità, passione, in un marasma di delusioni e incredulità, il tutto sotto l’osservazione attenta del mio blocnotes preferito. Ma è questo per me il vero respiro della letteratura: scalpellare una scrittura che traduca la nostra anima. La mia.

L’uccello che girava le viti del mondo ha molte di queste caratteristiche, di cui ho potuto cogliere la voce del suo autore provenire da zone remote, lontane libera di andare dove ho desiderato. La tacita promessa di assaporare, in un futuro non troppo prossimo, il fresco e dolce sapore di questa storia. Una favola moderna dalle tonalità drammatiche e intense, la cui lettura avventurosa ha destato persino coloro che non sono più abituati a leggere storie di questo tipo. Storie che riescono a farmi rammentare così bene chi siamo. Un omaggio ai ricordi dell’infanzia, pieno di candore e semplicità in cui ci si rifugia in arti espressive il cui ritmo un po’ lento e cadenzato e una morale triste, esplica il bisogno di saper trovare il coraggio di andare avanti. Piacevolissima favola che dà luce a un mondo visionario e affascinante, il genere di storia che saprà di certo entusiasmare i più piccoli ma anche gli adulti, riesumando dal passato ricordi belli e piacevoli che pensavamo di aver dimenticato del tutto.

Titolo: L’uccello che girava le viti del mondo

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 17, 50 €

N° di pagine: 832

Trama: In un sobborgo di Tokyo il giovane Okada Toru ha appena lasciato volontariamente il suo lavoro e si dedica alle faccende di casa. Due episodi apparentemente insignificanti riescono tuttavia a rovesciare la sua vita tranquilla: la scomparsa del suo gatto e la telefonata anonima di una donna dalla voce sensuale. Toru si accorgerà presto che oltre al gatto, a cui la moglie Kumiko è molto affezionata, dovrà cercare Kumiko stessa. Lo spazio limitato del suo quotidiano diventerà il teatro di una ricerca in cui sogni, ricordi e realtà si confondono e che lo porterà a incontrare personaggi sempre più strani: dalla prostituta psicotica alla sedicenne morbosa, dal politico diabolico al vecchio e misterioso veterano di guerra. A poco a poco Toru dovrà risolvere i conflitti della sua vita passata di cui nemmeno sospettava l'esistenza. Un intrigante romanzo che illumina quelle zone d'ombra in cui ognuno nasconde segreti e fragilità.

mercoledì, luglio 30, 2025

Gocce d'inchiostro: La ragazza dello Sputnik - Murakami Haruki

Le pubblicazioni avvengono puntuali, nei primi mesi di luglio, con l'estate che prosegue imperterrita nel suo infuocato percorso, e noi lettori riduciamo il tempo della nostra impazienza nel salone circolare di una grande libreria.

Aspettando la frescura dell’autunno, ci muniamo innanzitutto di carta e penna. Poi, con un certo interesse, una certa curiosità, la stessa passione usata da anni, riversiamo attraverso quel contenitore imperfetto che è la scrittura alcune delle opere più belle e più originali del momento. Alcune che ci attirano particolarmente per la copertina incredibilmente attraente, invaghiti dallo sguardo accigliato della protagonista ritratta in copertina e i sorrisi divertiti per i loro compagni di penna. E ponendo nero su bianco i titoli,- la parola << novità >> riecheggia nella nostra testa - sentiamo la bellezza del manoscritto, il profumo di nuovo e inesplorato, che mi rendo conto ci attraggono come calamite: come la fatalità di una condanna.

Un pomeriggio, stavo sdraiata sul mio morbido letto in compagnia di un amico permaloso e inquieto, quando ebbi una sorta di chiamata. O diciamo piuttosto che qualcuno mi convocò senza che io sospettassi niente. Nel mio morbido letto quasi sempre mi lascio trascinare dalla risacca disomogenea dei ricordi che, frantumandosi come acqua sugli scogli, rivela sempre qualcosa di me. Una me giovane e ingenua. Una sognatrice sensibile e romantica, con un bagaglio di propositi e aspettative di cui solo il tempo saprà dare risposta. Questa volta si trattava della chiamata di un autore che amo molto e  che ho accolto, senza nemmeno farci caso, vagliando scrupolosamente il numero spropositato di possibilità che abbiano indotto l’autore di interagire con la sottoscritta, ancora una volta.


Titolo: La ragazza dello Sputnik

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 13 €

N° di pagine: 216

Trama:  Sumire è una ragazza impulsiva, disordinata, generosa, con il mito di Kerouac e della scrittura. Myu è una donna matura, sposata, molto ricca e molto bella. Sumire ama Myu come non ha mai amato nessun ragazzo. E Myu parrebbe provare lo stesso sentimento, ma uno schermo invisibile sembra separarla dal sesso, e forse dal mondo. Riusciranno a incontrarsi o si perderanno senza lasciare traccia come lo Sputnik, condannato a vagare nello spazio per sempre? A raccontarci la storia è un giovane senza nome, prima studente, poi maestro elementare, innamorato di Sumire innamorata di Myu. E così i destini dei nostri tre protagonisti s'inseguono ma non si congiungono mai, simili a satelliti alla deriva per l'eternità.

martedì, luglio 22, 2025

Gocce d'inchiostro: La fine del mondo e il paese delle meraviglie - Murakami Haruki

Sedetti sulla mia poltrona preferita con un uomo che ha reso il surreale, l’immaginifico uno stile di vita, dalla tempra non proprio forte ma costante che lo contraddistinguono dai tanti premi Nobel che ci sono al momento in circolazione. I protagonisti murakamiani non possono definirsi avvenenti, ma con uno strambo bagaglio di ricordi poco memorabili, in cui io, sfortunatamente per loro, li seguivo come un’ombra. La loro anima si librava leggiadra nel bel mezzo del nulla, in una particolare dimensione pronta a sconfiggere e contrastare ogni cosa, con chiaramente nessuna forma di alleanza e tolleranza. Reduci di lotte, scontri che inevitabilmente li inducono a crescere o cambiare. Credere che nel lottare per la vita si incorre spesso nella morte, ma se glielo avessero detto prima non credo ci avrebbe mai creduto. 

Prima di giungere ai bordi dell’anima di questa storia, l’ennesima splendida avventura folle e a dir poco pazzesca, confesso come ricordavo poco. Il posto accoglieva un discreto numero di persone. Avendo giurato e stipulato un patto con me stessa, è stato bellissimo, esattamente come la prima volta, avviarsi lungo una strada da cui sembra impossibile uscirne illesi. O capirci qualcosa.. Affinché la paura, i mostri del passato siano annientati, tornando dove si era stati, da dove l'avevo lasciato facendo un percorso diverso, questa volta molto più avvincente e avventuroso del previsto, o forse esattamente come la prima volta, chi può dirlo?!? - vedendo come il sinuoso scorrere del Tempo avesse adesso emesso un eco. 

Ma leggere Murakami Haruki, perlomeno a me, sortisce sempre questo effetto: riempie l’animo con una narrazione semplice ma a dir poco folle, impressionante, con una storia che non dice niente ma zeppa di eventi, cose e persone la cui lettura durerà molto meno del previsto. Poiché ha mangiato tutto. In quasi cinquecento pagine riferisce, oltre ai soliti concetti che intersecano fra Bene e Male quell'unico particolare che spicca fra tutti. La crescita interiore del protagonista, alter ego dell’autore, che giungerà, affinché avvenga, dall'orrore all'orrore, assumendo una certa importanza a certe immagini, tenuto a bada mediante una prosa semplice, coinvolgente, talvolta prolissa talvolta ripetitiva, che sarà da scissione dall'unità da dove proviene Murakami, il suo figlio di carta a quella dal momento in cui dovrà destarsi da questo sogno comatoso e appiccicoso.

Titolo: La fine del mondo e il paese delle meraviglie

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 15 €

N° di pagine: 515

Trama: In una piccola e spettrale città, che mura insormontabili separano dal resto del mondo, gli abitanti, privi di ombra e di sentimenti, vivono al riparo da qualunque emozione. Un nuovo arrivato ha il compito di leggere i vecchi sogni nel teschio degli unicorni, i soli animali del luogo, cogliendo frammenti di memorie e di un'altra vita o dimensione. Parallelemente, in una Tokyo futuribile e disumana, un uomo viene coinvolto da uno scienziato, geniale ma sconsiderato, in un esperimento a rischio della vita che lo porterà a calarsi nei sottosuoli della città, in lugubri voragini animate da creature mostruose e maligne, metafora delle paure che agitano le coscienze. Proprio nel buio fitto della mente si troverà la situazione che lega i personaggi dei due mondi, in realtà l'uno il riflesso dell'altro. Sarà possibile lo scambio tra le due dimensioni? O il viaggio rimarrà senza ritorno?

giovedì, luglio 10, 2025

Gocce d'inchiostro: L'arte di correre - Murakami Haruki

Mi domando se sia realmente possibile conoscere perfettamente una persona. Non mi riferisco esclusivamente alla persona come massa instabile di carne e ossa, no; non in questo momento. Piuttosto a figure di carta e inchiostro su cui puoi contare sempre e che, in una manciata di giorni, tracciano un segno del loro passaggio. Lasciano uno spazio vuoto che aveva una forma nitida e distinta.

Col romanzo di cui avrò il piacere di parlarvi oggi, del mio amato Murakami Haruki, mi sono trovata in una situazione analoga: anche quando mi sforzavo di conoscerlo, non riuscivo a cogliere a pieno la sua natura. Ma in che misura avrei potuto farlo? Forse sarebbe stato veramente essenziale conoscere esclusivamente quello che ho potuto vedere? A circa dieci anni dal nostro primo incontro, dopo aver chiacchierato con lui un mucchio di volte, dopo tanto tempo mi sono posta sul serio queste domande; fino ad allora non avevo mai preso seriamente a cuore certi problemi. Chissà come mai! Dopotutto sono già impegnata ad attribuire un significato alla mia inutile esistenza, nel faticoso compito di dargli una stabilità, e può mai essere possibile che la storia apparentemente semplice e innocua di un uomo come tanti detenga invece quel fascino che niente, nè il tempo o lo spazio, potrà mai dissipare? 

L’arte della corsa come espediente per concepire altri mondi, mettere in relazione qualcosa di irreversibile ma potente, trascinando nell'oscurità più profonda. In una trama in cui si può vedere solo il nulla, e di cui ne sono diventata parte. Nel fondo di un pozzo enorme in cui, alla fine, si acquisiscono facoltà, nozioni in cui afferrare l'estensione è un'impresa.

Titolo: L'arte di correre

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 11 €

N° di pagine: 146

Trama: Una riflessione sul talento, sulla creatività e più in generale sulla condizione umana; l'autoritratto di uno scrittore - maratoneta, di un uomo di straordinaria determinazione, di profonda consapevolezza - dei propri limiti come delle proprie capacità -, di maniacale disciplina nel sottoppore il proprio fisico al duro esercizio della corsa; e non da ultimo la sorpresa di scoprire che un autore celebrato per la potenza della sua fantasia sia in realtà una natura estremamente metodica, ordinata, agli antipodi dello stereotipo dell'artista tutto <<genio e sregolatezza>>.

lunedì, giugno 16, 2025

Gocce d'inchiostro: After dark - Murakami Haruki

In questi ultimi giorni sto dedicando gran parte del mio tempo a Murakami Haruki, figura alquanto celebre e nota non solo per chi legge, ma per chi è un ospite assiduo di questo salotto virtuale. Ogni tanto mi piace abbracciare con entusiasmo la lettura di opere lette in passato, romanzi il cui sistema metaletterario si poggia o si conforma ad una realtà surreale, quasi onirica, e in cui posso interpretare il modo in cui dipinge la realtà circostante e a volte delinearla con modestissimi pennarelli nascosti nella soffitta impolverata della sua anima. Come con altri testi, in passato, anche con After dark ho cercato di produrre su carta non tanto quello che vedo, quanto l'aura lucente in cui mi sono confinata. E, con un immediato senso di fratellanza, quando ne varcai la soglia mi sono sentita tranquilla. In un luogo confortevole in cui ho potuto persino riconoscermi. Sullo sfondo di un paesaggio rumoroso e frenetico, con sottofondo il regolare tic tac di un orologio invisibile che scandisce attimi di vita comune, ho riconosciuto After dark esattamente come quel genere di opera che si affacciò per la prima volta sul mondo. Il mio. Ma che, componendo una melodia particolare, semplice ma toccante, mi ha trasmesso un'infinità di sensazioni. Emozioni particolari, ferite ancora fresche che dilaniano l'anima, che si trascineranno fino a quando ci si libererà del passato.


Titolo: After dark

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Numero di pagine: 178

Prezzo: 18, 00 €

Trama: Tokyo, un quartiere che inizia a vivere quando cala il buio, strade dove le insegne di bar e night club restano accese fino all'alba. Dalla mezzanotte alle sette del mattino, alcune persone sono casualmente coinvolte in una squallida vicenda di violenza. All'Alphaville, un love hotel gestito da Kaoru, un'ex campionessa di lotta libera, una giovane prostituta cinese viene picchiata da un cliente che poi fugge. In una caffetteria poco distante, Mari, una diciannovenne studentessa di cinese in cerca di solitudine, sta leggendo un libro; Takahashi, un giovane musicista jazz disinvolto e chiacchierone, vorrebbe attaccare discorso ma si scontra con la sua reticenza. Tuttavia, quando Kaoru cerca qualcuno che faccia da interprete alla prostituta ferita, Takahashi, che con il suo gruppo sta provando in uno scantinato vicino all'albergo, le suggerisce di rivolgersi alla giovane. Mari viene cosi a contatto con un ambiente a lei estraneo, ma paradossalmente riesce a comunicare con le persone che vi incontra in modo spontaneo e profondo: per la prima volta vince la riluttanza a parlare di Eri, la sorella maggiore, caduta in un letargo volontario dal quale non sembra volersi svegliare. L'immagine della bellissima ragazza che sta per essere inghiottita nel nulla attraverso lo schermo di un televisore apre un pericoloso spazio onirico nel quale rischia in ogni momento di scivolare la realtà.

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