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martedì, maggio 12, 2026

Un piccolo gesto di tenerezza: the Mother's day

Le mamme, queste piccole grandi donne, magre o affusolate, tozze o ripiene, nell impervio e lungo cammino della vita quante volte hanno vegliato, ci hanno affiancato, atteso o colmato con amore, tenerezza, certezze la nostra vita? L’idea che quando si cresce possa essere espediente per scrollarci di dosso il loro sguardo scrupoloso, le loro ossessive attenzioni, non conferma che senza la loro presenza, il loro costante osservare possa non avere più potere su di noi. Perché questo è il senso di ogni figura femminile all’interno di una famiglia, una comunità di figure o eroine che non ci hanno impartito chissà quale dottrina filosofica, quanto protratto il loro amore.

I figli, come dico sempre, sono riflesso di chi li cresce, chi li attenziona, e in questo giorno, anche se un pò in ritardo, quello nel quale si commemora le nostre madri, ho estrapolato dalle mie librerie storie nel quale la donna, alcune donne, mi hanno strappato via. Mi hanno colta, con i loro caldi e prorompenti abbracci, e, nel resistere, avvertito come nel mio cuore fosse rimasto qualcosa. Un piccolo bacio che brucia ancora sulla mia guancia. Mamme come la mia, che nella loro semplicità sono gemme preziose che niente e nessuno potrà  togliere, e nel cui grembo è rinchiuso quel benessere, quelle forme di longevità e il mito dell’eterno conforto che nemmeno il tempo, così inarrestabile e perverso, potrà sfatare. 

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Titolo: La ricompensa di una madre

Autore: Edith Warthon

Casa editrice: Elliot

Prezzo: 17, 50 €

N° di pagine: 286

Trama: Dopo aver trascorso un lungo periodo sulla costa francese insieme a una comunità di americani espatriati, Kate Clephane decide di tornare dopo molti anni dalla sua famiglia a New York, dove la buona società l'aveva messa al bando per aver abbandonato il marito e la figlia piccola. A desiderare il suo ritorno è la figlia Anne che vorrebbe la madre al suo fianco per le sue prossime nozze con Chris Fenno, eroe di guerra ma anche uomo senza particolari talenti e abile arrampicatore sociale. Le vere intenzioni di Chris nei confronti della figlia sono però l'ultima delle preoccupazioni di Kate, poiché in passato l'uomo è stato suo amante e lei sente di esserne ancora innamorata. Il dilemma morale della donna (confessare alla figlia il suo segreto o tacere?) e il dramma che ne deriverà riflettono i miti eterni di Edipo e Amleto e conducono a un finale che sorprese profondamente la morale dell'epoca.

mercoledì, maggio 21, 2025

La locanda delle famiglie: viaggi nel tempo e nello spazio 2°

Da quant’è leggo, ho incrociato storie di ogni tipo. Di ogni forma o sostanza, sempre storie di trattino, e, come diceva il buon Tolstoj, di famiglie, che << è infelice a modo suo >>. Da qualunque prospettiva la si osservi, spicca quasi sempre un elemneto, un refuso a fine paragrafo, che li definiscono simili o uguali a tante altre. Le tracce di tali elementi facilmente poi riscontrabili dovunque, nell’invisibile carica di dolore che si è accumulata come una piccola e grigiastra nuvola sopra le loro coscienze, riempiendo l’aria, appesantendo ogni silenzio e rendendo insonni le loro notti. Anch’io non ho potuto ignorarne la loro << chiamata >>, i suoni concitati di frasi, parole che si afrastelòlano nella risacca disomogenea del tempo, voci o suoni che si unifiscino in un’unica macchia, e la lro anima che necessitava di essere interrogata come si fa con i petali di una margherita: << Moriranno? Non moriranno? >> Ad un certo punto, pur quanto il piacere del leggere prevalga su tutto, su ogni cosa, non si può continuare ad ignorare tutto questo senza pensare quale fosse la ragione, la causa di tali malesseri. E, nei romanzi che vi presento quest’oggi, tale ragione spicca nel bel mezzo di questa massa grigiastra, come un pallido sole. Alla fine, cambiano i nomi, i luoghi, le provenienze, ma siamo tutti figli di un unico Dio, e a differenziarci non è assolutamente niente. Delle volte così ciechi a comprenderlo, a modellare persino quella natura voluttuosa che li indusse a perdere la loro semplice innocenza.

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Eliza risponde d'impulso a un annuncio misterioso che la conduce nel Norfolk, a Gaudlin Hall, dove diventa l'istitutrice di Isabella ed Eustace, due bambini deliziosi ma elusivi, possessori di una ricca ma misteriosa famiglia.


Titolo: La casa dei fantasmi

Autore: John Boyne

Prezzo: 15, 30 €

Casa editrice: Rizzoli

Trama: "Se mio padre è morto la colpa è di Charles Dickens." La vita cambia all'improvviso nell'arco di una settimana per Eliza Caine, giovane donna beneducata ma di carattere, amante dei buoni libri e di famiglia modesta ma rispettabile. Un'infreddatura le porta via il padre che, a dispetto di una brutta tosse, ha voluto ad ogni costo assistere a una lettura pubblica del grande scrittore inglese in una sera di pioggia londinese. Disperata per la morte del genitore, Eliza risponde d'impulso a un annuncio misterioso che la conduce nel Norfolk, a Gaudlin Hall, dove diventa l'istitutrice di Isabella ed Eustace, due bambini deliziosi ma elusivi. Nella grande casa sembra che non ci siano adulti, i genitori dei piccoli Westerley sono di fatto assenti in seguito al terribile epilogo di una storia di abusi, ossessioni e gelosie. Ma contrariamente a quel che sembra, nei grandi ambienti della villa non è il silenzio a regnare: in quelle stanze vuote spadroneggia un'entità feroce e spietata, decisa a imporsi sulla donna per impedirle di occuparsi dei bambini.

venerdì, maggio 09, 2025

Un piccolo gesto di tenerezza: the Mother's day

Il mese di maggio, quel mese di transizione per la stagione primaverile, specialmente qui, in Sicilia, mi ricorda tantissimo la donna. La donna, la mamma, quelle piccole dolci creature che si presentano quasi invincibili, delle guerriere che niente e nessuno potrà mai sopperire. A volte, ancora come una bambina, mi rendo conto di esserne legatissima: senza la sua vicinanza, il suo affetto, il suo amore, le sue attenzioni, noi figlie non saremmo chi siamo oggi, nè tantomeno avremmo potuto esserle se non guidate e protette dal suo dolce sguardo. Penso spesso che, se un giorno diverrò mamma, la mia mamma sarà uno dei miei modelli ideali. Modello d’ispirazione per tanti giovani che purtroppo, in epoca moderna soprattutto, non ne conoscono il significato e che dinanzi a così tante attenzioni inorridiscono, o, addirittura, scappano. Eppure io, che affermo caparbiamente di esserne fortunata, persisto nel dire che i genitori, specialmente la mamma, è un bene supremo, e, chi ancora può godere di ogni singolo istante, momento, in sua compagnia, deve tenerselo stretto. Io, del resto, come tanti altri figli, tengo stretto questo bene assoluto, consapevole che quando ogni cosa cesserà di esistere, porterà dietro una gigantesca tristezza, un vuoto incolmabile che nemmeno la parola scritta potrà colmare… E, in prossimità dell’ennesimo giorno di festa, quella ricorrente la mamma, ecco però come queste piccole donnine si sono attorniate nel mio cerchio personale. Alcune timidamente, altre con slancio e fervore, viaggiando nel cuore del tempo, incarnazione dell’amore e dell’affetto: guru dei cuori più deboli. E, la letteratura, si ancora una volta lei, ci propina una serie insopprimibile di storie in cui la figura materna vibra sulla carta come una creatura simbolica, magica da cui nascono, crescono o muoiono le cose. Qualunque incertezza, qualunque gesto brusco o repentino che nemmeno il tempo potrà estirpare nella mente di chiunque.

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In questa storia, il dolore di una madre si converte nella gioia di un'altra.


Titolo: Voglio prenderti per mano

Autore: Ann Hood

Casa editrice: Fabbri

N° di pagine: 334

Prezzo: € 8,50

Trama: “È una bellissima bimba senza nome quella che Chun tiene tra le braccia. Ancora pochi istanti e dovrà separarsene, avvolgerla nel drappo di stoffa, posarla nella cesta di vimini e allontanarsi in fretta, senza cedere alla tentazione di voltarsi. Perché se il cielo ascolterà le sue preghiere, la porta dell'Istituto non tarderà ad aprirsi e una nuova vita, più bella e più facile, comincerà per la piccola lontano da qui. Dall'altra parte del mondo, in quello stesso momento, Maya Lange sta lavorando perché il sogno di Chun, e di tante altre come lei, possa avverarsi. È specializzata in speranza Maya, fondatrice e proprietaria di un'agenzia di adozioni: grazie a lei, il dolore di una madre si converte nella gioia di un'altra, un destino apparentemente segnato vira di colpo e le fila di vite fino a un attimo prima distanti si intrecciano a formare nuove, indissolubili trame d'amore. Sono più di quattrocento le bambine a cui Maya ha trovato, negli anni, una nuova famiglia, una casa. Di ciascuna lei conserva un ritratto, un ricordo. E nei momenti peggiori, quando le ansie, le paure e i dubbi degli aspiranti genitori minacciano di travolgerla, è sufficiente che Maya guardi i loro visi per ritrovare di colpo la forza di ascoltare, rassicurare, consolare. Perché il solo dolore che Maya abbia rinunciato a curare è quello che si porta dentro, irrimediabile come la perdita che lo ha causato. Ma il destino è un filo impossibile da spezzare, e Maya sta per scoprire chi c'è all'altro capo del suo.”

mercoledì, settembre 11, 2024

Le parole giuste: romanzi brevi per lettori indaffarati 2°

Ho l’impressione, che da grande amante dei mattonazzi, queste letture delle volte si rivelano salvifiche. Potrei perdere qualche ora del mio tempo nel realizzare l’ennesimo post in cui snocciolo quelle che sono, secondo me. le motivazioni per cui i mattonazzi, quelli corposi, mi piacciono così tanto. Ma per non annoiare il mio pubblico devo essere solerte, veloce, sbrigativa. Quello che, insomma, si cerca dalla lettura, quando si ha poco tempo. Quando non si è del tutto preparati a cogliere emozioni improvvise, che restano poi sospese nell’aria. Questa carrellata di romanzi, suddivisa in due parti, non mostra niente che non abbiate già visto, ma esplodono ogni idea di monotonia e tedio. Quanto divertire, avvincere, trascinare in una giostra di sensazioni ed emozioni da cui presto o tardi dovremmo fare testo.



Titolo: La perla

Autore: John Steinbeck

Casa editrice: Bompiani

Prezzo: 15 €

N° di pagine: 144

Trama: Sulla perla trovata in fondo al mare un pescatore indio della Baja California ha costruito il sogno di una vita migliore, il riscatto dalla miseria e dalla fatica. L’inquietudine e le passioni suscitate da questo fugace tocco della fortuna sconvolgono la sua vita, quella di sua moglie e del suo bambino. Contro la violenza non basta più l’amore di Juana, né la solidarietà di alcuni poveri pescatori che si accontentano di poter vedere la fortuna da vicino. Dalla grande fantastica avventura Kino e i suoi torneranno alla fatica di tutti i giorni senza nemmeno quell’unico bene che la vita aveva loro concesso: la pace con sé stessi.

venerdì, giugno 07, 2024

Sulle ali della letteratura: la libertà di parola

Quando parlo di cura, curarsi con i libri, naturalmente non mi riferisco al semplice gesto di ingoiare storie su storie, in ogni momento libero della nostra giornata. Vuol dire purificare la propria mente, il proprio spirito e usarla per sostenere il processo di guarigione, dinanzi al sentiero insidioso della vita, può voler dire leggere un testo che per molti non significa niente per me equivale il respiro di tutt’una vita. Andando così in diversi posti, sballottata da un luogo ad un altro, capita quel momento in cui ci si sente a casa, ci si radica in un posto in cui possiamo << respirare >>. Respirare equivale a avvertire un forte senso di libertà, di pace e partecipando alla vita che stava per formarsi in queste pagine, respirando la loro essenza, questa carrelata di romanzi esplica quel genere di libertà utile non solo per la mia esistenza, ma anche per chiunque, non togliendo niente che non abbia già detto in altri post, in altri momenti, ai rischi di cadere nella ripetizione e  nel banale. Ma convergono - unica cosa primordiale - nell’idea che curare una malattia, quando insorge, come del resto si impegna di fare la medicina odierna, prevenendo tali malattie vivendo diverse vite in cui il corpo è in armonia e la mente è in pace.

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Il capitalismo aveva sottratto l’immaginazione, il sogno, poichè laboratorio dell’inconscio dove la psiche esiste e procrea e dove la natura intima dell’uomo può creare e vivere, questa terza raccolta di diari non divine solo congiunzione fra anime quanto epidemia fra artisti, espediente per guardarsi dentro, in cui l’esterno è lontanissimo da qualunque congiunzione. Soggetta ad uno stato di psicoanalisi che assolve e dissolve le allucinazioni, i mondi costruiti della Nin hanno a che fare con dissolvenze false, sovrastrutture che ristabiliscono la vita a seconda di ciò che è più umanamente semplice.


Titolo: Diario 3

Autore: Anais Nin

Casa editrice: Bompiani

Prezzo: 13 €

N° di pagine: 452

Trama: Per Anaïs Nin saranno anni difficili, questi primi anni Quaranta a New York, anni di frustrazione e di isolamento, ma anche di maggior consapevolezza di sé e quando il terzo volume del diario si chiude, sull'anno 1944, la Nin è ormai una scrittrice nota e ammirata negli Stati Uniti. In Europa e nel mondo infuria la guerra e nel diario ne arrivano continui gli echi, a suscitare reazioni smarrite e impotenti. Contro la distruzione e l'orrore della guerra, come contro orrori più vicini e domestici - la situazione dei neri, le malattie o il bisogno di denaro da parte dei suoi protetti - Anaïs Nin tenta di costruire un suo mondo "vivibile", fatto di amicizia e di amore, di cure sollecite per le persone che le sono più care.

martedì, maggio 14, 2024

Un piccolo gesto di tenerezza: the Mother's day

La mamma: chi potrebbe vivere senza?!? Ho un leggero attaccamento a questa figura, che nel mio caso, ha dovuto vestire i panni di madre e padre.. Nutro un certo fascino, per questa straordinaria donna che, dal temperamento debole ma sensibile, ha sempre lasciato un segno indelebile del suo passaggio. Naturalmente sono di parte, questo è un discorso relativo alla mia mamma. Ma in questo giorno così importante, a modo mio, desidero celebrare, lei e le altre mamme esistenti in questa terra, con alcuni testi in cui l’amore filiale è uno degli espedienti principali. Opera lette nel corso della mia vita, e che, ognuno a modo loro e in maniera diversa, mi hanno intrappolata in realtà così straordinarie, quasi idilliache da cui è stato impossibile scorgere qualunque bruttura, quanto esseri completamente puri dotati nient’altro che di amore e bontà.

Primo romanzo di questa carrellata, un classicone che non ha assolutamente bisogno di presentazioni. Un testo che espugna l’amore filiale, l’amore di una famiglia che, dinanzi a qualunque avversità, è esacerbato da gesti in cui è possibile ritrovare il sorriso.


Titolo: Piccole donne Megh, Jo, Beth e Amy.

Autore: Louisa M. Alcott

Casa editrice: Oscar Vault

Prezzo: 15 €

N° di pagine: 948

Trama: E' la storia di una famiglia americana nel periodo della guerra di secessione, ma la guerra fa solo da cornice alla trama. La famiglia è composta dal padre, cappellano; dalla madre, impegnata nella Società per l'assistenza ai soldati; Meg, la figlia maggiore, istitutrice; Jo, irrequieta e anticonformista, che fa la dama di compagnia ad una vecchia zia; Beth, che suona il pianoforte e Amy che ama il disegno e la pittura.

lunedì, febbraio 12, 2024

Un'attrazione rischiosa: sconti BUR 2024

Il fatto che amo i libri non comporta che le case editrici, quasi cospirando a insaputa dei suoi lettori, lanci sconti allettanti e vantaggiosi non di una casa editrice bensì di tre. Questo 2024 non poteva esordire meglio, letteralmente parlando, e a mio vantaggio con un sorriso sempre più smagliante. Poco o nulla nuoce alla nostra salute, ma sicuramente acquistare compulsivamente induce poi a qualche conseguenza.. Ma questa è un’altra storia.. Dicevo, le case editrici hanno lanciato una bella scontistica. IL 20 % su tutto il loro catalogo, eccenzionalmente le uscite degli ultimi sei mesi… E dunque? Cosa fare? Come non approffitarne? Io sicuramente ne approfitterò, checchè il Caso non voglia che nel mentre ripongo queste poche righe abbia già acquistato qualcosa :P Ebbene, questi alcuni miei consigli. Se spulciate nel mio feed o nei salotti virtuali del mio blog troverete un altro post, al riguardo. Ma, come sempre, vi invito a farmi sapere la vostra, se ne approfitterete o meno e cosa consigliereste.. Perchè è pur vero che non bisogna necessitare di materiale, ma i libri non sono semplice materia quanto medicine per l’anima.

Primo romanzo che consiglio, un grande romanzo, capace di penetrare a fondo nelle persone, modificare la loro vita, sconvolgere la mia. E a poco a poco, mi rendo conto di quanta forza comprendono queste parole. Dentro di me c’è una piccola creatura che agogna la libertà, e il forte e insopprimibile desiderio dei personaggi tarttiani di essere liberi coincide perfettamente con il mio. Che comprende e riesce a fiutare, senza alcun vanto, e da milioni e milioni di distanze, la validità di una storia, guadagnandomi un certo pregio, un certo valore che nemmeno il tempo o l’incuria potrà sciupare.

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Titolo: Il piccolo amico

Autore: Donna Tartt

Casa editrice: Bur

Prezzo: 13 €

N° di pagine: 685

Trama: Un’ombra cupa si stende sull’infanzia di Harriet Cleve, che cresce con la famiglia in una cittadina del Mississippi: è l’omicidio, senza colpevoli, del fratello Robin, impiccato a un albero del giardino quando lei era appena nata. Quella tragedia ha segnato tutta la famiglia, che non è più riuscita a superare il dolore. Per Harriet, Robin è il “ piccolo amico”, il legame con un passato felice che lei conosce solo attraverso le fotografie, i ricordi, i racconti dei familiari. Così, nell’estate in cui compie dodici anni, decide di scoprire l’assassino del fratello e di compiere la sua vendetta.

domenica, dicembre 10, 2023

Slanci del cuore: romanzi .... per l'influenza parte 1

Mediante lettura vivo innumerevoli avventure. Metto in pratica, in una manciata di ore, di giorni o settimane, idee, nozioni, segreti che possono sconvolgere il nostro universo personale, ma sconvolgere nel senso come stravolgono, perchè è destino che certe storie si amalgamano completamente al nostro spirito quasi come una seconda pelle. Esistono storie, tuttavia, che sono quasi un balsamo per qualunque malanno. Causano effetti che a lungo possono squarciare quella quiete di certezze, senza contare i danni prodotti nella nostra mente. Certe storie, negli anni, ho imparato a considerarle nocive ma necessarie. Essenziali per il nostro bagaglio culturale, o semplici racconti che leniscono il nostro spirito. Tutto ciò che assimiliamo subisce un mutamento e i libri di cui vi farò cenno quest’oggi fanno parte di un processo che ha a che fare con la guarigione. Una vera e propria medicina contro gli assalti esterni del mondo.

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Carlos Ruiz Zafon: ho una leggera dipendenza e nessun antidoto è mai riuscito a curarmi. In pagine di memoria che sono state scritte col sangue, ho visto uomini soli e contriti, e resi poco sensibili, trascinarmi in un gioco di luci e ombre, sino a quando non hanno esalato l'ultimo respiro. Facendoli fuggire nell'unico luogo dove né il cielo né l'inferno potranno mai trovarli. Perdendomi completamente: imboccando una strada, senza trovare alcuna via d'uscita.

Titolo: L’ombra del vento
Autore: Carlos Ruiz Zafon
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: € 13
N° di pagine: 439
Trama: “Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all'oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell'anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra.”

lunedì, marzo 28, 2022

Instillati di letteratura: romanzi fantasy per giovani adulti

Vengo colta, alla sprovvista, da nuove idee, nuovi progetti, che alla fine convergono in consigli o recensioni librose che rallegrano il mio spirito. Come avvengono, francamente non lo so. Mi guardo attorno, prendo spunto e ispirazione da chi o da cosa mi circonda. Uno dei tanti lapsus letterari vissuti qualche tempo fa fu quello riguardante la letteratura fantasy. Prima di essere una lettrice forte sono stata anche una lettrice che amava sguazzare nei mondi luminosi del fantasy. Varcavo le soglie di mondi inesplorati, o camminavo su corridoi di limenau lucidi e puliti e vivevo con gioia la nascita di un amore folle e spericolato fra il bello di turno e la ragazza svampita. Quello era il mio mondo, e amavo viverci.


Perciò perché non consigliare qualche lettura, per giovani adulti, per approcciarli a questo splendido cosmo? Quale buon modo, se non questo, per pensare come vivere più felici di così. Che rode, mangia le viscere in una corsa folle e inarrestabile.

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Una saga che mi ha concesso l’opportunità di cogliere una voce intrappolata nella soglia del tempo il cui eco risuona fra le pareti della mia camera. Ritrovatami fra le solide maglie di un mondo bellissimo molto simile al nostro, ma che non credevo di confidare di risentire ancora una volta: quando potrò. Quando mi pare e piace.









venerdì, luglio 16, 2021

Le parole giuste: romanzi brevi per lettori indaffarati

Di romanzi brevi ma profondi la letteratura vanta svariati titoli, e se il numero di pagine è alquanto ridotto è un parametro del successo, una conquista personale per quei lettori la cui vita frenetica gli impedisce di sedersi su un comodo divano e riposare silenziosamente con un buon libro. Sono sicura che quando giunge questo momento ciò innesca un effetto catartico per la loro anima, e credo incentivi il loro volere a poter valicare qualunque sfida o progetto. Da lettrice onnivera ma testarda, ho sempre mantenuto un contegno severo e ordinato durante la maggior parte della mia vita letteraria nell’elogiare quella che considero alta letteratura. Sui social, nel mio blog, mi premuro a stilare una scaletta di progetti che perseguo a giorni alternati da ben più di cinque anni, arrancando a fatica, muovendomi ora con sicurezza e forza. Capitano però momenti in cui la vita ci riserva sorprese inaspettate, e durante pomeriggi che in altri tempi avrei dedicato ad ore di intensa lettura, ora convergono in corse spericolate fra una ricetta e un’altra, una prescrizione e un’altra, non riuscendo sempre a leggere quelle che sono i miei romanzi più amati: i mattonazzi. Ed ecco che ho trovato semplicemente utile scrivere l’ennesimo post libroso che non giudichi o valuti un libro in generale, bensì consigli un discreto numero di romanzi che dalle figure esili e dalle copertine colorate gracchiano dalla mensola di uno scaffale fin troppo pieno per ricevere nient’altro che in cambio un po’ della nostra attenzione. Del tempo a cui dedicarsi, che mi ricordano come anche io talvolta ho bisogno di romanzi brevi che mi permetta di viverli sulla pelle in un'unica seduta. E mentre ripongo queste poche righe, riferisco quei romanzi che non ci guardano con aria di rimprovero ma sono un invito a spalancare porte di inestimabile bellezza. Invogliano il lettore a non timorare di niente e nessuno, collocandolo nel cerchio di quel girone regolare che non ha più la parvenza di una tragedia.

Primo di questa lista, la trama di vita di un uomo che effettivamente non possedette nulla di speciale, opera che stabilisce i connotati fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ciò che ha importanza è ciò che ne ha meno. Stargli dietro è stato estremamente facile, dominato da un doloroso mal riuscito sforzo di fabulazione in cui la stessa autrice è partecipe sia come scrittrice sia come visitatrice.


Titolo: La leggenda del trombettista bianco
Autore: Dorothy Baker
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 16 €
N°di pagine: 236
Trama: New York, anni venti. Tra i club dalle insegne luminose e gli ampere degli studi di registrazione, quello di Rick Martin è un nome che viene pronunciato con rispetto, quasi sottovoce. Degli altri musicisti si dice che si, sono bravi, ma non sono certo lui, come se il suo talento fosse il metro di paragone per quello degli altri. Sul suo conto girano tante storie: fin da giovanissimo ha sempre frequentato i neri, anche se è bianco, per questo è così indisciplinato; per imparare a suonare marinava la scuola e andava a esercitarsi in una chiesa abbandonata. È stato nientemeno che il grande Art Hazard a insegnargli i segreti della tromba. Voci, dicerie, leggende. Ma chi è davvero Rick Martin?

sabato, maggio 15, 2021

La locanda delle famiglie: viaggi nel tempo e nello spazio

C’è da sbizzarrirsi in letteratura. Ci sarebbero un mucchio di cose da dire, da imparare, da evidenziare, e ad ogni storia corrisponde un quadro da cui è possibile conoscere una vastità di segreti, confidenze da cui è impossibile non trarne ispirazione. Uno dei miei generi preferiti sono le saghe famigliari, che hanno una cura piuttosto dettagliata dei luoghi, delle descrizioni, e in particolare di situazioni o eventi che in un certo senso corrispondono alla realtà. Sono affettivamente più vicini al mio animo, alle mie predisposizioni e non c’è dubbio che sono cresciuta con questi autori di pari passo con la mentalità per le vicende narrate. Ed ecco che, in tutto questo, ho pensato di offrire a chi mi legge alcuni consigli di quelle che non solo altro che le migliori saghe lette sino ad ora. Un numero discreto, minimalista, di cui molti di questi sono solo un vago raggiungimento di quello che è uno dei miei più ambiti traguardi: leggere più saghe famigliari. Ma quest’oggi, ecco quelle che ho letto e che ho adorato – eccenzione un piccolissimo caso. Un tonico per la salute, che ottimizza il vigore fisico e morale di imbarcarsi in qualcosa che sortisce un certo fascino.



Romanzo che altri non è che  uno scenario in cui non si assisterà nient'altro che alla decadenza di una famiglia. Dove la scienza e l'allegria sono due facce di una stessa medaglia, e che la si vive come se perennemente immersi in una baraonda solida e inespugnabile.


Titolo: I Buddenbrook. Decadenza di una famiglia
Autore: Thomas Mann
Casa editrice: Newton e Compton
Prezzo: 4,90 €
N°di pagine: 692
Trama: Il primo grande romanzo di Thomas Mann racconta la storia di una famiglia tedesca dell'Ottocento che dopo anni di prosperità è esposta a una tragica decadenza: le basi di un patrimonio e di una potenza che sembravano incrollabili sono sgretolate da una forza ostinata e segreta.

 

domenica, maggio 09, 2021

Un piccolo gesto di tenerezza: the Mother's day

Di romanzi che esplicano l’amore filiale, quello fra un genitore e un figlio ve ne sono a bizzeffe. La prima impressione, quando sorgono questi tipi di eventi, è di domandarmi quali libri evidenziare o selezionare che espugnano questo tema. Tutti quei romanzi che in un modo o nell’altro sono situazioni fastidiose, imprevedibili, relazioni conturbanti fra genitori e figli – adolescenti e non – che nella loro semplicità sembrano piccoli folletti usciti da una favola: donne bassine ma forti, rotondette e simpatiche, ambiziose e intelligenti, donne acqua e sapone e trasparenti. Nell’insieme formano quel luogo di protezione, quell’ala chioccia da cui rifugiarsi da cui è possibile riconoscerne la voce, le cui facciate da finte buoniste celano situazioni estremamente disagevoli.
E adesso, eccomi nuovamente qui pronta a consigliarvi quelli che secondo me sono solo alcuni di quesi romanzi che tratteggiano l’amore di un genitore per un figlio, piazzandosi così nel mio cerchio personale e in quello di chi legge raccontando storie che non trascendono niente di speciale o straordinario ma sono un processo introspettivo inteso a rimettere lentamente in moto il cuore, risvegliare sentimenti o emozioni che si credevano perduti e talvolta dimenticati o tralasciati dalla personalità. I libri, unico ponte di comunicazione: discussioni, strategie, meditazioni, giochi di effetti dalle tonalità più sgargianti al fine di epslicare fortemente questo legame con tutto quello che ci è portata di mano, migliorando nel nostro piccolo la nostra condizione di figli, ed abbracciare questi sentimenti con condizioni equanimi.

Primo di questa lista, come non citare uno di quei romanzi che è entrato dritto dritto nella categoria dei romanzi più belli letti quest’anno?!? Giulia Caminito ci narra le penose condizioni igeniche e morali di una famiglia, rinchiusa e intrappolata in un equilibrio precario, su ciò che è effimero, pronto a crollare in qualunque momento in cui la vita stessa è una preghiera perpetua, allegoria di un regime totalitario da cui sembra non esserci alcuna via di scampo. L’assoluta mancanza di serenità, l’anelazione a forme di tranquillità o serenità di un attendibile pratica opprimente, racconta le vicende di una ragazza, Gaia, e della sua famiglia come metodologia a scovare una realtà migliore di questa, in cui una narrazione densa, ricca di lirismo e simbolismi che a mio avviso è pertinente all’anima dello stesso romanzo, ne evidenziano il corpo, l’anima della sua protagonista attraverso i suoi << difetti >>, il suo essere guasta, ingestibile, poco amabile, affamata di passione letterale e metaforica che anela a scovare quel senso di giustizia che disgraziatamente non c’è.


Titolo: L’acqua del lago non è mai dolce
Autore: Giulia Caminito
Casa editrice: Bompiani
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 304
Trama: Odore di alghe e sabbia, di piume bagnate. È un antico cratere, ora pieno d’acqua: sulle rive del lago di Bracciano approda, in fuga dall’indifferenza di Roma, la famiglia di Antonia, madre coraggiosa con un marito disabile e quattro figli. Antonia è onestissima e feroce, crede nel bene comune eppure vuole insegnare alla sua figlia femmina a non aspettarsi nulla dagli altri. E Gaia impara: a non lamentarsi, a tuffarsi nel lago anche se le correnti tirano verso il fondo, a leggere libri e non guardare la tv, a nascondere il telefonino in una scatola da scarpe e l’infelicità dove nessuno può vederla. Ma poi, quando l’acqua del lago sembra più dolce e luminosa, dalle mani di questa ragazzina scaturisce una forza imprevedibile. Di fronte a un torto, Gaia reagisce con violenza, consuma la sua vendetta con la determinazione di una divinità muta. La sua voce ci accompagna lungo una giovinezza che sfiora il dramma e il sogno, pone domande graffianti. Le sue amiche, gli amori, il suo sguardo di sfida sono destinati a rimanere nel nostro cuore come il presepe misterioso sul fondo del lago.

venerdì, ottobre 23, 2020

Brividi e sussurri: la paura travestita di bianco e nero 2°

Quella di Halloween è una festività che personalmente non amo particolarmente, ma che è in equilibrio a quei propositi letterari che mi prefisso ad inizio anno. Il miglior terreno da cui trarre ispirazione e su cui si sono poggiate svariate letture. Scricchiolano sotto pavimenti in legno, scheletri rinchiusi in armadi, ragnatele che pendono dal soffitto come pendole, e quando ci si immerge in atmosfere dark, cupe, misteriose, estremamente appiccicose, il cuore prende una strada tutta sua. Ed è così che ottobre ha avuto come protagoniste letture che hanno sfidato la stessa paura. Alcune che hanno richiamato lo sferragliare di una stampatrice mal ridotta ed altre il cui eco riecheggia ancora nelle mie orecchie per le straordinarie sensazioni che la loro lettura ha sortito così bene. E desiderosa di un forte senso di condivisione, quest’oggi alcune di quelle storie che altro non sono che uno stridio nel mondo, quasi sempre ad un passo dal precipizio e dall’oblio più totale.

lunedì, febbraio 24, 2020

Divertimento, svago e magia: Carnevale in libri

Così trascorrono i giorni, con io che divoro romanzi su romanzi, uno appresso all’altro, e man mano che il tempo passa mi rendo conto quanto si arricchisce il mio bagaglio culturale. Non sono abituata all’ozio, al non far niente, e con l’età adulta avanzano inesorabilmente anche nuove prospettive, spiccano nuove predisposizioni. A me è sempre piaciuto avvertire sulla pelle il brivido dell’avventura, scoprire l’ignoto, spostarmi da un luogo ad un altro. E quando si tratta di letteratura vi ci affondo i denti impunemente. Ora che si avvicina il Carnevale, dopo le zuccherose moine dei valentini impavidi, eccomi folgorata da un’idea: un nuovo post che si premura a consigliare romanzi attinenti a questa sgargiante e formidabile festa. Perché consigliare libri è sempre un piacere, un impulso irrefrenabile che non riesco a smorzare. L’unico modo per comprendere il mondo, o ciò che mi circonda, lasciando i pensieri vagare a briglia sciolta nei meandri più reconditi.
E’ cosa oramai nota, che il Carnevale è una festa che si celebra mediante l’uso del mascheramento. In letteratura, è possibile riconoscere quei romanzi che recano in sé il messaggio di trame insidiose ed insite nella natura umana mediante espedienti narrativi che smascherano l’individuo e il suo relazionarsi con gli altri. Eccone qualche romanzo di cui conosco disgraziatamente solo il volto ma non l’anima, che rivelano ancora alcune di quelle lacune letterarie da colmare assolutamente.

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Titolo: I tre moschettieri
Autore: Alexandre Dumas
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 11 €
N° di pagine: 758
Trama: Dove sta la magia? Nella forza del plot? Nella qualità possente dello scenario storico che è in grado di evocare? Nella suspense? Forse, più di tutto nella gioia del raccontare. Questo capolavoro dell’intrigo cattura a ogni pagina il lettore, lo “spiazza” lo depista, lo inganna e lo rende complice, per poi coinvolgerlo in uno strabiliante “effetto meraviglia”. A partire dal titolo: non solo I tre moschettieri sono quattro, ma – come ha osservato Umberto Eco il romanzo è palesemente “la storia del quarto”, di d’Artagnan, che è l’assoluto protagonista non solo di questo libro, ma degli altri due che seguiranno: Vent’anni dopo e Il visconte di Bragelonne.

giovedì, ottobre 31, 2019

Brividi e sussurri:la paura travestita di bianco e nero

La notte di Halloween, come del resto ogni anno, mi vedrà sicuramente sdraiata sul divano del mio salotto, in compagnia della famiglia più eccentrica e bizzarra di tutti i tempi: la famiglia Addams.
Ecco quello che farò anche questo ultimo giorno di ottobre. E non credo che i miei piani subiranno delle modifiche, una spericolata invasione in discoteche o locali dalle luci stroboscopiche non fanno per me 😊 Se prima non avevo pensato a realizzare un post interamente dedico a questa festa è semplicemente perché, da grande estimatrice della letteratura americana, vittoriana o contemporanea ( se non avessi affrontato decisamente la questione che Sogni d’inchiostro, da quant’è che è in vita, non ha mai parlato di questa festività) adesso non potrei parlarvi di quei romanzi incentrati su storie di fantasmi, vampiri o licantropi. Queste parole, questo mio post, dovrebbe essere l’equivalente per una forma di innovazione. Stanca nel pubblicare esclusivamente recensioni, ho deciso di dare una scossa a questo mio piccolo angolo di Paradiso! E, pian pianino, a seconda di ciò che mi concederà la vita – o meglio, le case editrici -, mi premurò ad essere presente anche in un altro tipo di partecipazione letteraria.
Quest’oggi, dunque, è la volta di libri che hanno come elemento scatenante la paura. Mucchi di carne e ossa che vagano lungo la riva dell’assurdo, ciance ampollose o situazioni ed effetti stravaganti la cui eccentricità avrebbero coperto di vergogna persino il più coriaceo, non soltanto agli occhi di chi legge ma anche di scrive. Si, è un’idea incredibilmente assurda ma che non nasconde un certo fascino. Se ci penso, è bello avvertire ogni tanto qualcosa di nuovo.
Questo post non espugna nulla di nuovo dagli altri blogger, altri post o videorecensioni effettuate. Eppure, sebbene avrei dovuto pensarci prima, quest’anno ho sentito l’esigenza di far sentire anche la mia voce. Come? Consigliandovi alcune letture che, a mio avviso, sono un brivido che scorre lungo il corpo. Alcune letture che io medesima non ho ancora effettuato, ma che rivelano, ancora una volta, la mia insaziabile curiosità nel mondo di carta e inchiostro.


Romanzo che desidero leggere da un mucchio di tempo, e che mi affascina per il suo essere crudele, cruento e orribilante. La copertina poi espugna perfettamente questa sua particolarità, e l'aura di mistero e oppressione che aleggia attorno conferiscono a mio avviso un messaggio piuttosto significativo per la visione pessimistica dell'autore. 












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