venerdì 11 maggio 2018

Gocce d'inchiostro: Il libro segreto di Shakespeare - John Underwood

Amo la solitudine con cui mi circondo, quando leggo un romanzo. La pace, la bellezza di una storia, il profumo inebriante delle pagine; mi piace perdermi, e allo stesso tempo ritrovarmi nella bellezza, nella leggerezza delle cose. Estasi senza postumi, senza malesseri. Il libro di Shakespeare mi ha accompagnata per qualche giorno. L'ho riletto, a distanza di qualche anno, e ho rivisto esattamente la stessa storia che avevo visto ben quattro anni fa. In occasione di una nuova sfida indetta su Facebook, ho letto il romanzo di John Underwood in quanto la sua lettura l'ho vista come un occasione in cui avrei potuto svelare qualche misterioso segreto ;)
E annotando su questo diario virtuale le mie ultime immagini della storia che si porta dentro e di me che scavo dentro una fossa, le mani rovinate dalle escoriazioni del tempo, cerco di spiegarvi ciò che ne è venuto fuori.

Titolo: Il libro segreto di Shakespeare
Autore: John Underwood
Casa editrice: Newton Compton
Prezzo: 9, 90 €
N° di pagine: 432
Trama: Desmond Lewis, un professore universitario inglese molto discusso, scompare mentre è diretto a Berkeley, in California, per una conferenza. Con lui sparisce anche un manoscritto inedito e segretissimo, che conterrebbe la verità sull'identità dell'autore più importante nella storia della letteratura mondiale, William Shakespeare.
Jake Fleming, giornalista del << San Francisco Tribune >> e amico di Lewis, si mette subito sulle sue tracce per scoprire che fine ha fatto lo studioso e quale enigma si cela dentro le pagine che ha scritto. Un viaggio che lo porterà nella vecchia Inghilterra, tra accademici spocchiosi, librai eccentrici, un fisico indiano che sa fin troppo di Shakespeare e una conturbante docente di letteratura.
Fino a quando lo raggiungerà oltreoceano anche sua figlia Melissa, ragazza testarda e affascinante con una grande passione per il teatro ….


La recensione:

In una piccola e angusta sala di teatro, un'atmosfera casta, seria, aleggia fra l'oscurità di una notte che nasconde ogni cosa, segreti perduti da tempo, rivelazioni che hanno il sapore dell'antico. C'è un uomo di piccola statura, capelli neri, occhi scuri, fiero, solenne.
Nel 2010 un americano scrisse un romanzo che invitava i lettori a inoltrarsi fra i meandri di una storia che ha la parvenza di un sogno. Trovò sfogo e rifugio fra un omogenea di gente e cose, anziché una massa impetuosa composta in prevalenza da un unico popolo. Da qui Il libro segreto di Shakespeare appare come un modo per parlare di una delle figure di spicco del XV secolo.
Mi è sembrato di vederlo, questo piccolo uomo salire sul palco. E' la prima volta che leggo un romanzo riguardante William Shaespeare. Ne sono rimasta completamente stregata dalla sua esile figura, un piccolo uomo contro le avversità del tempo.
Non sono stata altro che un serico frammento di donna.
Il suo genio ha a che fare con qualcosa di diverso. Mi raccontò che a volte gli è sembrato di vedere fantasmi aggirarsi fra le vecchie mura della sua casa. Sono convinta che il buon Shakespeare sia posseduto dagli spettri del suo passato, eppure basterebbe aprire un buon libro e constatare come tutto ciò sia vero. Trovò un vecchio manoscritto con il suo nome inciso,  si rivelò vero nel caso del docente universitario Desmond Lewis.
Questo fu l'elemento scatenante che mi ammaliò così tanto. Celato sotto le mentite spoglie di una storia semplice, questo romanzo aveva un modo curioso di restare sospeso in una piscina di interrogativi che nemmeno alla fine troveranno una loro collocazione.
Ho cercato di vederli con chiarezza, da dietro il mio velo di sogni pesanti. Il libro segreto di Shakespeare avrebbe potuto rivelarsi una magnifica lettura, se non fosse che la scissione fra sacro e profano, sul reciproco sfiorarsi di materiale e immateriale, giungendo a conclusioni filosofiche e spirituali, è stata davvero un'impresa.
Un po’ piatto ed enigmatico, zeppo di favole e miti, una storia in cui l'amore per la letteratura e, soprattutto per il buon Shakespeare, è una massa indistinta di anime penitenti e vagabonde.
Mentre scrivo ricordo i motivi per cui qualche anno fa non ero riuscita ad apprezzare questo romanzo come si deve, avvertendo il fascino per questa storia trasformarsi in qualcosa di fastidioso, irritante.
Un trattato storico letterario in cui il fascino, lo stupore per le opere del poeta inglese e, in generale, per la letteratura, scarseggiano scoprendoli  nella sua vera essenza. Questa figura messa da parte, sola e afflitta, non riuscì mai a raggiungere il mio cuore. Ne lo fece alla soglia dei ventisei anni, ne a seguire con vigore l'incredibili vicissitudini di protagonisti misteriosi e solitari.
Lento e sincopato è un eco agli antichi paradogmi del XV secolo, un thriller che avrebbe potuto essere più incalzante, seducente, se solo io fossi stata in grado di farmi avvolgere con leggerezza dalla sua storia.
Avventuriero, misterioso, ambizioso, enigmatico, ambizioso, compagno d'avventure dalle mille sfaccettature, un romanzo in cui si assiste alla rinascita di una figura che ha fatto storia. Sebbene impregnato di una forte ambiguità e da una patina di evanescenza, che impedisce di tracciarne i contorni.

Valutazione d'inchiostro 3

6 commenti:

  1. Libro interessante, ma non mi attira più di tanto.

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    1. In parte si è presentato con una parvenza completamente opposta all'originale 😕

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  2. Eh si, questo figure tra mito e realtà sanno essere sempre affascinanti come fulcro di intrighi e speculazioni. La copertina, tra le altre cose, mi ricorda proprio un film sul mistero dell'identità del Bardo, "Anonymous". Caruccio ma a tratti fin troppo, come dire... danbrowniano! ;)

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    1. Non so dirti, Fede. Dan Brown non l'ho ancora letto, ma per questo romanzo ci sono rimasta un pó male. Mi aspettavo tutt'altra storia 😕

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  3. Mi piacciono questi libri "moderni" incentrati su personaggi del passato.

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    1. Anche a me piace questa tipologia di romanzi, ma questo in parte mi ha un pó deluso 😕

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