mercoledì 16 maggio 2018

Gocce d'inchiostro: La felicità sulla punta delle dita - Agnes Martin Lugand

Certi romanzi parlano profusamente. Di getto, senza una conoscenza profonda, di storie di soggetti che talvolta sono in grado di intimidire l'uomo normale. Hanno un'intelligenza superacuita. Il narrare è talvolta una manifestazione di eccitazione, che a volte po’ prendere varie forme. Chi scrive romanzi, per l'appunto, nello scrivere diventa fantasioso e lavorativo.Eccitazione, desiderio di mettersi in gioco. La felicità sulla punta delle dita è stato quel genere di romanzo che mi ha soddisfatta per come speravo, ma non allietato il cuore per il suo continuo sentirsi inopportuno. Fuori posto, quasi a disagio, proprio come la sua protagonista, Iris, che impossibilitata a intraprendere il suo sogno, imboccherà una strada in cui questa volta dovrà camminare da sola.







Titolo: La felicità sulla punta delle dita
Autore: Agnes Martin Lugand
Casa editrice: Sperling & Kupfker
Prezzo: 16, 90 €
N° di pagine: 276
Trama: Fin da bambina, Iris coltiva un sogno: disegnare modelli e dar loro vita grazie alla magia di ago e filo, con fantasia e passione. E' una cosa che la renderebbe felice, ma i suoi genitori l'hanno considerato più un capriccio che un'aspirazione e Iris ha rinunciato a sognare: con la morte nel cuore, si è rassegnata. Da quel momento tutto ciò che ha fatto, lo ha fatto per gli altri: i genitori, il marito, i colleghi. Ora però sente di essere prigioniera di un matrimonio senza affetto, di una vita di provincia prefabbricata e rivendica il diritto di ricominciare daccapo e di riprendere in mano le file del proprio destino. E allora via da quell'esistenza falsa! Iris decide di correre il rischio più grande, quello di perdere tutto, ma in fondo al cuore sa che, comunque, ne vale la pena. Sotto le sfavillanti luci di Parigi, trascinata dal ritmo incessante della grande città, Iris si apre al mondo e dà libero corso a creatività e talento. Sulla strada troverà degli ostacoli, ma anche il più invincibile degli alleati: un nuovo amore.

La recensione:

Fra le pagine di un romanzo dalla parvenza semplice ma romantica. Un'atmosfera casta, scolastica, seria. C'è Iris, una ragazza insicura e infelice, sposa di un uomo d'affari, succube del volere della sua famiglia e dei suoi amici.
Nel 2015, quando La felicità sulla punta delle dita fu pubblicato, la sua bellissima copertina e il suo titolo evocativo non mi invitarono a intraprendere l'ennesimo viaggio dal quale, dalla mia piccola stanza, avrei potuto scorgere una piccola boutique di vestiti, spuntare dal nulla come un puntino su una strada con pochi abitanti e sulla mia destra la figura esile e asciutta di una donna, con lo sguardo perso chissà dove, così silenziosa e quasi invisibile da offrire alla coscienza a porsi innumerevoli interrogativi su uno spettacolo che ha una sua magia nascosta. Mi sono intestardita a trovarla, a seguire di pari passo le vicende della parsimoniosa Iris, nella sua figura ingenua e poco intraprendente, la cui storia di questo romanzo ne contiene pezzi della sua vita.
Fu per l'adesione all'ennesima sfida indetta su Facebook che sono stata invitata a varcare la soglia di questa piccola bottega, a comprendere Iris, Pierre, Gabriel, definendo mentalmente questa storia una lettura semplice e molto carina che, in mezzo a pile e pile di libri che ignoravano la sua presenza, con un velo d'inspiegabile drammaticità aleggiò tutt'intorno. Danzò fra le pareti bianche della mia camera, si presentò semplicemente per quel che è: serio, romantico, sensibile.
E' stata la prima volta che misi piede in un atelier. Stoffe pregiate, macchine da cucire Singer appena lucidate, il suono e il silenzio di un ago in un filo; piccole, grandi cose che sono il fulcro fondamentale di questa storia. O, per dirla tutta, la vera ragione di vita di Iris. Un sogno, un'ambizione che è stata sin da sempre presente, ha popolato le sue nottate inquiete, perché è per questo piccolo sogno che ha dovuto accettare il lavoro come funzionario in banca, sposare il bello e facoltoso Pierre, ribellarsi e lottare per ciò che più tiene al mondo.
Solo chi custodisce gelosamente dei segreti, dei sogni ed si immedesima perfettamente con la protagonista riesce a cogliere, anche se in minima parte, l'essenza di questa storia. I detriti trascurati di una vita lontana, passata, rumorosi, nelle stanze remote di una vecchia coscienza che brucia al presente come avidi fuochi, si fonde con personaggi le cui radici nascoste nella storia delle loro vite formerà quel lungo cordone che alla fine li unirà. Quando si tratta di sogni, di ambizioni, parlarne è sempre difficile, tranne quando si possiede il temperamento di imporsi e ribellarsi agli ostacoli della vita che, nella corrente sinuosa del tempo, si sono depositati nel cammino di Iris come sabbia fine.
La felicità sulla punta delle dita mi ha fatto prendere consapevolezza della straordinaria importanza dei sogni. Per me, lettrice, è stato alquanto facile identificarmi con una realtà che ho considerato semplice, mera finzione. Eppure, questa mera finzione, è anche la realtà che hanno come ideale individuale alcuni individui.
Questo è successo a Iris che, spettatrice di una realtà inappagante e solitaria, è stata colpita dall'insieme di quella rivelazione per molto tempo ignorata e taciuta. Una domenica pomeriggio, quasi senza farci caso, l'uomo che la generò le rivelò un segreto da cui dipesero le sorti del suo presente. Arrivò inaspettatamente e sbalorditamente, rubandogli il cuore e, in un battibaleno, ore ed ore della sua vita.
Con una certa curiosità mi ci sono avvicinata che la sua personalità, il suo temperamento docile e poco combattivo non aderirono completamente al mio corpo. Eppure, scoprendola nella sua eccentricità e tenacia, ho potuto scorgere qualcosa che mi ha permesso di non dare peso alle conseguenze delle sue scelte, dei suoi primi passi con un nuovo mondo.
Con un po' di malinconia e un filo di disagio, l'autrice mi ha raccontato una storia la cui genesi penso sia dovuta dalla passione delle donne per il cucito. L'arte dell'imbastire, del rammendare, del cucire, divengono qui mezzo di condivisione con gli altri. Emozioni represse che, mediante un semplice strumento, trovano maggiore sfogo e svaniscono da dove erano rimaste per tutto questo tempo.
Una storia semplice, ma molto carina, a tratti malinconica a tratti tragica, che percorre il cammino accidentato della vita di una donna che pian piano maturerà e diverrà sempre più donna. Un romanzo che parla di vita, speranza, dona speranza, ma passeggero come un improvviso acquazzone.
Valutazione d'inchiostro: 3

2 commenti:

  1. Nella mia famiglia ci sono sarte e ricamatrici, mentre io so a malapena tenere in mano ago e filo. Magari un romanzo così sarebbe di ispirazione!

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