venerdì 4 maggio 2018

Gocce d'inchiostro: La scrittrice del mistero - Alice Basso

Un pomeriggio, Vani Sarcia ed io decidemmo di sedere a chiacchierare in un languido bugigattolo della mia città, intavolando una conversazione che a distanza di anni non credevo mi portasse sino a qua. La sua storia, pensai, non possedeva nulla che me la facesse piacere; nulla che mi facesse vedere Vani sotto una nuova luce. Cosa poi mi fece cambiare idea? Sicuramente il suo essere scrittrice a tempo pieno, la sua passione per i libri e la buona letteratura. Insomma, Vani aveva/ha fatto breccia nel mio cuore. E questo pomeriggio sono nuovamente qui a parlarvene come se non ci fosse un domani, esplorando quella parte inviolata e invalicabile del suo essere di cui ne rimarrete piacevolmente stupiti.








Titolo: La scrittrice del mistero
Autore: Alice Basso
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: 17, 90 €
N° di pagine: 336
Trama: Per Vani fare la ghostwriter è il lavoro ideale. Non solo perché così può scrivere nel chiuso della sua casa, in compagnia dei libri e lontano dal resto dell''umanità per la quale non ha una grande simpatia. Ma soprattutto perché può sfruttare al meglio il suo dono di capire al volo le persone, di emulare i loro gesti, di anticipare i loro pensieri, di ricreare perfettamente il loro stile di scrittura. Una empatia innata che il suo datore di lavoro sa come sfruttare al meglio. Lui sa che solo Vani è in grado di mettersi nei panni di uno dei più famosi autori viventi di thriller del mondo. E non importa se le chiede di scrivere una storia che nulla ha a che fare con i padri del genere giallo che lei adora da Dashiell Hammett a Ian Flemming, passando per Patricia Highsmith, Vani è comunque la migliore. Tanto che la polizia si è accorta delle sue doti intuitive e le ha chiesto di collaborare. E non con un commissario qualsiasi, bensì Berganza la copia vivente dei protagonisti di Raymond Chandler: impermeabile beige e sigaretta sempre in bocca. Sono mesi oramai che i due fanno indagini a braccetto. Ma tra un interrogatorio e l'altro, tra un colpo di genio di Vani e l'altro qualcosa di più profondo li unisce. E ora non ci sono più scuse, non ci sono più ostacoli: l'amore può trionfare. O in qualunque modo Vani voglia chiamare quei crampi allo stomaco che sente ogni volta che sono insieme. Eppure la vita di una ghostwriter non ha nulla a che fare con un romanzo rosa, l'happy ending va conquistato, agognato, sospirato. Perché il nuovo caso su cui Vani si trova a lavorare è molto più personale di altri: qualcuno minaccia di morte Riccardo, il suo ex fidanzato. Andare oltre il suo astio per aiutarlo è difficile e proteggere la sua nuova relazione lo è ancora di più. Vani sta per scoprire che la sua mente umana ha abissi oscuri e che può tessere trame più ordite del più bravo degli scrittori.

La recensione:

La vita è una performance mediatica molto scadente: ad altissima definizione audio, video, ma con una pessima sceneggiatura.

Non credevo possibile che in meno di una settimana questo viaggio in compagnia dell'eroina più bizzarra, complicata e poco attraente di cui avessi mai letto, questo scherzo della Natura, il suo diamante meno tagliato, fosse una delle migliori attrazioni che mi fosse capitato da parecchio tempo. Uno dei migliori sforzi per estraniarmi dal mondo, non solo mettendo a distanza quelle cose o persone di cui non mi sento parte, ma lasciandomi alle spalle una voce che non è nostra, la mente e l'indole di un altro, di quel qualcuno il cui nome comparirà nella copertina, scivoli in mezzo, e poi si schiaccia sulla tastiera di un computer. E' stato dunque così che mi sono completamente immersa in questa meravigliosa storia, in un mondo in cui si respira una nuova cultura, delle nuove usanze, l'opposto di quella di cui sono costretta perennemente a vivere, insegnandomi qualcosa di cui non sempre ne vado fiera.
In questo quarto volume, non credevo che l'esuberante Vani fosse folgorata dalla freccia focosa e potente di Cupido. Speravo che imparasse qualcosa, il garbo e la cortesia, ad esempio, ma non credevo si trattasse di qualcosa che avesse a che fare con la purezza dell'animo, quella magica sensazione di cadere. Questa nuova svolta diede una nuova faccia a questa storia, che già dal terzo volume era divenuta straordinaria, ammaliante e avvincente. E' un nuovo racconto della vita di Vani Sarcia che nemmeno io, anima semplice e appassionata, credevo di leggere. Una nuova apparizione che conferisce un sapore più dolce, più denso, di cui la Basso conferisce inoltre un deciso andamento da libro giallo.
Di fronte a me c'è stato un abisso profondo; se continuavo ad avanzare potevo precipitare in qualche burrone, sempre più giù, per tutto il tempo mi giova che io tocchi il fondo! Eppure Vani pensa che la vita sia un abisso del genere e che un giorno in cui toccherà il fondo, sarà il giorno in cui cesserà di soffrire. Uno di questi giorni che a quanto pare il Fato le ha momentaneamente scansato. Perché? Chi avrebbe mai potuto immaginarla a fianco del commissario Berganza?
E' inutile dirsi bugie, è inutile scrivere cose strambe e fasulle. Nessuno mi sarebbe riconoscente, ne mi aspetto particolari elogi. Vani è perdutamente cotta del suo Romeo, e non importa cosa verrà detto o chi parlerà. Non importa se la gente non gradirà, non capirà questa sua particolare predisposizione …. ma chi se ne importa! L'amore è un campo di battaglia, come lo sono le sue innumerevoli gesta come la scrittura. E se si è perfino terribilmente schietti e onesti, può sembrare che una scoperta del genere possa apparire come un piccolo appiglio a cui aggrapparsi.
La scrittrice del mistero, proprio come i suoi predecessori, è un romanzo che fa miracoli. Una lettura in cui volontariamente si assiste a dei miracoli. Come? Cercando di ascoltare quella vocina interiore che agogna e brama la libertà. La Basso veste così i panni da fata madrina che fa avverare i desideri dei lettori e, in un certo qual modo, ci è riuscita. La fede che io avevo riposto alla sua egocentrica, brusca figlia di carta ha reso Vani Sarcia un personaggio che non dimenticherò tanto facilmente. Confidando che un giorno anche lei potesse ottenere ciò che più desidera. Facendo forse l'errore di concedergli troppa fiducia. Allargare il mio cerchio di vedute. Non si può essere felici leggendo esclusivamente un romanzo. Non si può essere felici dedicando gran parte del tuo tempo libero a una trentaquattrenne che di buone maniere se ne infischia. Eppure ho dovuto lasciarmi indietro qualche remore, qualche esitazione iniziale, e per questo mi sono ritrovata a divorare i romanzi della Basso in nemmeno di una settimana. Forse ho esagerato un po' più del necessario. Ma non ho potuto farci proprio niente. Ogni volta che sentivo, avvertivo la presenza di Vani al mio fianco, io non potevo fare a meno di seguirla.
La storia della Basso, linfa vitale del suo essere scrittrice a tempo pieno ma anche redattrice e ghostwriter mi ha nutrito come mai credevo potesse accadere. E a questo nutrimento ci aggiungo anche un certo ammaliamento; l'amore per le storie della Basso è autentico. A volte mi è sembrato di nutrire sensazioni particolari, emozioni che so di non poter esprimere, impulsi che non posso controllare, impressioni che non posso scuotermi di dosso, sogni e pensieri contrari ai sogni e ai pensieri comuni per gli altri. I romanzi della Basso sono stati per me un dialogo con la mia anima semplice e appassionata, giudicando i pro e i contro, scoprendone le qualità e i difetti, incominciando a immergermi in pensieri che alla fine si sono rivelati profondi, in cui mi sono persa, esaurita, fino a non capirci più niente.
Valutazione d'inchiostro: 5

6 commenti:

  1. Ciao, bella recensione e la storia sembra interessante

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  2. Ciao Gresi, mi piace molto la serie di Alie Basso e sono molto curiosa di leggere questo quarto libro della serie, la tua bella recensione lascia ben sperare ;-)

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    1. Te lo consiglio vivamente, Ariel ☺☺ sono certa ti piacerà anche questi ☺☺

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  3. lo sto leggendo in questi giorni e sto provando le medesime sensazioni

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