lunedì, ottobre 28, 2019

Gocce d'inchiostro: Una serie di sfortunati eventi. La scivolosa scarpata; L'altro antro; Il penultimo pericolo; La fine - Lemony Snicket

Ancora una volta, dopo l'ennesimo disgraziato evento, vidi Sunny, Violet e Klaus vivi.
Personalmente non mi sorprende più questa cosa, altrimenti non ci sarebbero 13 libri incentrati su di loro, tanto quanto delle mie frequenti e ossessive visite in luoghi inimmaginabili, insoliti, che accennano quasi sempre al fatto che il conte Olaf è nei paraggi, acquattato nell'ombra, nascosto, in apparenza, per motivi che ci verranno alla fine spiegati. Sebbene alla conclusione manchi davvero pochissimo, questa ennesima recensione non dice nulla di nuovo che non sia stato detto in passato. Ma è proprio mediante questi ragazzi che apprenderemo la loro nascita, la loro maturità, il loro stare nel mondo, con una raffica di ingiurie e ingiustizie... 
E adesso? Adesso eccomi pronta all'ultimo atto, l'epilogo, la fine, prorompente e sorprendente che durerà poco ma il cui eco sarà potente e profondo.


Titolo: Una serie di sfortunati eventi. La scivolosa scarpata
Autore: Lemony Snicket
Casa editrice: Salani
Prezzo: 9,50 €
N°di pagine: 384
Trama: "Cari lettori, come le strette di mano, gli animali da compagnia e le carote crude, molte cose sono preferibili quando non sono scivolose. Sfortunatamente in questo infelice volume, temo che Violet, Klaus e Sunny Baudelaire Si imbattono in ben più della normale quota di scivolosità che spetterebbe loro, durante il viaggio impervio su ( e giù) per una catena di monti strani e inquietanti".


Titolo: Una serie di sfortunati eventi. L'atro antro
Autore: Lemony Snicket
Casa editrice: Salani
Prezzo: 9,50 €
N°di pagine: 269
Trama: "Il volume contiene svariate sgradevolezze, quali una pinza gigante, un uomo con una nuvola di fumo al posto della testa, un ipnotizzatore, un terribile incidente che provocherà diversi feriti, punizioni severe, muffe sgocciolanti, esami sterminati e saggi di violino. È inutile sperare che la serie vada migliorando, né, mi spiace dire, ci sono prospettive che essa migliori in un futuro anche lontano".



Titolo: Una serie di sfortunati eventi. Il penultimo pericolo
Autore: Lemony Snicket
Casa editrice: Salani
Prezzo: 10 €
N°di pagine: 300
Trama: "Se questo è il primo libro che avete trovato mentre cercavate la vostra prossima lettura, allora la prima cosa che dovete sapere che questo penultimo libro è la prima cosa che dovete mettere via. Purtroppo, questo volume contiene la penultima cronaca della vita degli orfani Bodelaieur, e non è penultimo a nessuno in quanto a tristezza, disperazione e spiacevolezza. Probabilmente la penultima cosa che avete voglia di leggere è una storia con un cannone sparafiocina, un solarium sul tetto, due iniziali misteriose, tre tigemini non identificati, un famigerato criminale e un curry insipido. Le penultime cose sono le prime da evitare, perciò consentimi di raccomandarvi di mettere via per prima cosa questo penultimo libro, e trovare qualcos'altro da leggere, come per esempio il penultimo libro di un'altra cronaca, o una cronaca che contenga altre penultime cose, in modo che questo penultimo libro non diventi l'ultimo libro che leggerete". 





Titolo: Una serie di sfortunati eventi. La fine
Autore: Lemony Snicket 
Casa editrice: Salani 
Prezzo: 10€
N°di pagine: 300
Trama: "Cari lettori, presumibilmente state guardando il retro di questo libro, o la fine de" La fine". La fine de "La fine" è il posto migliore per iniziare "La fine", perché se leggete "La fine" dall'inizio dell'inizio de "La fine" alla fine della fine de "La fine", arriverete alla fine della vostra pazienza. Questo libro è l'ultimo di "Una serie di sfortunati eventi", e anche se avete affrontato i dodici volumi precedenti, probabilmente non potrete sopportare sgradevolezze tipo un'orribile tempesta, una bevanda sospetta, un gregge di pecore selvatiche, un'enorme gabbia per uccelli e un segreto davvero inquietanti sui genitori dei Bodelaieur. Completare la storia dei Baudelaire è stato il mio solenne compito, e finalmente ho terminato. È probabile che voi ne abbiate altri, perciò se fossi in voi lascerei perdere questo libro all'istante, così che "La fine" non sia anche la vostra. 

La recensione:
Non sarebbe necessario tornare nuovamente qui, aprire blogger, riempire l'ennesimo foglio bianco che abbia per protagonisti gli orfani Bodelaieur. Non sarebbe necessario osservare tutt'attorno pur di scovare una via di fuga, ora che le cose vanno a concludersi, dove diligentemente ho seduto in silenzio, formando e ritornando su supposizioni colorate e stravaganti. Be, se questo è un processo che avviene saltuariamente da qualche settimana, certamente un motivo ci sarà. E, per quanto mi riguarda, risiede nella semplice supposizione che ogni testo stampato nasconde un messaggio. Già il suo titolo prevede allitterazioni, enunciazioni impensabili. E, nel tutto, un messaggio che ha una sua particolare importanza. Non si riesce a distinguere il vero dal falso. Non conosciamo ancora le ragioni per cui questo famigerato Conte Olaf sia così accanito. Il che significa che questa esperienza, questo mio esserci ha a che fare con alcuni idiomi tipiche della religione, la letteratura fantastica, il concetto di nuovo che si mescola al vecchio e al profano. Oggi si è perfettamente consapevoli di quali effetti sortiscono certi romanzi. E ora? Beh, vi garantisco che fin quando ogni nodo non andrà al pettine vi sembrerà di impazzire. 
Cosa si fa dunque a questo punto? Naturalmente fiondarsi nella lettura degli ultimi volumi, gli ultimi due atti, che dovrebbe vedere consolidato il desiderio di questi poveri orfani di riabbracciare i genitori. La stabilità, la protezione che cercano forse sarà finalmente raggiunta. Reduci inebetiti dalle disgrazie della vita, maturati in mezzo a bugie e dubbi che, come una paralizzante lacuna, impersonano una sottospecie di crudeltà tipica della vita la quale prevede disgraziatamente ogni persona, ogni individuo esistente sulla faccia della terra, di cui ci si intestardice a non credere. 
Colpa della mia incredibile curiosità. Per forza. Non poteva che essere così. Mica poteva essere stato qualcos'altro. Perché, mi dico, da quasi un mese a questa parte, se non fosse che non avessi amato così intensamente il film, tutto questo non ci sarebbe.... Ma è pur vero che grazie alla curiosità ho letto e amato un mucchio di romanzi. Purché un romanzo sia ricordato, diventi il tuo preferito, deve discostarsi dai canoni del già visto o memorabile. Per me che ho superato da qualche tempo l'età infantile, non ho in ogni caso rinunciato alle proteste intellettuali, all'urgenza di altre letture. 
Quella di leggere una saga di ben tredici libri è certamente stato l'intento più difficile che mi fosse mai capitato. Non tanto per il comprendere; le vicende degli orfani Bodelaieur sono una ventata d'aria fresca, quanto per la costanza o l'interesse che ho riservato a queste pagine. Dal primo capoverso disgrazie e calunnie varie erano iniziate prima che me ne rendessi conto e il modo di interpretare le cose cominciarono quasi subito dopo, frustando ogni tentativo di pacificazione, solidificandosi fino a diventare il nocciolo dell'intero romanzo. 
Per questo irriducibile attaccamento a questi ragazzini, ben presto io e i personaggi della poetica snicketiani siamo divenuti un tutt'uno: più precisamente, cio che non eravamo ancora diventati. Uniti, affiatati, con una mente sveglia e una forza travolgente, che tuttavia non basteranno per raggirare l'ostacolo, svelare il manto di una tenebra e tutto ciò che ne consegue. Compagni devoti, religiosi e fedeli ragazzi con i nervi a fior di pelle, un coraggio da leone, che in questi brevi poemi sono stati trattati ingiustamente: poemi che fra una disgrazia e un'altra, una situazione incresciosa e un'altra, rispondono all'idea fissa dell'autore sul concetto intrinseco della vita e di tutte le sue ripercussioni. 
Dopo tutto questo tempo, Violet, Klaus, Sunny mi mancheranno. Non è mai semplice volgere le spalle ad un mondo in cui si è costretti ad amare ma che io ho amato profondamente, attorniato da diverse e strambe forze che li hanno animati per tutta la vita. Ma innumerevoli temi quali la forza, il coraggio, l'amore intrinseco e imprescindibile, la lotta fra il Bene e il Male per la sopravvivenza riescono così naturali che tengono testa agli scrupoli indotti dal famigerato conte. 
Ed è stata una fortuna riscontrare tutto questo. Mettere il punto finale a qualcosa che, per quanto mi riguarda, non avrà mai fine. Anzi, si perpetuerà negli anni. Perché talvolta non abbiamo bisogno nient'altro che di questi romanzi. Specchi distorti di realtà diverse, non meno dei ruoli svolti dagli individui che, in un unico insieme, trattengono nel palmo di una mano. Ricordando il suo sentirci speciali come lo è sempre stato. 
Valutazione d’inchiostro: 4

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